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Emanuele Valenti

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Amleto di Scampia

Questo è un elogio della farsa. Della parodia che trasforma un classico in una scarica di elettricità, in un pezzo di vita mescolata al teatro che ci fa ridere di nient’altro che dello schifo che ci circonda (e di noi stessi). Ci vuole arte, molta arte, oggi, a non banalizzare la risata, a non scadere nella battuta sessista, bullista, pregiudiziosa, mirante ad abbattere l’altro, magari il diverso, cingendosi con i fili spinati dell’identità, di una normalità sempre più difensiva, sempre più facilmente, trivialmente televisiva. Occorre grande senso di osservazione, di autoanalisi, di autoironia. Ci vuole forse una grande tradizione alle spalle, non importa se direttamente attinta o solo respirata nell’aria. Deve essere soprattutto coltivata per strade eretiche, perché per uscire dal coro italiota troppo facilmente ridanciano è necessaria un’appartenenza distante.   Parlo della napoletana Punta Corsara e del suo Hamlet Travestie, spettacolo che sta mietendo risate sui palcoscenici di tutta Italia, dal Franco Parenti di Milano al teatro India di Roma, all’Itc di San Lazzaro presso...

Primavera dei teatri a Castrovillari

Si riempie di spettacoli ancora una volta, come sempre tra maggio e giugno, il protoconvento francescano spinto su uno sperone del paese di Castrovillari verso il Pollino giallo di ginestre. Per la quindicesima volta Primavera dei teatri porta in questo lembo nord della Calabria i nuovi linguaggi della scena italiana grazie all’intelligenza, alla curiosità, alla necessità di costruire un ambiente per la creazione artistica d’oggi nella regione forse più arroccata d’Italia, più lontana dai centri di cultura. Non è una semplice rassegna, questa, voluta dai due attori fondatori nel 1992 della compagnia Scena Verticale, il più volte Premio Ubu Saverio La Ruina e Dario de Luca, in complicità con Settimio Pisano, la mente organizzativa, e uno staff giovane, efficiente entusiasta.   Le radici e il presente   È un tentativo di portare i temi laceranti del presente in una terra appartata, martoriata da un salto violento dalla civiltà contadina al presente postindustriale. È un progetto di confrontare i linguaggi più innovativi del teatro di oggi con le proprie radici, con un modo di...

Scampia - Napoli, 30 maggio 2012

Maurizio Braucci è tante “cose” insieme: prima di tutto uno scrittore di intensi racconti e romanzi, poi uno che indaga, che sta sempre nel cuore della sua Napoli e delle sue mille contraddizioni, infine uno sceneggiatore di cui soprattutto Matteo Garrone si è avvalso per le sue spedizioni agli inferi (lo splendido Gomorra e quel Reality che ha appena debuttato a Cannes). Tutte queste direzioni si intrecciano nel suo sguardo malinconico e curioso. Quando scesi a Scampia nel 2005 aveva appena pubblicato Napoli comincia a Scampia, curato insieme a Giovanni Zoppoli e edito da l’ancora del mediterraneo, e Goffredo Fofi me lo indicò come il “migliore”, quello che mi poteva fare da primo collaboratore nell’avventura della non-scuola nel napoletano.   E così è stato. Sono stati 3 anni bellissimi, che abbiamo poi raccontato in Arrevuoto. Scampia-Napoli, un libro anche questo pubblicato da l’ancora del mediterraneo, curato da Maurizio e Roberta Carlotto, contenente le drammaturgie del triennio. Poi, insieme a Emanuele Valenti, Debora Pietrobono e Marina Dammacco io ho dato vita a Punta Corsara,...

Lamezia Terme, 3 marzo 2011

È così che è cominciata. Nella primavera del 2010 il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza (un nome che è tutto un programma, e una scommessa), chiede a un suo vecchio amico, Tano Grasso, presidente onorario della Federazione nazionale dell'antiracket, di diventare assessore alla legalità nella giunta di Lamezia. Lamezia è una città che tempo prima lo stesso Grasso aveva additato tra le tre roccaforti del pizzo in Italia (le altre due erano Gela e Napoli), ma che negli ultimi anni aveva visto crescere al suo interno una forte associazione antiracket. E questo è il motivo che convince Grasso ad accettare: accetto, risponde al suo amico sindaco, ma preferirei fare l'assessore alla cultura. Se c'è un terreno sul quale sperare di battere il crimine, questo il suo ragionamento, è la cultura, e in particolare la relazione con le nuove generazioni. Diventato assessore, mi chiama. Ci incontriamo a Napoli in maggio, al Gambrinus, sotto gli occhi della scorta: Tano ce l'ha da vent'anni. La sua è una storia esemplare, commerciante di scarpe e laureato in filosofia, è tra i primi...