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Daniel Pennac

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Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Redde rationem | Insufficienze e soddisfazioni

Il mese di maggio comincia torpidamente al rientro dalle vacanze pasquali. I ragazzi hanno resettato la scuola dalla loro vita e tornano con una ilarità spensierata e del tutto immotivata. Davanti alla cattedra ci sono struzzi con i loro culetti per noi prof del tutto nitidi: sopra ci sono stampate le medie aritmetiche che il registro elettronico ci riporta del tutto prive di affettività o aggiustamenti: 4.25, 5.85, 7.65. Dalla dirigente scolastica cominciano ad arrivare a raffica le circolari più sgradite: scrutinio finale in data ics, si rammentano i criteri di non ammissibilità alla classe successiva (ovvero, «guai a voi se bocciate!» ma se proprio dovete ci vorranno o quattro 5 o due 4 un 5 eccetera, o oltre 250 ore di assenza), adempimenti di fine anno (una relazione per ogni tua materia, una relazione per la classe, le proposte di voto eccetera). Ecco che quindi, con morbidi colpetti sulle natiche degli struzzi dobbiamo invitare a sfilare dalla sabbia le teste rivuotate, e spiegare che cinque, sette di loro sono a metà maggio ancora insufficienti in Storia, o Geografia, o Matematica. A quel punto gli occhi si spalancano, e la maggior parte di loro scopre che pur non avendo...

Lorenzoni e Baker: nuove narrazioni dalla classe / Che faccio, vado avanti?

Tutte le volte che si scrive non “di scuola”, ma “di una classe” noi italiani torniamo dentro Cuore di Edmondo De Amicis. Cuore come narrazione della prima scuola unitaria italiana disegnata dalla Legge Casati, concepita nel Regno di Sardegna nel 1859 e poi calata sul nuovo Regno d’Italia nel 1861: «Art. 315. L’istruzione elementare è di due gradi, inferiore e superiore. L’istruzione del grado inferiore comprende: l’insegnamento religioso, la lettura, la scrittura, l’aritmetica elementare, la lingua italiana, nozioni elementari sul sistema metrico. L’istruzione superiore comprende, oltre lo svolgimento delle materie del grado inferiore: le regole della composizione, la calligrafia, la tenuta dei libri, la geografia elementare, l’esposizione dei fatti più notevoli della storia nazionale, le cognizioni di scienze fisiche e naturali applicabili principalmente agli usi ordinari della vita. Alle materie sovr’accennate saranno aggiunti, nelle scuole maschili superiori, i primi elementi della geometria ed il disegno lineare; nelle scuole femminili i lavori donneschi». Il testo della legge è pervaso dal ruolo preminente dei padri, e tutto trasuda di impianto militaresco: censure,...

Luigi Bernardi, L’intruso

"Per esempio, io non mai visto un supereroe in vita mia. Ma non ho perduto la speranza." Luigi Bernardi mi parlò dell’idea di questo romanzo poco dopo aver cominciato a scriverlo. Mi accennò al fatto di voler raccontare gli anni del lavoro fatto nell’editoria, degli anni delle riviste e dei fumetti. Mostrare, in definitiva, quello che era stato, di come fosse andata. Una delle frasi che ripeteva spesso era: “Le cose vanno come devono andare” e così è accaduto. Sono andate che in mezzo al libro in scrittura e alla vita è arrivato il cancro. Rapido, devastante e, purtroppo, senza scampo. La strada del libro si è modificata, è diventata più tortuosa, non si è accorciata ma è cambiata. La bravura di Bernardi ha fatto in modo che la malattia non chiudesse il percorso di scrittura ma che lo ampliasse. Se il nuovo inquilino voleva esserci, Bernardi ha deciso di renderlo uno dei personaggi.   Personaggi, sì, perché L’intruso (Dea Planeta 2018) è un’opera di narrativa dentro la quale si è accomodata la vita vera. Luigi Bernardi detestava il racconto della malattia fine a se stesso, la persona che sopravvive al cancro e che dopo ci racconta la battaglia e commuove tutti; le sofferenze...

Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Cominciare

Una classe spesso comincia ad essere classe prima che arrivi un professore. Venti o più ragazze e ragazzi non sempre hanno davanti il tizio che sarà con loro per un anno. Conoscono i docenti di ruolo, e cominciano a conoscere i supplenti. Supplenti per due settimane, per un mese, o tutto l’anno. La scuola italiana rimane un organismo burocratico enorme, nonostante la legge che istituiva l’autonomia scolastica, la 59 del 15 marzo 1997, abbia voluto rendere ogni istituto una sorta di azienda statale più indipendente, con un migliaio di studenti e cento-duecento dipendenti tra docenti, amministrativi, “bidelli” (il personale ATA Amministrativo Tecnico e Ausiliario). I docenti di ruolo (quelli che resteranno sino alla pensione) sono la maggioranza, ma tanti sono “precari”. Attendono in genere la nomina annuale in una o più scuole, che arriva dall’Ufficio Provinciale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica a fine settembre, o a inizio ottobre. Quindi la storia della mia classe è cominciata prima di me, il professore.   Ricevi una mail dalla scuola che ti propone un contratto “sino ad avente diritto”: vuol dire che cominci a lavorare ma non sai...

Terrorismo e videogiochi

Anche nell'attacco a Parigi, i videogiochi. La tipica inquietudine che genitori, educatori e frettolosi commentatori provano nei confronti dei videogiochi, da quando questi ultimi sono nati, oggi prende proporzioni abnormi. Questo perché si è saputo che i reclutatori di Daesh attirano e addestrano terroristi con giochi come Call of Duty e l'organizzazione comunica anche attraverso le chat delle Playstation, efficienti e difficili da intercettare. L'ansia per l'adolescente di famiglia, la sua possibile dipendenza dal joystick e il possibile scambio fra vita virtuale e vita reale, si amplifica a dismisura, diventa una questione politica e militare di livello planetario. È la Realtà tutta, che oramai teme il proprio Game Over.   Nell'intervista che un invero riluttante Daniel Pennac ha concesso per Repubblica a Fabio Gambaro (19/11/2015) riecheggiano le argomentazioni contro i videogiochi che normalmente, e da decenni ormai, seguono certi violenti casi di cronaca. Parlando dei terroristi, Pennac dice: «Nelle loro azioni omicide c’è la ricerca di sensazioni estreme ai limiti dell’estasi, come nello...

Il Funaro, il teatro e la città

Tutto è teatro al Centro culturale il Funaro. Le due sale, la caffetteria, la biblioteca, la residenza per artisti, gli uffici. Novecento metri quadrati di palcoscenico in via del Funaro 16/18, nel cuore di Pistoia. Spazi coperti e all’aperto che si affacciano come quinte su una corte interna chiusa da un cancello fatto di una volontà di ferro. “Non c’è luogo che non abbiamo utilizzato – mi dice a ogni porta che apre Massimiliano Barbini, grande esperto di letteratura teatrale, responsabile della biblioteca – non c’è angolo che abbiamo lasciato inerte”. Poi alza gli occhi. Solo la storia della nascita del Centro non è diventata uno spettacolo, magari itinerante. Per il momento. Tra memoria e innovazione   Quasi totalmente autofinanziato, il Funaro corre sul doppio binario di progetti internazionali (fra i motivi del conferimento del Premio Speciale Ubu 2012) e di un’intensa attività culturale per la città di Pistoia e il territorio toscano, declinando la sua vocazione “glocale” nella programmazione di spettacoli, di workshop professionali con Maestri...

Daniel Pennac. Storia di un corpo

Il diario di un corpo e non la sua storia come potrebbe lasciare intendere l’imprecisa e forse più ammiccante traduzione italiana di Journal d’un Corps. Pennac non racconta il corpo, non lo attraversa, piuttosto lo utilizza per quello che è: forma e quindi contenitore di storie, racconti, avvenimenti. La voce narrante, un francese nato negli anni ‘30, decide di lasciare alla propria figlia Lison il diario della propria vita, raccontata dal punto di vista del corpo. Dall’infanzia, alla maturità fino all’agonia, le vicende del protagonista vengono sempre presentate partendo da come il corpo le vive e in alcuni casi le sopporta.   Libro profondamente intimo, Storia di un corpo (Feltrinelli, 341 pagine, Traduzione di Yasmina Melaouah) racconta il quotidiano universale, quello che colpisce la carne e le ossa di chiunque, un’autobiografia di un secolo e delle sue abitudini. Quello che emerge è anche il corpo del Novecento, quello che esce da una guerra e poi da una lotta di liberazione e che infine entra prepotentemente per la prima volta nella modernità, vivendola e facendola.   Le pagine sono...