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Giancarlo Alfano

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Marco Antonio Bazzocchi / Cento anni di letteratura italiana

Non credo sia esistito un tempo in cui scrivere una storia della letteratura fosse impresa facile. Tuttavia non c’è dubbio che oggigiorno la sfida risulta più ardua che mai, per una somma di problemi che forse non occorre nemmeno elencare: dall’indebolimento generalizzato della coscienza storica all’espansione senza precedenti della produzione libraria, dall’incertezza dei punti di riferimento critici al ruolo problematico della letteratura nel sistema culturale. A maggior ragione è quindi degna di lode l’iniziativa promossa dall’italianista bolognese Marco Antonio Bazzocchi, ideatore e curatore del volume Cento anni di letteratura italiana 1910-2010 (Einaudi, 2021, pp. 494, € 25): una sintesi notevole per impegno e ambizioni, che rappresenta un contributo agli studi letterari di indiscutibile utilità, sia per i suoi pregi, sia per i (quasi inevitabili) limiti. E andrà sottolineato che la sede editoriale – la prestigiosa collana tascabile «Piccola Biblioteca Einaudi» – testimonia di un encomiabile desiderio di rivolgersi a un pubblico colto, oltre la forma (e le formule) dei manuali universitari.   Il libro è diviso in cinque parti, con titolazioni che oscillano tra...

L’impostore di Giancarlo Alfano / Mentire, imbrogliare e raggirare

Prima ancora che l’uomo facesse la sua comparsa, gli impostori già vagavano per la terra e il cielo nella forma perfetta degli dei. Competizione, sopraffazione, libidine, potere, puro gioco, segreto, c’era già tutto, al massimo grado di perizia e raffinatezza. Poi i superni si devono essere stancati di riservare tanta sublime arte alla propria consorteria in fin dei conti ristretta e hanno cercato un altro pubblico e nuove vittime. E così, come per tutto, è iniziata la decadenza, il piccolo cabotaggio. Sono arrivati gli umani. Che, manco a dirlo, non ci hanno messo niente a imitarli. Così potevano pensare di essere simili a loro, se non uguali. Anche l’illusione è facile. Ciò non toglie, però, che qualche fulgido esemplare sia comparso qua e là, anche se soprattutto sotto forma di personaggio mitico o letterario. Giancarlo Alfano ha provato, con ottimi risultati, a rintracciarne i caratteri salienti e a seguirne il mutevole percorso nei tempi moderni nel suo ultimo libro, Fenomenologia dell’impostore. Essere un altro nella letteratura moderna (Salerno editrice, 2021, p. 225), ibridando “la teoria della letteratura coi modelli della sociologia, … questioni letterarie e...

Una nuova lettura dell'opera di Collodi / Pinocchio: cross di Manganelli e gol di Agamben

“Pinocchio per me ha tanti significati, non soltanto quello contestuale della storia del famoso burattino, ma anche quello un pochino più magico del primo oggetto che ha a che fare con la possibilità letteraria, con la suggestione di una voce scritta che ti racconta una storia”. (Federico Fellini)   Che «sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali» è ciò che Geppetto desidera fin dall’inizio dal suo burattino, prima ancora di avere il pezzo di legno con cui fabbricarlo: perché possa dargli da vivere – da vero e proprio sfruttatore. A farlo, però, Pinocchio imparerà solo molto più tardi, nel paese dei balocchi, dove incontra, appunto, «chi ballava, chi cantava, chi faceva i salti mortali»; e a metterlo in pratica soltanto dopo la trasformazione in ciuchino, costretto a «saltare e ballare insieme con le altre bestie della compagnia». Che Pinocchio realizzi il sogno di Geppetto solo quando sconfina nella colpa e nella punizione non sarà sorprendente se si accettano i suggerimenti di Giorgio Agamben: che Geppetto sia un Padre castrante e che la punizione sia connaturata alla Legge anziché alla deviazione (maiuscole ineliminabili). Sì, perché...