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Giacomo Puccini

(3 risultati)

L’eredità è un'opera del tempo / Puccini al lago

Alla fine avrei voluto fotografare i copertoni. Grande amante delle auto, Puccini. Stanno allineati sulle mensole ai margini del garage. Un’assurdità, si potrebbe dire: di tutte le cose magnifiche di cui la casa è piena, fotografare gli oggetti più dimessi, dei semplici resti di una passione, e non certo di quella per cui il Maestro è famoso. Davanti alla ricchezza della casa i copertoni raccontano una storia minore e la raccontano quasi involontariamente. È la storia di una passione di cui sono i testimoni muti. Ci stanno come resti immobili di un’epoca e di tutta una vita. Forse qualsiasi testimonianza ha a che fare con questo carattere di resto. Per elegante che sia una casa-museo è sempre inseparabile dal carattere di resto di cui sono saturi tutti gli oggetti, le immagini, gli spazi che permettono quella che abitualmente chiamiamo la ricostruzione di un’esistenza.  Ma anche i copertoni non li si può fotografare. Alla Villa Museo Puccini sulle rive del Lago di Massaciuccoli in provincia di Lucca, non si può fotografare niente, e questa scelta ha indubbiamente le sue ragioni. Chi cura il museo prova a limitare che delle immagini escano da qui, quasi per timore che possano...

Viareggio e Bargecchia / Paesi e città

  Sono nato a Viareggio nel mese di giugno. Conoscendo la sete d’aria di mia madre che perfino oggi spalanca le finestre anche in pieno inverno, sono certo che ho respirato aria di mare ancora prima di nascere. Il vecchio ospedale Tabarracci è separato dalla Passeggiata e dalla spiaggia solo da una piccola e odorosa pineta. Sono nato respirando resina e salmastro. Ma sono un collinare. Sì, sono nato a Viareggio ma ho sempre vissuto ad una decina di chilometri dalla Perla del Tirreno, sui colli. Il mio paese si chiama Bargecchia. Sono certo che qualcuno sarà portato a produrre un’etimologia creativa, per così dire, collegando il nome del paese al vocabolo “bar”. In realtà il toponimo deriva probabilmente da “berg”, altura, montagna. Ma, come sempre, gli errori sono fertili, ricchi di humus. In realtà il mio paese con il bar, anzi, con i bar, ha molto a che fare. Gli abitanti sono pochi ma i bar sono tanti, in proporzione. Ed è lì, dentro e fuori, sopra e accanto ai tavolini, che scorre la vita, e la non-vita. Guardano, i miei compaesani, chi passa, come passa, con chi passa....

Verona / Paesi e città

Da qualche anno vivo nella città dell’Amore, a Verona. Credo che la propaganda comunale l’abbia definita così per via di un balcone: Giulietta, Romeo, la tragedia di Shakespeare… Tutto il mondo conosce a pezzi e bocconi la vicenda. E gli amori sfortunati sono sempre degli ottimi stimolanti per sciogliere le ghiandole lacrimali degli uomini e delle donne di ogni latitudine. Così tutti, innamorati o solitari, da Shangai a Los Angeles, desiderano stare almeno un minuto sotto il balcone di Giulietta, con gli occhi velati di malinconia, fotografando l’assenza, pigiati in uno spazio minuscolo, incatenati al palo della Storia e dell’arte.   Ma non solo. Tutti vogliono lasciare un segno del loro passaggio, una traccia della loro esistenza. Per questo i muri dell’androne sono interamente ricoperti di meravigliosi messaggi: dall’universale “I love you” a frasi amorose comprensibili solo a qualche migliaio di abitanti della foresta amazzonica… Non bisogna sottovalutare la Conquista, Cortés, Bartolomé de Las Casas, i missionari gesuiti e che cosa può l’amore cristiano nei...