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David Bidussa

(7 risultati)

Un libro di David Bidussa / Pio XII e gli ebrei

A che punto è la penombra? Ovvero, ha ancora un senso interrogarsi sulla condotta di Pio XII e, più in generale, sul Vaticano negli anni dello scontro tra i «totalitarismi», quello nazifascista e quello stalinista, cercando di identificare la sua specifica condotta rispetto ad una serie di questioni dirimenti, a partire dal rapporto con il mondo ebraico, sottoposto ad una torsione stritolante, culminata nello sterminio delle comunità presenti nei paesi occupati da Hitler? Non di meno, come ci si deve adoperare, qualora si torni su un tale ordine di problemi, per evitare di ripetere il già detto, spesso all’insegna di uno stanco sensazionalismo?   «Nel 1975-1976, alla mia richiesta se esistesse una direttiva scritta della Santa Sede, i religiosi da me interrogati rispondevano con ironia di fronte ad un giovane ricercatore in cerca di documenti probanti: “la vita allora era complicata e chi avrebbe fabbricato allora una prova scritta davanti ai tedeschi?”». Così lo storico Andrea Riccardi, tra i maggiori esponenti della Comunità di Sant’Egidio, nella sua ricerca dedicata all’occupazione tedesca di Roma nel 1943-44 e al rapporto con la Santa Sede rispetto al destino della...

Per questo c'è chi la odia / La scorta a Liliana Segre

La decisione assunta dalle autorità preposte, ovvero del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico di Milano, di garantire alla senatrice a vita Liliana Segre una scorta permanente, secondo i parametri previsti in casi di minaccia o rischio per la persona, non può di certo sorprendere. Giunge infatti dopo un'escalation di vituperi, di insulti, invettive che, peraltro, per chi conosce bene la senatrice, sa che non datano da oggi. L'assedio del vilipendio, dell'offesa ma anche delle concrete intimidazioni, quelle che potrebbero – prima o poi – tradursi in reali aggressioni, se non peggio, arriva essenzialmente da due fronti: quello del web, dove il crescendo di ostilità sta generando una sorta di fronte dell'avversione nei confronti della sua persona fisica; quello della destra radicale, che da tempo tambureggia contro la figura della testimone, ossia ben prima che essa fosse nominata senatrice a vita. I due orizzonti di fatto si saldano nel momento in cui concorrono a delegittimare sia la persona che il suo operato in quanto tali. Una delegittimazione totale, esistenziale, che esprime non solo avversione conclamata per le idee e l'azione pubblica di Liliana Segre ma...

Passato da ricordare / Piazza Fontana cinquant’anni dopo

Una foto di copertina   È immensa la folla che lunedì 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la strage alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana, riempie ogni angolo di piazza del Duomo, a Milano, per i funerali delle vittime. Le immagini di quel pomeriggio fanno il giro del mondo; occupano l’apertura dei telegiornali italiani (sono solo i TG della Rai, il TG1 e il TG2, rigorosamente in bianco e nero); si impongono sulle prime pagine dei quotidiani. La risposta all’appello del comune di Milano, dei sindacati, delle forze democratiche, a riunirsi in Duomo, è stata corale. Decine di migliaia di persone sono confluite sin dall’alba lungo le strade. Tantissimi gli operai in tuta. Al passaggio dei carri funebri fa ala una siepe umana fittissima: quasi un abbraccio protettivo che si stringe attorno alle famiglie delle vittime. In certi momenti il silenzio, nella piazza, toglie il respiro. Vale più di qualsiasi parola nel condannare la violenza efferata della strage. Nell’aria si avverte, quasi in modo palpabile, l’angoscia che sovrasta tutti per un momento tra i più drammatici che la giovane Repubblica, sorta vent’anni prima, abbia mai affrontato. All’ingresso del Duomo campeggia un...

