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Freud o l’interpretazione dei sogni

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Drammaturgie / Il teatro di poesia di Fabrizio Sinisi

Come un’apocalisse. “Le cose tremano come se tutto / fosse instabile e irrequieto. Il tuono /ha sconvolto la quiete dell’aria”. Bruto. Il tirannicidio, l’assassinio di Cesare. Un mondo che crolla o uno che sotto funesti presagi (ri)comincia. Bruno scarmigliato, e Cassio, e Casca, i congiurati febbrili spuntano dal suolo da botole davanti al corpo inerte dell’uomo che voleva farsi imperatore e che giace trafitto dai colpi di pugnale. Un uomo in grigio con una pala, a scatti, butta terra nera sul cadavere. Monologhi, sotto i suoni stridenti, scoppi e sibili battenti, di G. U. P. Alcaro. Il tirannicidio raccontato da Shakespeare diventa convulsa azione ricostruita per grumi di parole che forano i tempi avvolgendosi nella forza ambigua dell’atto – l’assassinio politico, la liberazione da chi pure aveva sedotto il consenso della maggioranza popolare. E sentiamo depositarsi schegge di frasi del linguaggio politico di tempi nostri o di quelli da noi da poco attraversati – in un impossibile tentativo di definire il campo della libertà come orizzonte di identità, e quello, speculare, del potere. Uno vale uno – colpirne uno per educarne molti – sono stato io, con l’ambiguità della...

Massini e Tiezzi al Piccolo di Milano / Freud o l’interpretazione dei sogni

Sembra, in questo nuovo anno, che il teatro torni a interrogarsi sui fondamenti del Novecento. Freud e Marx, il sogno, la scoperta di quella moltitudine interiore che chiamiamo inconscio, e le lotte politiche e sindacali per vincere l’alienazione della fabbrica e creare una società più giusta. Qui parliamo – in questa recensione in prosa, e nei seguenti Pensieri di Giuliano Scabia in righe simili a versi – del primo spettacolo, Freud o l’interpretazione dei sogni, tratto da un “romanzo” di Stefano Massini, lo stesso autore che in Lehman Trilogy aveva narrato le trasformazioni dell’homo oeconomicus nell’epoca dell’apogeo del capitalismo. Di fabbrica, lotte sindacali e utopie politiche novecentesche, ma aperte sull’oggi, tratteremo la prossima settimana prendendo spunto da La classe operaia va in paradiso di Paolo Di Paolo dal film di Elio Petri e Ugo Pirro, nuova produzione Ert con la regia di Claudio Longhi. Nel Freud prodotto dal Piccolo Teatro di Milano che ha debuttato al Tetaro Strehler la scorsa settimana con la regia di Federico Tiezzi viene rovistato nella parte interna, interiore, quello stesso uomo (e la donna) dell’età del capitalismo e del familismo trionfante.  ...