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Giorgio Zanchini

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Una conversazione con Lella Mazzoli / Dieci anni di Pagina3

L’11 gennaio 2010 andava in onda la prima puntata di Pagina3, la rassegna culturale di Radio Rai Tre, oggi curata da Costanza Confessore, con la regia di Piero Pugliese. Da allora ad oggi, ogni giorno, dalle 9 alle 9,30, un conduttore o una conduttrice legge e commenta gli articoli delle “terze pagine” dei giornali. In questi anni sono cambiate molte cose, gli articoli a carattere culturale sono precipitati tra le ultime pagine dei quotidiani, contestualmente online è sbocciato un ricco e prolifico settore che fa cultura in modo intelligente, approfondito, serio. Negli ultimi anni poi sono tornati alla ribalta gli inserti culturali dei quotidiani, di cosa è sintomo questo fenomeno? Ha senso oggi parlare di giornalismo “culturale”, cosa si intenderebbe con questo termine? Marzia Coronati, redattrice di Pagina3, ne ha discusso con Lella Mazzoli, professore ordinario di Comunicazione d'Impresa nei corsi di laurea del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche, presso l'Università di Urbino "Carlo Bo". Mazzoli ha ideato e organizza con Giorgio Zanchini a Urbino, Fano, Pesaro il “Festival del giornalismo culturale”.   MC – “Pagina3, la cultura nei...

Dioniso e la nuvola / Il discorso critico 2.0

C’è ancora spazio per la mediazione culturale?   La critica deve oggi svolgere la sua mediazione in un panorama che vede agire vecchi e nuovi media, in un regime a volte di concorrenza, a volte di collaborazione. Il meccanismo di cui siamo protagonisti e insieme vittime tende ad abbattere mediazioni e gerarchie. Rende difficile la sostenibilità economica di imprese giornalistiche e culturali indipendenti, sia le tradizionali testate con una vita ormai centenaria, che rischiano di essere spazzate via, sia i blog e le start up, che solo in rari casi sono riusciti a garantirsi la redditività sufficiente alla sopravvivenza.   Sono cambiati anche i destinatari: soggetti “liquidi”, che costruiscono la propria identità anche sulla base dei consumi culturali, in uno scenario caratterizzato da un’offerta sempre più massiccia e variegata sia di prodotti sia di informazioni. Lo sviluppo tecnologico, la competizione globale, il mercato del lavoro rendono necessaria una formazione permanente.   Non è solo un problema di selezione critica. I prodotti culturali rappresentano un’eccezione, come già aveva notato l’economista Alfred Marshall (1842-1924) alla fine dell’Ottocento: “...

Editoria indipendente?

Bisognerebbe stare più attenti ai salti semantici e ricordarsi quando si è passati a definire la "piccola editoria” “editoria indipendente”. All’inizio – sono circa gli anni ’90 del secolo scorso – nascono tanti piccoli editori che, sull’esempio di Adelphi e poi di Sellerio, propongono un’editoria di ricerca, alternativa. Libri belli, curati, che scoprono nicchie non ancora coperte dall’editoria italiana (in realtà sempre piuttosto aggiornata) e cercano i lettori anche attraverso nuove occasioni di incontro (paradigmatica la Fiera di Belgioioso) dove espongono cataloghi che, anno dopo anno, crescono.   I nomi sono noti: Minimum Fax, Iperborea, Marcos y Marcos, E/O, Quodlibet a cui si aggiungono negli anni Keller (Zandonai), Hacca, La Nuova Frontiera, Nottetempo, Voland e tanti altri che compongono un pulviscolo di iniziative, a volte baciate dalla fortuna e dall’abilità di avere un autore che va in classifica e che desta l’attenzione dei media e dei librai. Dopo il 2000 cominciano le concentrazioni editoriali, alcuni piccoli-medi editori sono acquisiti in grandi gruppi,...