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David Hume

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Strati / L'empatia, nel bene e nel male

Pochi giorni prima dell’infuriare del virus in Europa, e in Italia in particolare, avevo scritto un possibile inizio di questo articolo e ora non posso fare a meno di riportarlo come una sorta di testimonianza fattuale di un prima che oggi forse non c’è più. “Nell’aria – dicevo – c’è come un sentore di disgregazione, cresce un’allerta psicologica contro ciò che separa, divide e allontana. Viene da alzare la voce per lanciare un sincero ‘Teniamoci stretti!’ per affrontare una sensazione forte di smarrimento, per un incombere di paure generiche che si intersecano con quelle personali di ognuno di noi. Insomma: teniamoci stretti perché tutti abbiamo bisogno di tutti.  Per questo viene naturale riflettere sull’empatia, sulla qualità che, nel bene e nel male, ci tiene insieme.” Eravamo intorno alla fine di febbraio. E solo pochi giorni dopo l’esplosione dell’epidemia, Mariangela Gualtieri in Nove marzo duemilaventi ci ha detto, con grandezza: “ci dovevamo fermare. / Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti / ch’era troppo furioso / il nostro fare. Stare dentro le cose. / Tutti fuori di noi.”    Quello che ora stiamo vivendo, che forse sarà uno switch epocale, tocca anche Critica...

Alain Ehrenberg / La meccanica delle passioni: una caduta

È uscito di recente, per Einaudi, La meccanica delle passioni, nuovo libro di Alain Ehrenberg, sociologo, direttore emerito di ricerca al Cermes3 di Parigi, autore del testo La fatica di essere se stessi, una tra le più interessanti opere sulla diffusione sociale della depressione come categoria diagnostica. Questo nuovo libro è un lungo e complicato saggio in cui l’autore sviluppa un ragionamento storico sull’approccio alla salute mentale. Le origini vengono individuate in due – in qualche modo opposte – tradizioni del pensiero moderno. Ehrenberg regredisce fino all’Illuminismo: da una parte la tradizione francese, individuata nel pensiero di Jean-Jacques Rousseau, dall’altra quella anglosassone, o meglio scozzese, individuata nel pensiero di David Hume.   Da quel che ho compreso, secondo l’autore, il contemporaneo trend “cognitivista” o “neuropsicologico” deriva dall’egemonia culturale del “pensiero anglosassone” che pone nell’individuo un “potenziale nascosto”. L’individuo, con questo potenziale, sarebbe in grado di rendersi capace di evolvere, creando una sorta di “naturale” armonia cooperativa con gli altri. L’elenco delle condizioni cliniche che hanno contribuito al...

Divagazioni filosofiche / Si può amare nonostante l’età?

Uno scrittore francese di discreto successo ma di poca eleganza, Yann Moix, ha recentemente sollevato un vespaio dichiarando che le donne dopo i 50 anni sarebbero “invisibili”, un modo obliquo per dire che non sono più interessanti per il genere maschile. Qualche anno fa, dal loro sottomarino giallo, i Beatles cantavano, con maggiore delicatezza, “When I get older, losing my hair/Will you still be sending me a Valentine?”. In fondo, Afrodite, uscendo dalla schiuma dei testicoli di Urano, è eternamente giovane. Sempre in Francia il tema è al centro del saggio appena uscito Eros capital (Flammarion, 2019) del filosofo belga François De Smet che si interroga sulla fine del modello romantico e il prevalere del capitalismo anche fra le lenzuola (do ut des). Il problema, tralasciando la banale e ovvia guerra tra i sessi, è più ampio e riguarda un dilemma che i filosofi hanno trattato a loro modo: quando amiamo qualcuno, che cosa amiamo? Quando diventiamo diversi, per colpa del tempo e delle disavventure, siamo sempre noi? Il cambiamento, che tocca tutto e tutti, tocca anche il nostro diritto di essere amati? In fondo, il caso dell’età, tasto dolente su cui Moix è entrato a gamba tesa,...