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Giorgio de Santillana

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San Lorenzo / La spedizione degli Argonauti

“Su tutti gli abissi del mare, soltanto una nave si vede”, così scrive Valerio Flacco descrivendo una delle profetiche sculture che decorano la porta del tempio di Febo nella Colchide, dove sono da poco approdati proprio con quella nave gli Argonauti, il fior fiore degli eroi della Grecia pre-iliadica guidati da Giasone, per sottrarre il prodigioso Vello d’oro al suo attuale possessore, il re Eeta, figlio del Sole, che secondo loro non avrebbe diritto di detenerlo. La nave è Argo, la prima nave secondo certe versioni del mito, la migliore e più veloce secondo altre, ma pur sempre la prima ad avere un suo nome e a sfidare il mare aperto, rotte ignote. Nei tempi antichi le navi erano considerate esseri viventi, con gli occhi dipinti a prua per permettergli di orientarsi sul mare sconfinato. Alcuni dicono che Argo avesse invece una polena a forma di ariete, forse lo stesso del vello d’oro, anche se una cosa non escluse l’altra: nelle strategie apotropaiche abbondare non guasta. Infatti Poseidone, notoriamente possessivo e permaloso, considerava ogni navigazione come un’offesa personale: tanto più nei confronti di Argo che per prima aveva osato violare il suo regno.   Per questo...

In sella a un disegno / Viaggio nella terra degli Etruschi

Gli Etruschi allevavano i ghiri in orci di terracotta (gliraria) per poi cucinarli e servirli conditi con miele. Uno di questi contenitori è stato recentemente ritrovato a Celleno antica scavando un magazzino etrusco, che sembrava un butto medievale, un pozzo dove si gettavano i rifiuti. Abbandonata nel 1951, a causa del progressivo franare della rupe tufacea sulla quale è arroccata, Celleno antica si trova lungo uno degli itinerari archeologici che ho percorso disegnando contorni in sella a una motocicletta.   Ingresso di Celleno antica / Sezione di un glirarium. “Per anni sono stato affascinato da un certo parallelismo tra l’atto del pilotare una moto e l’atto del disegnare” scrive John Berger, osservando che quando il motociclista cambia direzione inclinando il suo corpo verso la parte interna della curva, questo spostamento del baricentro forza la ruota anteriore a puntare nella direzione opposta (Sulla motocicletta, Blackbird, Neri Pozza, Vicenza 2019, pp. 86-90). “In sella a un disegno" Berger avverte in modo cinestetico oltre che visivo la tensione della linea che contorna un’area. I contorni che delimitano una superficie si percepiscono come unità più facilmente di...

Calvino. Un ottimista in America

In tutte le note biografiche calviniane, all’altezza del 1961, un paio di righe accennano a un libro mai uscito dal titolo Un ottimista in America, che l’autore decise di ritirare quand’era già in bozze. A oltre mezzo secolo di distanza quella lacuna è stata colmata: il libro, riemerso dalle carte di Calvino e ricostruito con impeccabile acribia editoriale da Didi Magnaldi, ora esiste, si può leggere come un’opera autonoma, dall’inizio alla fine, così com’è stata concepita, confezionata, voluta – e poi, inopinatamente, disvoluta.   Curioso è a volte il destino dei testi letterari. Di norma, è solo dopo che un autore ha licenziato un volume che arriva il momento di andarne a ricercare gli antefatti: anticipazioni, presagi, uscite parziali, prime stesure inedite. In questo caso è accaduto il contrario: avevamo il tragitto, non il traguardo. Sul viaggio in America compiuto fra il novembre 1959 e il marzo 1960 Calvino aveva pubblicato prima una serie di corrispondenze, in particolare sul periodico «ABC», quindi un testo intitolato Diario americano 1960 sulla rivista...