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Bruno Vespa

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Il guadagno dei burattinai / Piazza Fontana. Ma che cos’è la verità?

Milano, 12 dicembre 1969, ore 16.37. Fa freddo, è già buio, ma sopra le vie del centro e lungo i muri luccicano gli addobbi natalizi. Io sono sul 23 (il tram che mi ha accompagnato tutta la vita, e ora non c’è più). Sono in Corso di Porta Romana, quasi Piazza Missori: sto andando all’Università Statale, che è lì dietro, in via Festa del Perdono.  Si è sentito un gran botto, e ora il traffico è fermo. Siamo in coda, bloccati. La gente sul tram si scambia occhiate preoccupate, interrogative: come succede in questi casi, ognuno spera che il suo vicino ne sappia di più. O forse no; ma domandare è una reazione spontanea, anche quando è chiaro che non serve. Cosa sarà successo? Qualcuno improvvisa delle ipotesi, qualcun altro sale dalle porte lasciate aperte dal tranviere, riferisce voci, dicerie: “Pare che sia scoppiata una caldaia”. Nessuno, in realtà, sa niente. Scendo dal tram; a piedi, seguendo il flusso della folla, i lampeggianti e le sirene, cerco il luogo dell’esplosione. Dopo due o tre tentativi, svolte e rigiri, eccolo: Piazza Fontana, subito dietro il Duomo.  Davanti al palazzo sventrato della Banca dell’Agricoltura è pieno di gente, polizia, pompieri, ambulanze. C...

L’oroscopo del diversamente occupato

ariete Non è che tu sia disoccupato: è che ti piace farti cercare. A nascondino vincevi sempre e ti sei convinto che sei stai acquattato abbastanza a lungo prima o poi La Repubblica ti chiamerà per dirti che hai vinto (un posto). Al grido di “Tana libera tutti” ti trascinerai dietro centinaia di precari incazzati. Parola chiave: Idrocarburi. Sono sulla terra da miliardi di anni, e non hanno mai avuto problemi di impiego. Fatteli amici.     toro Sei un tipo slow. Tra un panzerotto e l’altro, il tuo giro vita è lievitato, e sembri davvero in dolce attesa. Con indubbi vantaggi: code più brevi al supermercato, posto a sedere sull’autobus, e tua mamma che non sta più nella pelle. Parola chiave: Conference call. Sarebbe come quando giochi a Xbox on line con gli amici, ma senza dual shock, purtroppo.     gemelli Disoccupato? tu sei occupatissimo, hai sempre da fare, vedi gente, scrivi... e quindi come si permettono questi? ah, lo stipendio dici? Vabbè, che colpo basso. Ora però rifletti: nessuno sa indossare come te le sneakers. Parola chiave: Tupperware. Tua zia...

Vespa vs Follett

"Don't judge a book by its cover". Forse non aveva tutti i torti l'uomo-libro di Fahrenheit 451 che rimprovera Montag di sguardi troppo insistenti. Infatti, nonostante mi capiti di disegnare copertine, non mi faccio molte illusioni sulla capacità del design di spingere il libro nelle mani di un lettore. Per contro Gian Arturo Ferrari in un'intervista* parla dell'estrema importanza dell'aspetto grafico di un libro che trasforma il testo, il contenuto e lo comunica. Racconta in modo suggestivo di libro-lumaca, perché "porta sulle proprie spalle la sua casa, porta la comunicazione di se stesso su se stesso". Dunque consideriamo un uomo-libro, anzi un libro-uomo, come una copertina e confezione sbagliata, un oggetto che comunica più chi lo ha disegnato (o l'editore che lo ha scelto) che le idee e il testo che contiene. Andiamo a caccia di lumache, senza intenti denigratori sugli autori della grafica: non si tratta di dare il premio alla più bella copertina o di fare la rassegna del brutto. Brutto e bello sono categorie inesistenti in cui si rifugiano gli impreparati a criticare. Questi vogliono solo essere...