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Corpo celeste

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Festival del cinema di Cannes / La spada di Lazzaro

Goffredo Fofi cita spesso una risposta di Elsa Morante a Pasolini in cui si sostiene che l’Italia negli anni del dopoguerra era uscita da un Medioevo per entrare in un altro. La modernizzazione, l’industrializzazione, lo sviluppo capitalistico non avevano avuto alcun effetto emancipativo, in particolare per i contadini e le ancora ampissime zone rurali del nostro paese, ma avevano semplicemente rinnovato – dandogli una forma nuova, ben più subdola – un rapporto di subordinazione antico. L’idea dello sviluppo capitalistico come una barbarie monocolore e del processo di modernizzazione italiana come inizio di una “mutazione antropologica” che ha tolto ai subalterni anche l’ultimo residuo di sapere tradizionale e ancestrale per integrarli in modo definitivo alla società dei consumi, è una tesi ormai molto diffusa in quel vasto arcipelago di posizioni che definiscono il senso comune di sinistra in Italia.  Modernità e modernizzazione però non sono sinonimi – se il primo termine identifica solitamente l’epoca che si è aperta con la scienza galileana-newtoniana e con il soggetto cartesiano, il secondo si riferisce più chiaramente alla transizione al modo di produzione capitalistico...

Le Piccole Persone / Anna Maria Ortese. L’altro vivente

Sulla terza pagina de La Stampa del 3 febbraio 1976 i lettori trovarono l’insolito ritratto di un cane con una corona di spine. Provocatoria pubblicità per un libro di (allora) prossima pubblicazione intitolato Imperatrice nuda, tale ritratto ne rappresentava appunto la copertina. L’autore era il pilota automobilistico, scrittore, e attivista svizzero Hans Ruesch, e Imperatrice nuda mirava a mettere la scienza medica attuale sotto accusa, espressione riportata e nel sottotitolo del volume e nella didascalia pubblicitaria su La Stampa. La quale didascalia informava inoltre che il libro si scagliava in particolare contro la sperimentazione a scopo farmaceutico sugli animali, una truffa – secondo Ruesch – a danno sia degli ignari cittadini sia di milioni di creature innocenti, come la raccapricciante casistica di esperimenti che dava corpo al volume voleva infatti dimostrare. Sia stato lo scandalo di tale casistica a convincere l’editore Rizzoli a ritirare il libro dalla distribuzione o qualche altra sconosciuta ragione, Imperatrice nuda scomparve presto dalle librerie ma divenne comunque il pretesto per un dibattito sulla vivisezione che dal quotidiano torinese si estese poi alla...