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Ferdinando Camon

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Simmetrie / “Il canto delle balene” di Ferdinando Camon

Un fenomeno editoriale tipico di questi anni è la massiccia riproposizione sul mercato librario di autori italiani novecenteschi in cerca di un’ulteriore occasione di sdoganamento presso le nuove generazioni di lettori. In questo panorama, nel quale convivono recuperi sacrosanti e rilanci meno convincenti, degno di attenzione è il caso di Ferdinando Camon (Urbana, 1935), scrittore veneto che nel corso della sua lunga carriera ha sempre pubblicato con editori importanti, ricevendo numerosi riconoscimenti e attenzione da parte della critica. Nonostante gli sforzi isolati di alcuni editori, sembra che in anni recenti l’eredità di Camon non sia stata raccolta e che l’attenzione nei confronti di questo autore, che pure nel 2016 è stato insignito di un premio Campiello alla Carriera, sia diminuita. Per provare a spiegare almeno in parte questo fenomeno non ci si può esimere dal mettere sul piatto alcune questioni riguardanti l’evoluzione della cultura e della società italiana negli ultimi cinquant’anni. Per tracciare una prima costellazione di narratori e interlocutori affini alla narrativa di Camon basta scorrere l’indice del volume Il mestiere di scrittore, pubblicato nel 1973 e...

Campiello alla carriera 2016 / Intervista a Ferdinando Camon

Abbiamo incontrato oggi un “grande vecchio”, l’ottantunenne Ferdinando Camon (classe 1935) e lo abbiamo interrogato, in particolare, sul suo libro Un altare per la madre. A lui domani sera verrà assegnato il Campiello alla carriera 2016, al Gran Teatro La Fenice di Venezia durante la serata finale dell’edizione numero 54 del Premio Campiello.     Com’è nato l’Altare? Quanto tempo ha impiegato a scriverlo?   L’Altare è un libro sul lutto, l’elaborazione del lutto: una persona è morta nella famiglia, la famiglia non si rassegna alla morte, vuole resuscitare quella persona e farla vivere per sempre. L’eterno sogno umano. Vuole sostituire la morte con l’immortalità. La persona che muore è la madre. Mio padre e mio fratello erano venuti a trovarmi in città, a Padova, per espormi l’idea di realizzare un piccolo altare in memoria della madre. Mio padre e mio fratello spiegavano cosa volevano, come doveva essere, e io intanto pensavo a come descriverlo. Tuttavia, il mio lavoro fu molto complesso, ne feci 19 stesure, durante i tre anni che mi occorsero per arrivare alla versione finale. Il manoscritto s’intitolava Immortalità, ma Livio Garzanti e Gina Lagorio (che di lì a...

Il welfare nell’Italia della crisi

Se il primo problema che affligge la sinistra italiana, impedendole di vincere i confronti elettorali anche nelle circostanze più favorevoli, è la mancanza di coraggio, il secondo è una forte carenza culturale. L’incapacità di abbandonare vecchie categorie interpretative, di rinnovare il proprio linguaggio concettuale, di cogliere le mutazioni sociali che connotano il nostro tempo. Una di queste è sicuramente l’emergenza di quello che Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli denominano Il quinto stato in un libro omonimo appena edito da Ponte alle Grazie.   In verità non si tratta di un termine nuovo. Già usato negli anni Sessanta come titolo di un volume da Wolfgang Kraus, nel 1970 lo scrittore Ferdinando Camon aveva così intitolato un romanzo, comparso con la prefazione di Pasolini.   Ma cosa è, propriamente, il quinto stato e come oggi si configura? Naturalmente l’espressione si riferisce a un soggetto collettivo che ha fatto seguito sia al terzo stato, borghese, già protagonista della rivoluzione francese, sia al quarto stato, proletario, rappresentato nella sua fiera...

Torino e i libri. Una scelta politica?

Le classifiche, come le liste, sono fatte per essere discusse, per vedere chi c’è e chi invece ne è escluso, ma soprattutto per capire quale logica presiede alla stesura dell’elenco dei salvati e dei sommersi. Mi sto riferendo alla serie di libri scelti dal Salone del Libro che si apre tra poco a Torino, libri che hanno fatto l’Italia, esposti in una mostra che dovrebbe costituire la base di un futuro Museo del Libro.   Un gruppo di studiosi e professionisti dell’editoria ha selezionato i 150 Grandi Libri e i 15 Super Libri – ovvero, i Best seller e i Mega seller per usare il linguaggio del massmarketing, oggi così consueto. Se la seconda lista, i Super Libri, include i libri che al loro apparire hanno rappresentato una svolta, un cambio di passo nella rappresentazione del nostro Paese, come è detto nella spiegazione che appare nel web, cominciare con Nievo, con le sue Confessioni, è perfetto, per quanto sia un libro postumo e la sua importanza, come capita spesso ai grandi libri, si sia imposta lentamente nel tempo, cosa che è accaduta a Primo Levi di Se questo è un uomo, uscito nel 1947 e...