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Hans Jonas

(5 risultati)

Teoria e scienze della cultura / La filosofia si sporca le mani

Francesca Rigotti, in un articolo recentemente apparso su Doppiozero ha ripreso e sviluppato una questione che era già stata posta, in maniera tanto acuta quanto provocatoria, da Donatella Di Cesare sul Corriere della Sera. Il titolo del pezzo di Di Cesare recitava “La filosofia tedesca è morta. Dopo 300 anni”. La tesi è la seguente: dopo un periodo di quasi indiscusso predominio, partito dall’Idealismo e ancor prima da Kant e Leibniz, la filosofia non parla più tedesco. In Germania si vanno esaurendo le cattedre universitarie che seguono la tradizione filosofica della cosiddetta “filosofia continentale” a vantaggio di quelle che hanno come indirizzo tematico e metodologico la filosofia di stampo angloamericano, quella che gli addetti ai lavori chiamano “analitica”. È sicuramente difficile riassumere lo spettro tematico delle differenze tra le due correnti filosofiche in questione, e soprattutto è difficile farlo senza pregiudizi di scuola, anche perché va tenuto conto di una serie di scontri e incontri tra le due correnti. Quello che però può essere utile sapere al lettore che non sia interno al dibattito, è che – forse – la più grande differenza che separa le due correnti è il...

Paesaggi in movimento / Abito, dunque sono

Qual è il senso contemporaneo del paesaggio? – si chiede Massimo Venturi Ferriolo, filosofo e paesaggista tra i più autorevoli, nel suo libro Paesaggi in movimento. Per un’estetica della trasformazione (Derive e Approdi, 2016). O forse è meglio parlare di paesaggi – precisa – perché è proprio l’uso del singolare ad astrarre spesso un paesaggio dalla sua realtà specifica, percepibile invece nella sua dimensione narrativa unica, leggibile nei luoghi di vita. Perché ogni paesaggio – e qui sta l’essenza della lezione di Venturi nell’intera sua opera – è un ethos, vita attiva nel gioco di scambio tra gli individui, capace di riflettersi nel mondo estetico a cui dà vita: “risultato della tensione dell’esistenza con la sua trama visibile di relazioni”. Dove l’uomo proprio mentre cura il suo mondo crea di volta in volta cultura, il complesso serbatoio di miti, tradizioni, valori, norme, linguaggi di cui si compone. Secondo un punto di osservazione privilegiato che è lo sguardo per così dire teatrale: “l’insieme della luce e della vista con il suo orizzonte critico” offerto dal palcoscenico fin dagli antichi greci.   Indicare un percorso paesaggistico (perché ogni luogo è in movimento...

Risposta alla Lettera enciclica Laudato si'

Con questo articolo di Francesca Rigotti apriamo una discussione sulla recente enciclica papale con interventi di credenti e non credenti, filosofi, teologi e saggisti.     La lettera encliclica in generale non si rivolge soltanto ai membri della Chiesa Cattolica Romana ma a ogni persona che abiti questo pianeta quindi anche a me, che mi sento di conseguenza autorizzata a reagire e a esprimermi, come filosofa e come donna.   Nell’enciclica del 24 maggio 2015, Laudato si’, il primo e più importante punto sul quale reagisco concerne le varie osservazioni qui contenute secondo le quali le ferite inflitte all'ambiente sociale deriverebbero dall'idea che «non esistono verità indiscutibili che guidino la nostra vita», motivo per cui chi non le ha ritiene automaticamente che la libertà umana non abbia limiti (p. 7 e passim). La tematica viene più e più volte ripresa, affermata ma mai dimostrata né tanto meno argomentata quanto esposta in maniera perentoria: chi non riconosce il ruolo del Dio creatore si accosta alla natura con atteggiamenti da dominatore, consumatore e sfruttatore di risorse (...

Edgar Morin. Insegnare a vivere

Il novantaquattrenne Edgar Morin, sociologo e filosofo, ci consegna l’ultimo saggio di una trilogia dedicata all’educazione. Insegnare a vivere (Cortina 2015), come i precedenti La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro (Cortina 2000 e 2001), non è un’opera pedagogica né una proposta di riforma del nostro sistema scolastico ma un suo radicale superamento. A indicare l’urgenza della proposta di Morin, due domande in esergo al libro chiudono ad anello le sorti dell’umanità e il destino del nostro pianeta: “Quale pianeta lasceremo ai nostri figli?” (Hans Jonas) ci richiama alla responsabilità nei confronti di quel prossimo che sono le generazioni future; “A quali figli lasceremo il mondo?” (Jorge Semprùn) affida la responsabilità all’insegnamento educativo che fin d’ora dovremmo attivare. L’intreccio fra l’umano e il naturale è ormai diventato un gaddiano garbuglio; gli oggetti con cui conviviamo sono sempre più ibridi, direbbe Bruno Latour, dove si fa indistinto il confine fra quanto è prodotto da noi e...

Morire felici?

Ogni libro di Hans Küng, teologo e sacerdote cattolico noto per le sue posizioni eterodosse, è destinato a suscitare discussioni e controversie. Non fa eccezione l'ultimo, pubblicato dalla casa editrice Rizzoli, intitolato Morire felici? Lasciare la vita senza paura (2015). Küng, da qualche tempo ammalato di Parkinson, è membro di un'associazione svizzera che accompagna i malati inguaribili a morire con l'aiuto della medicina o, per dirla in modo più diretto, con l'eutanasia attiva. Küng ha espresso più volte pubblicamente il desiderio di porre fine alla propria vita quando la malattia non gli consentirà più, intellettualmente, di essere se stesso. Una scelta opposta a quella di Giovanni Paolo II, che Küng critica con un'asprezza talvolta irritante ma di cui chi conosce i suoi duri e dolorosi contrasti col magistero papale può comprendere l'origine. Con questo nuovo libro, spiega nell'intervista posta ad apertura, vuole approfondire e chiarire ai suoi lettori i motivi di una decisione che ha provocato critiche e perplessità da parte sia di avversari che di amici e sostenitori....