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Christoph Marthaler

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Biennale Teatro: il fascino indiscreto della borghesia

Si apre con un dittico di due maestri della regia tedesca contemporanea la Biennale Teatro di Venezia diretta dal regista catalano Alex Rigola, con un affondo sulla borghesia, le sue piccole ambigue virtù e le ombre che ne costellano ascesa e sopravvivenza. Christoph Marthaler, propriamente svizzero di lingua tedesca, musicista formatosi alla scuola di teatro di Lecoq (uno dei reinventori della Commedia dell’arte nel novecento), un talento che unisce ritmo, follia, corrosiva divertente ferocia, e Thomas Ostermeier, ex enfant prodige della scena berlinese, direttore della Schaubühne a 30 anni, viaggiatore nei classici e in memorabili personaggi femminili con umori tutti contemporanei, hanno dato una lezione su come oggi possa vivere la regia, da molti anni sul banco degli imputati quale arte parassitaria nel teatro, o arte di illustrazione, o di demiurgica imposizione di idee esterne a testo e attori. In Italia, salvo qualche caso raro (Castellucci, Latella, presenti entrambi a una Biennale che ha in cartellone anche altri protagonisti della scena internazionale), da questi quesiti si esce o con il lavoro di gruppo o con una fedeltà sostanziale alla...

La marcia macabra di Marthaler

Malfermi vecchi esausti marciano con inni dissonanti di solitudine e violenza sui giovani, su quelli che il lavoro non lo hanno, quelli che pur di sopravvivere si sporcano di macchie insopportabili per il perbenismo panciuto. Sono gli eroi borghesi dell’ultimo spettacolo di Christoph Marthaler, il regista–musicista svizzero che concentra idee, visioni, suoni, gag trascinanti in spettacoli avvolgenti, trancianti, sulfurei nell’esasperare la banalità quotidiana, come gli indimenticabili Stunde null, sull’ora zero del passaggio dal nazismo alla democrazia, Die Spezialisten, gli specialisti, Groundings, sul fallimento della compagnia di bandiera svizzera e altri “atterraggi di fortuna”, Schutz von der Zukunft (protezione dal futuro), sulla selezione nazista della razza (ma si potrebbe continuare, anche con adattamenti di famosi lavori musicali o messe in scena di testi, di Shakespeare, di Viviani, di altri autori).     Sono lavori che esaltano la regia come invenzione con gli attori, che caricano gli eventuali testi di sensi che nascono dalla relazione scenica e, spesso, dall’iterazione stupita e stupida in ambienti...