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Gregorio Magini

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La nuova letteratura a Firenze

Raccolgo qui alcune considerazioni che sono emerse nel corso di tante chiacchierate, quasi sempre a cena, di fronte a un bicchiere di rosso o un amaro con ghiaccio, tra me e alcuni scrittori, curatori, critici, poeti, agitatori culturali che forse, con un azzardo del sentimento, posso definire amici (mangiare alla stessa tavola, del resto, è di per sé il rituale iniziatico delle amicizie). Dunque non so quanto di quello che scrivo sia farina del mio sacco, quanto invece io abbia ascoltato e stia ora solo riportando; so di per certo che il titolo di questo articolo l’ha pensato un poeta come Marco Simonelli e lo ha arricchito un critico come Raoul Bruni. Siamo a Firenze, dove viviamo, dove loro sono nati e si sono formati – io no, a Firenze ci sono arrivato e ci sono rimasto per scelta consapevole.     Accadono cose, a Firenze, e già da qualche tempo. Lo scriveva per primo Vanni Santoni già sei mesi or sono, lo ribadiva Gianluca Liguori su Scrittori Precari un mese fa. Non starò qui a fare la cronistoria delle iniziative portate a termine o dei libri pubblicati – per quello bastano le cronache dei giornali. E...

Territorio nemico

È difficile, per me, scrivere di In territorio nemico – soprattutto ora che tanti, e ben più quotati di me, ne scrivono in ogni sede – e lo è per due ragioni. La prima è che faccio parte della lista dei 115 autori del romanzo, in qualità di consulente dialettale e revisore; per questo solo motivo, una recensione che portasse la mia firma sarebbe di per sé parziale. La seconda ragione risiede nella consapevolezza che la prospettiva da cui guardo al libro, alla sua storia, al metodo adottato per scriverlo, è una prospettiva ancora – e, lasciatemi aggiungere, paradossalmente – minoritaria. La prospettiva, cioè, di chi mette l’Opera dinnanzi all’Autore.   Provo a spiegarmi meglio. Venni a sapere del progetto della Scrittura Industriale Collettiva (SIC) nel 2007, quando Vanni Santoni (co-fondatore insieme a Gregorio Magini) era uno scrittore esordiente ed entrambi frequentavamo il gruppo degli anobiani fiorentini. Lessi il manuale del metodo SIC, lo trovai articolato e interessante. Mi chiesi se aderire o meno, non fosse altro che per mera curiosità intellettuale, e risolsi che...