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Georges Simenon

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Un mondo spopolato / Simenon e la giustizia

Sono passati più di cento anni dalla nascita di Georges Simenon e il fenomeno continua. Il successo di pubblico non ha conosciuto soste, anzi sembra incontrare rinnovate fortune. Tradotto in più di cento lingue, dal cinese all’islandese, dal russo al giapponese è stato venduto in oltre mezzo miliardo di copie.  Con ritmi maniacali, impulsivo nello scrivere quanto ricercato nei particolari, attento al pubblico quanto al denaro, curioso nel captare stimoli per le sue storie, Simenon ha prodotto qualcosa come quattrocento romanzi, per non parlare dei racconti, dei resoconti di viaggi, del lavoro come giornalista, con il proprio nome o con pseudonimi. Come egli stesso ha riconosciuto, sono “nato per scrivere”. Dopo il corpulento, solido, lento e rassicurante Maigret, il pubblico scopre i romanzi “durs”, quelli senza l’ispettore e spesso estranei al genere poliziesco, quelli su cui Simenon riversava le ambizioni di scrittore.   Di recente è uscito in Francia Simenon et la Justice (Encrage, Paris, 2017), saggio di due magistrati C. Guéry e A. Fabbri. Esso riepiloga i grandi temi dello scrittore e nel contempo mette a fuoco i protagonisti delle narrazioni rispetto agli snodi...

A colpi d’ascia

Scrivere questo pezzo è difficile come preparare le valigie per le vacanze. A parte l’iBook, che contiene parecchie opere, di diverso genere, scegliere cosa leggere d’estate è un processo lungo e tormentato. Prima della partenza formo vari mucchi di libri. Poi, più volte, ne cambio la composizione: alcuni li smantello, ad altri muto lentamente fisionomia, tanto da renderli alla fine irriconoscibili. Sottraggo, aggiungo, scarto, integro.   Ci saranno libri da sdraio, da sole, magari fatti di racconti, sì da poterne interrompere la lettura per un bagno, una chiacchiera, un giro in canoa (tra questi, sicuramente Carver e Cechov); le raccolte di saggi saranno invece da leggere o rileggere sull’amaca, in certi pomeriggi: penso al recente lavoro di un giovane critico, Matteo Marchesini, Da Pascoli a Busi, il suo Novecento letterario italiano per pungenti ritratti, ma anche allo Zibaldone di Leopardi, perché questi sono tempi per recuperare la profondità e il disappunto.   Ma il nucleo “duro” delle letture, il seguito di ricognizioni in corso o la traccia per viaggi futuri, è quello più...

Tutti i segreti del Presidente

Dicono che un tempo (durante la prima Repubblica? durante la seconda? Nell’intervello tra le due o nei tempi supplementari dell’ultima?) le cose funzionassero grosso modo così. Il Presidente, qualche giorno prima della riunione del Consiglio, riceveva i più influenti dei suoi ministri che gli sottoponevano i decreti e le misure che avrebbero dovuto essere adottate. Poi c’era il giro delle udienze concesse a una mezza dozzina di grand commis dello Stato che facevano sentire la voce dell’alta burocrazia e delle istituzioni nodali. Su cosa? Essenzialmente sulle modalità e sui tempi con cui queste decisioni avrebbero dovuto “impattarsi” sullo status quo esistente. Il parere di queste voci non era sul “cosa” ma sul “come”. In effetti, dato che ognuno stava a guardia dei confini della propria nomenklatura di appartenenza,  la soluzione era inevitabilmente quella di sterilizzare ogni provvedimento. Così che interferisse il meno possibile su interessi piuttosto muscolosi, su realtà particolarmente permalose. Soggetti, insomma, pronti a reagire piuttosto ruvidamente nei confronti di...

Bisi Bisi, Bau Bau

Siamo un Paese dove sempre di più il verosimile pare prendere il posto del vero. Pensate a Bisignani, l’uomo di pubbliche relazioni che viene presentato come il manovratore massimo della pubblica ribalta italiana: non c’è direttore di ministero e generale, capo dei servizi segreti e amministratore delegato che – dicono – non debba passare al suo vaglio. Si sono rivolti a lui persino per organizzare il prossimo meeting interconfessionale di Assisi, dove sarà presente il Papa. Ufficialmente il Bisi, così lo interpellano le affollate schiere dei frequentatori, è un manager della Ilte Spa. Vale a dire l’industria tipografica dove si stampano le Pagine Gialle, quelle alle quali ci rivolgeva, prima di google, per cercare il ristorante giusto. L’elettricista per l’improvvisa emergenza. L’esperto in derattizzazione da fiondare nella casa di campagna. E infatti a Bisignani, stando alle conversazioni che emergono, i potenti di rango si rivolgono per ogni esigenza, quasi fosse un volume delle Pagine Gialle. La ministra dell’Ambiente ha il problema dei cinghiali che assediano il giardinetto della...