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Giosuè Carducci

(9 risultati)

Dizionario Levi / Endecasillabo

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Il verso e l'uomo   Entrambi, Primo Levi e l'endecasillabo, mi accompagnano e mi affascinano da lungo tempo. Prima venne il verso, assorbito nelle poesie di Pascoli e Carducci imparate a memoria nella scuola elementare e media («C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole»/«Sta Federico imperatore in Como»/«Oh cavallina, cavallina storna») e soltanto al liceo studiato e compreso nella definizione canonica: verso di undici sillabe nella forma con uscita piana che ha come ultima sillaba tonica la decima (Pietro G. Beltrami, Piccolo dizionario di metrica, Bologna, il Mulino 2015, p. 50). Dopo non molti anni venne anche l'autore, con Se questo è un uomo e La tregua, che il mio quaderno dei libri (...

Enrico Terrinoni. Tradurre la letteratura / Oltre abita il silenzio

Una breve poesia di Roger McGough per bambini, ma non solo, intitolata Wordfish recita:   Wordfish     are swordfish in a state of undress   Criss-crossing    the ocean in search of an S.   L’immagine è quella di un pescespada (Swordfish) che ha perduto la S diventando così un pesceparola (Wordfish) che se ne va in giro per il mare a cercare la S smarrita. Un pesce parola in cerca di identità. Se invece della S si imbattesse in una L potrebbe diventare di colpo un Worldfish (pescemondo). Le parole in effetti aprono a mondi inattesi, come ci insegnano i prestigiatori di parole, i poeti e i bambini.  Lasciando nuotare il wordfish alla ricerca della S-perduta, ci potremmo chiedere se anche in italiano word possa generare un world… Così, su due piedi, sembra improbabile. Ma che le parole abbiano una prole, e quindi contengano in sé un proprio futuro, siano fertili e generino, è una fortunata coincidenza che potrebbe venire in soccorso a un ipotetico traduttore che si trovasse a dover restituire in italiano il gioco di parole word-world. Ovviamente non è l’unica soluzione: forse ci sono altri modi per parlare di mondi, o pianti per i pianeti...

Da irredentista ad antimilitarista / La guerra di Alvaro

Il 4 novembre 1918, l'armistizio di Villa Giusti, siglato il giorno prima da Italia e Austria-Ungheria, poneva fine alle ostilità fra i due Paesi. Una settimana dopo, la Prima Guerra Mondiale era finita. Evento cardine della modernità novecentesca, la Grande guerra gettava le basi per un equilibrio fragile, destinato a sfociare in un altro e ancora più sanguinoso conflitto. A un secolo esatto di distanza, che cosa rimane di quella terribile esperienza? Siamo stati davvero capaci di elaborare il trauma, o stiamo nuovamente cadendo preda di pulsioni revansciste, militariste e xenofobe? Con l'aiuto di storici, scrittori e studiosi, attraverso una serie di interventi cerchiamo di ricostruire l'impatto del primo conflitto mondiale sulla coscienza collettiva. Un modo per ripensare la memoria della Grande guerra, con un occhio al futuro.   Ai primi di gennaio del 1915 Corrado Alvaro «da San Luca» (come si firma nelle prime prove poetiche), classe 1895, si reca da Roma a Firenze, sede del corso per Allievi Ufficiali cui è assegnato. Il suo arrivo è evocato in quello di Luca Fabio, alter ego dell’autore e protagonista di Vent’anni: «All’alba d’una mattina d’ottobre, Luca Fabio...

Asini, cardi e Carducci

Non li so coltivare né cucinare (quelli di mia suocera, cotti nel latte, erano buonissimi!). Così, in un angolo dell’orto, tutte le estati lascio fiorire il mio cardo gigante: una grande Menorah verde dai ceri violetti che s’innalza oltre i due metri a recitare il suo ringraziamento. Le grandi foglie grigio-argentee costolute, incise e pungenti, avvolgono un fusto legnoso che dirama in bracci con al vertice capolini squamati che allogano piccoli fiori tubolari, spiumii rossoblu.     Onopordum (pare infatti che ai golosi onagri provochino turbolenze intestinali) è il nome scientifico e sonoro di alcune varietà. Ma meglio non infilarsi nel ginepraio dei nomi di queste erbe aculeate, cugine del carciofo e pur esse commestibili: rimarremmo impigliati nelle spine di cardi, cirsi, carline, echinopi. Basti dire che sono tutte raccolte nella famiglia delle asteracee.   Dunque, per essere del tutto soddisfatta e adempiere alle richieste dell’etimo, dovrei avere in giardino anche un asino, il mio animale totem (perché, come ben dice Elsa Morante nella Storia, i ragli dei somari «sembrano accusare...

