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Claudio Meldolesi

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Un addio - con una lettera di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret / Ferdinando Taviani: studioso militante

Aveva qualcosa del guru, Ferdinando Taviani, del combattente comunero latino-americano e andino con i suoi poncho, gli eterni sandali, i berretti colorati. Non so perché, lo associo a Garabombo, il personaggio di vecchi romanzi di Manuel Scorza, invisibile come Taviani, Nando per le innumerevoli tribù teatrali che ha frequentato. Garabombo era invisibile alle autorità cui presentava le proteste della sua comunità andina; Taviani era un accademico capace di scomparire nel teatro e di riapparire di lato, nel “fra” come ebbe a scrivere di Giuliano Scabia, spostando ogni volta i dati delle questioni, aprendo squarci inaspettati, anche ferite, che avrebbero generato idee e comportamenti. Non so cosa significhi: ma non esiste una voce di Wikipedia su di lui. Così lo hanno ricordato Eugenio Barba e i suoi compagni dell’Odin Teatret.   Arrivederci, fratello di lavoro   Il 4 novembre è morto Nando Taviani, pensatore e studioso originale di teatro, fratello di lavoro dal 1969 di noi tutti all’Odin Teatret. Era il nostro consigliere letterario, co-autore di testi e ispiratore di progetti che hanno reso il nostro gruppo teatrale un incoraggiamento e una vocazione per molti altri....

Quattro voli col poeta Blake

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, va avanti con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poemetto inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (Bologna). Dopo Volo sopra la città di Londra, pubblicato mercoledì 13 maggio, Volo secondo sopra la Francia, pubblicato mercoledì 20 maggio, Volo terzo sopra la Grecia con visione finale di Afrodite, pubblicato mercoledì 27 maggio, il fantastico viaggio guidato da William Blake continua oggi verso il nuovo mondo, incontro allo sciamano Zäreymakù e alla distruzione della terra, fino alla Frisco dei poeti beat e all’inaspettato incontro con un vecchio giovane profeta barbuto...

Grillo: oltre il teatro della crudeltà

Due vendicatori si aggirano in questi stessi giorni per l’Europa: lo Scaramouche giustiziere di Incredibili sulle ceneri del Terrore robespierriano raccontato da Wu Ming (L’armata dei sonnambuli, Einaudi) e il Beppe Grillo mattatore della Vecchia Politica sulle macerie di due incompiute repubbliche italiane analizzato da Oliviero Ponte di Pino nel bel libro Comico & Politico (Raffaello Cortina Editore), recensito su queste pagine da Marco Belpoliti.   Entrambi i volumi prendono le mosse (casualmente?) dalla Rivoluzione Francese e dal ruolo che vi ebbero gli artisti di teatro come gruppo ai margini della società costituita, che li aveva in passato ghettizzati; piccola enclave instabile ma dotata di una sapienza antica, disponibile a sovvertire ogni cristallizzazione sociale. Ambedue avanzano l’idea che gli attori, grazie alla loro tecnica dell’emozione e alla loro capacità di rappresentazione, emergono nelle tempeste della storia a cavalcare i venti della rivolta, dell’atto spettacolare qui e ora, del “colpisci uno per educare cento”, esibendosi piuttosto che in spettacolini didattici e consolatori in atti simbolici...

Grillo e la crisi della democrazia

Nel 1975 Beppe Grillo lavora per una ditta di jeans, la Panfin. Vende calzoni e, come racconta a un giornalista del “New Yorker”, durante un ritiro aziendale imbraccia la chitarra, suona e narra barzellette ai colleghi e al padrone della Panfin. Qualche giorno dopo riceve una lettera di licenziamento: il boss ritiene che, se passa le serate alla chitarra e a far battute, non potrà certo vendere jeans dalle 8 del mattino. Grillo prende lo scatolone del campionario e lo getta dalla finestra. Undici anni dopo, diventato un comico di successo, racconta un’altra barzelletta in televisione. È il 15 novembre 1986. Si tratta della celebre battuta sui socialisti in Cina: Martelli chiama Craxi durante una cena in Cina. Ma senti un po’, gli dice, se qui sono tutti socialisti, a chi rubano? Un altro licenziamento per quello che Aldo Grasso ha definito “il monello della televisione generalista”. Non tornerà in Tv per un decennio e oltre. Come ha potuto in vent’anni a trasformarsi da comico al bando dal piccolo schermo nel fondatore e leader di un movimento politico che è in procinto di diventare il secondo partito italiano,...

Unificazione e politeismo dei teatri. Con Claudio Meldolesi

Docente e studioso di teatro, primo nella sua disciplina a far parte dell’Accademia dei Lincei, Claudio Meldolesi è stato frequentatore instancabile, sulla pagina e nelle sale, del Nuovo Teatro, nei termini di una operatività e di un coinvolgimento a tutto tondo. La prossimità culturale al lavoro della nuova storia francese (dalle “Annales” in poi) e la militanza teatrale gli hanno permesso di tracciare il profilo di un neo-umanesimo ancora non del tutto sondato, ridisegnando ogni volta gli orizzonti della storia del teatro, in un dialogo sempre rigenerato con altre scienze e discipline. Due differenti esperienze originarie – da un lato la militanza politica, dall’altro il diploma d’attore all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica – ne hanno segnato il lavoro e il pensiero: storico della lunga durata, è stato, ad esempio, capace di inserire la marginalità di una figura sempre tradizionalmente sottovalutata come quella dell’attore nell’alveo di più ampie trasformazioni socio-culturali e di incastonare le pressioni del presente in processi di più grande movimento e...