Categorie

Elenco articoli con tag:

Emilio Isgrò

(5 risultati)

Un pessimista di buon carattere / Emilio Isgrò cerca un impiego

Chi ha modo di frequentare Emilio Isgrò ne conosce il carattere. Irriverente, è il primo connotato che viene da associargli: parte non esigua del successo crescente che negli ultimi anni hanno i suoi lavori – in particolare le cancellature cui deve una fama internazionale appunto un po’ sulfurea – si deve al frisson con cui sempre ci fa riflettere sul senso di quel gesto concettuale sovranamente ambiguo che è in sé la cancellatura, e su quello che nello specifico ha “cancellare”, di volta in volta, l’Enciclopedia Treccani, I Promessi Sposi, la Costituzione Italiana o il Debito Pubblico (sfortunatamente, in questo caso, solo in effigie). Così che, confesso, mi ha preso in contropiede la notizia che lo scorso 6 ottobre Isgrò – da sempre un trickster, uno spiritello dispettoso – ha compiuto ottant’anni. L’evento è stato doverosamente celebrato, ma nel suo stile: senza sussiego e senza retorica (o meglio, con retorica ironicamente rovesciata, a sua volta “cancellata”).   La Triennale della sua Milano (nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, Isgrò è milanese ormai da più di cinquant’anni) ha ospitato la mostra I multipli secondo Isgrò (promossa da Editalia e curata dal...

Dove i libri si possono sporcare

Le mostre di libri sono sempre un po’ noiose: si vedono tante copertine, qualche pagina aperta ma quasi mai è possibile fruire del libro, sedersi in un angolo a divorare le pagine di una nuova scoperta, cogliere l’occasione per confrontare autori, soluzioni formali e temi …   Chi solitamente esce con qualche insoddisfazione da questo tipo di mostre può andare a visitare lo spazio dell’Associazione Bruno Munari (via Benvenuto Cavalieri 6, 20121 Milano) dove, fino al 15 dicembre, Beba Restelli ospita una scelta di libri d’artista per bambini, provenienti dall’archivio O.P.L.A! di Merano. Troverete i libri sparsi nello spazio, sul pianoforte, sugli scaffali e tutto intorno a un grande tavolo dove i più preziosi, per esempio le prime edizioni di Munari (Mondadori 1945), sono protetti da un plexiglass: anche questo, però, si  può sollevare e, indossando guanti bianchi, sfogliare le preziose sorprese.   Milton Glaser   Non si tratta di una mostra, ma di un laboratorio: un ambiente di gioco nel quale bambini e adulti posso leggere e guardare i libri d’artista scelti, ma sono al...

Emilio Isgrò, Milano, 1969

Siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto.   Lavorava a Oggi e io all’Europeo. Solo un pezzo di corridoio ci divideva ma non ci eravamo mai incontrati. Avevamo amici in comune. Aveva cominciato a fare i suoi libri cancellati che sarebbero diventati famosi. Mi intrigarono molto. Volli incontrarlo. Lo fotografai. Intelligentissimo, sarcastico, spiazzante. Mi piacevano molto le sue poesie visive.   Molti anni dopo concepì un monumento a un seme d’arancia, ingrandito diecimila volte, per una piazza della sua città siciliana. Mi chiese di raccontarne le genesi. Mi ci sono molto divertito. Tra le altre, ho fatto una fotografia di un tir sull’autostrada lungo la fiancata del quale si leggeva : “Questo tir trasporta un seme d’arancia”.

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...

Pagine zittite

Forse è giusto cominciarla così, una rubrica su internet: con un tipo che cancella i siti. Si chiama Niko Princen, classe 1979, e gioca su quel campo un po' rischioso fra la tecnologia e le arti visive, fra script, grafie indecifrabili e chincaglierie tecniche di ogni tipo. Fra le tante magie (segnalo, su tutte, Lorem Scriptum), ha inventato un sito che ha l'unico compito di "ammutolire" altri siti: Abstract-O-Matic. Digiti una url, invii, e lui ti restituisce una (splendida) griglia colorata, senza testo né immagini. Vuota e muta, come un Albers d'inizio secolo. E' pieno il Novecento di artisti che hanno lavorato sulla cancellazione, restituito tele bianche (Malevic), pensato l'assenza (Parmiggiani), tagliato e bruciato tele (Fontana e Burri) o cancellato interi libri (Isgrò). Ma qui, in questo lavoro che lavoro non è, o non sembra esserlo, c'è qualcosa di più. C'è il piglio tecnico di una restituzione in codice, linguaggio per linguaggio (cancellare con la stessa materia con cui è scritto), dentro e oltre l'alchimia scientifica e mestierante. Codice che svuota codice...