Tre spiagge e una foce. Ricordo di Vittorio Sereni

Sono passati trent'anni esatti dalla morte di Vittorio Sereni e, dato che questo grande poeta era nato a Luino nel 1913 (27 luglio), il trentennale della morte coincide curiosamente con il centenario della nascita.   Un lettore di provincia come me, che, come moltissimi altri è vissuto  sotto l'incanto del mito della "Frontiera", esile mito, vorrebbe rendere omaggio a Sereni analizzando quattro sue celebri poesie, una per raccolta, in modo da fornire anche un' antologia minima che possa rendere eventualmente l'idea di un percorso.   SETTEMBRE Già l'òlea fragrante nei giardini d'amarezza ci punge: il lago un poco si ritira da noi, scopre una spiaggia d'aride cose, di remi infranti, di reti strappate. E il vento che illumina le vigne già volge ai giorni fermi queste plaghe da una dubbiosa brulicante estate. Nella morte già certa cammineremo con più coraggio, andremo a lento guado coi cani nell'onda che rotola minuta. E' una poesia della raccolta d'esordio, Frontiera; la raccolta uscì una prima volta nel 1941; la poesia è stata...

Il tema Italia nella letteratura italiana

L’Italia è un vero e proprio tema della tradizione letteraria nazionale, come ha potuto facilmente dimostrare Mariasilvia Tatti, autrice della voce “Italia” per il Dizionario dei temi letterari curato da R. Ceserani, M. Domenichelli, P. Fasano (Torino, UTET 2007, pp. 1237-1243). Può essere utile, tenendo presente la scheda di Tatti (magari arricchendola con qualche altro riferimento, nonché spuntandola dei titoli non italiani, dei quali in questa sede non possiamo tenere conto) censire sommariamente le occorrenze del tema nella letteratura nazionale. Non certo una cernita esauriente di tutte le opere che, più o meno direttamente, evocano, nominano, o genericamente rimandano all’Italia (sarebbe impresa titanica da destinare semmai a una pubblicazione a sé) quanto piuttosto, più modestamente, un rapido compendio delle opere – o di loro parti significative – nelle quali essa, come patria o come nazione, come stato o come territorio, è tematizzata manifestamente.   Dovrò dunque rinunciare a prendere l’abbrivio soffermandomi su quell’enfatico “Italiam, italiam...

Giosuè Carducci / Presso la tomba di Francesco Petrarca

“L’Italia è un’espressione geografica”, sanciva sprezzante Metternich, volendole negare dignità di nazione e indipendenza politica. Sebbene al giorno d’oggi, nell’Italia del tempo presente, una battuta come quella del celebre cancelliere asburgico la si potrebbe considerare lusinghiera e benevola, piuttosto che sprezzante (sarebbe rassicurante, al tempo della Lega nord e di scuole pubbliche etniche marchiate col sole delle Alpi, sapere che l’Italia è ancora quantomeno un’espressione geografica), vale ancora, per efficacia e senso della storia, la risposta di Giosuè Carducci, strategicamente pronunciata Presso la tomba di Francesco Petrarca.     Quando il principe di Metternich disse l’Italia essere una espressione geografica, non aveva capito la cosa; ella era una espressione letteraria, una tradizione poetica. Quell’oblio o quella condanna delle nella terra dei guelfi e dei ghibellini, quella concordia predicata nella terra delle mille e mille guerre municipali, fu veramente una nobil poesia che incomincia dal canzonier dell’amore. Io non so se sia vero ciò...

Castell’Arquato / Paesi e città

a Castell’Arquato dicono “che bello” perché sembra un borgo umbro o toscano, tipo San Gimignano però in Emilia   a Castell’Arquato ci sono le balene in pieno centro e delle belle spiagge con alte dune di sabbia finissima, dette calanchi, appena fuori dal paese   a Castell’Arquato non c’è un corso dove fare una vasca, per questo si può andare nel torrente Arda o a Piacenza in via XX Settembre   a Castell’Arquato però si può fare un bosslano, che sarebbe una ciambella, praticamente si parte dal Bar Sport e si gira intorno a un isolato di case, non importa in quale direzione   a Castell’Arquato un mio amico, che qualche anno dopo avrebbe fatto una rapina a mano armata, mi ha proposto all’asilo di fuggire dai bagni, e le suore, che hanno le orecchie lunghe e senton tutto, per punizione ci hanno esposto al pubblico ludibrio   a Castell’Arquato non c’è il cinema però c’è un negozio di reggiseni imbottiti   a Castell’Arquato al centro della grande sala dove ora c’è lo scheletro...

Bologna, Pilastro / Paesi e città

Una città sicuramente conosciuta, ma che merita sempre una seconda visita è appunto Bologna. Con il suo impianto medioevale, riserva sempre nuove sorprese nascoste nel ventre della sua nota natura materna. I lunghi portici non sono che l’anticipo di una città chioccia, che nasconde i suoi gioielli e li ripara dalle intemperie e dagli occhi indiscreti.   Ma se Bologna è nota per i suoi lunghi porticati, per la sua cucina, per la più antica università del mondo occidentale, per le due torri che ne puntano il fulcro geografico, per lo scienziato Galvani, il poeta Carducci, l’inventore Marconi, il maestro Martini, il pittore Morandi, i fratelli architetti Bibbiena, Bologna è invece sconosciuta al di fuori della cinta muraria. Vorrei quindi suggerire un percorso che potrebbe risultare interessante a chi, non per la prima volta, visita questa antichissima città.   Si tratta della visita ad uno dei quartieri simbolo della città post bellica, improntato all’idea civica trasmessa dal Partito Comunista Italiano che per quarantacinque anni ha dominato incontrastato sulla gestione della citt...