Conversazione con Andrea Cavalletti / Attualità di Furio Jesi

La recente riedizione di Germania segreta (Nottetempo 2018) che arriva circa cinquant'anni dopo la sua uscita (Silva, 1967) e quasi venticinque dopo la prima ristampa (Feltrinelli 1995) è un'occasione per riflettere ulteriormente sulla figura di Furio Jesi – mitologo, germanista e critico militante – e per ragionare sulla sua eredità e sull'attualità con il curatore Andrea Cavalletti.   Perché ripubblicare ora questo libro? Si direbbe che Jesi ritorna quando si sente il bisogno di fare chiarezza sul rapporto tra cultura e politica e in relazione all'emergere di un clima conservatore, reazionario, neo o post-fascista.   È vero, in questo clima, che essendo da troppi anni lo stesso diventa ogni giorno più pericoloso, i libri di Jesi appaiono sempre più attuali. Vi è poi l'altro aspetto, inseparabile, della medesima questione: direi che questi libri sono urgenti proprio in virtù della loro oggi evidente inattualità, ossia per la posizione e il ruolo, certo minoritario ma non inefficace, che Jesi ha giocato, e continua a giocare, nell'industria culturale. Mi riferisco all'autore Jesi come produttore (Autor als Produzent, nel senso di Benjamin), erede originale della...

Giovanni De Luna. La Resistenza perfetta

Come spiegare in breve ciò che accade nella storia italiana nei venti densissimi mesi tra il 1943 e il 1945? Come restituire la stratificazione di senso che assume quella vicenda complessa, che ha il suo prima nel fascismo e nella guerra e il suo dopo nella storia della Repubblica antifascista, di cui la Resistenza diviene anche mito fondativo e continua a essere il reagente della politica per settant'anni?   David Bidussa ha sintetizzato con efficacia il disagio attuale di chi si cimenta in questo discorso scrivendo che «il 25 aprile si conferma come una partita dove non c’è la storia, bensì l’uso politico del passato». Uscire dall'impasse che segna oggi la comunicazione dei valori della Resistenza, troppo spesso trasformata in monumento, oggetto antiquario o in storia scandalistica, è possibile se si torna a «raccontare i fatti», continua Bidussa, e «scavare negli atti, descrivere che cosa si fece, rintracciare i motivi e far emergere i sentimenti di chi agì», in altri termini «ricostruire storie».   Questo non significa accettare una moltiplicazione dei punti di...

I Purissimi grillini non sono la cura

Niente di nuovo, sotto il cielo che sta sulla testa dei cittadini italiani. Anzi, qualcosa di arciitaliano, come la nostalgia di un’era di purezza (sì, ma quale?), il vittimismo che diviene identità politica, il complotto come entità superiore, che tutto determina senza nemmeno il bisogno di essere dimostrato. È il grillismo, signore e signori, che è nipote di una storia lunga, di riflessi linguistici e di mentalità che affondano le radici in una storia iniziata ben prima che Grillo fosse, ben prima – addirittura – che ci fosse la nostra Repubblica frutto dell’antifascismo e della vittoria sovietico-americana. È dentro a questa chiave interpretativa del fenomeno politico di questi anni, naturalmente il Movimento 5 Stelle, che si muove lo storico sociale delle idee David Bidussa, col suo ebook I Purissimi (1,99 euro, nei primi posti delle classifiche di Amazon), tutto dedicato a Grillo e ai grillini, e alla genealogie politiche da cui discendono. Il movimento guidato da Beppe Grillo e GianRoberto Casaleggio non è più guardato con la lente dell’entomologo che ne studia il saltellare tra rete...

Contro il Giorno della Memoria?

Va dritto al centro del problema il libro di Robert S. C. Gordon, Scolpitelo nei cuori. L’Olocausto nella cultura italiana (1944-2010) (Bollati Boringhieri, pp. 345, €27): come l’Italia ha recepito negli ultimi settant’anni l’Olocausto, ovvero lo sterminio degli ebrei? Ha occultato e misconosciuto la dimensione ebraica dello sterminio? Ne ha fatto un evento centrale della storia moderna? La narrazione dominante nel dopoguerra è stata quella della Resistenza, che ha finito per inglobare anche l’Olocausto, come mostra anche il libro di Primo Levi, Se questo è un uomo, uscito nel 1947. Nonostante il suo tardivo successo, dalla fine degli anni Sessanta, Se questo è un uomo è senza dubbio il libro di un ebreo laico, ex partigiano, improntato a un umanesimo di fondo venato di antropologia.     Gordon mette bene in mostra, sin dalle prime pagine, come il mito della Resistenza abbia coinvolto organizzazioni come l’ANED, l’associazione degli ex deportati, che pure hanno avuto un ruolo centrale nella testimonianza, studio e memoria dello sterminio ebraico. Nella storia intricata del settembre 1943 si presentano insieme questioni prodotte dalle vicende accadute: caduta di...