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Henry Jaglom

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RIeSTATE

Ristare d’estate, quando la cronaca si fa pigra, la politica si addormenta, dai giornali balena la coscia del ministro, l’infradito del presidente del consiglio. Allora anche l’obbligo dell’aggiornamento molla la presa, nessun romanzo o saggio dell’ultim’ora è autorizzato a gridare vendetta dal comodino. Si può RISTARE, cessare ogni movimento, restare fermi, immobili, lasciando lo spazio in valigia anche per i tomi già letti, cui si deve la propria spina dorsale. L’estate porta in dono dieci giorni a Portopalo di Capo Passero, così in cima alla pila c’è Diceria dell’untore (Bompiani) di Gesualdo Bufalino. Mi fulminò la descrizione di uno stato di stanchezza: “Hanno il palato di carta di vetrata, hanno il sonno che gli mangia gli occhi… Hanno i piedi di Cristo, stanchi e sporchi, questa scarpa morde, quest’unghia si incarna…”. E scommetto che riproverò la stessa sensazione di stupore verso i suoi oggetti animati. Parte con me anche La Mennulara (Feltrinelli) di Simonetta Agnello Hornby, perché ho il ricordo si una storia svelta e scaltra,...

Orson Welles 1915-2015 / When I start out to make a fool of myself...

Il peso, innanzitutto. «È triste che quando morì Welles, nell'autunno del 1985, le reazioni negli Stati Uniti siano state così nettamente diverse da quelle del resto del mondo», si rammaricava Jonathan Rosenbaum: «Nella sua patria suonava solo un ritornello: il peso e lo spettro del fallimento, come se questi due cliché si “spiegassero” e si giustificassero reciprocamente». La mole di Welles ritorna anche nel ricordo dell'amico Gore Vidal: «Pesava quasi centottanta chili all'epoca del nostro ultimo pranzo insieme, nel 1982. I suoi abiti erano una sorta di tendoni biforcuti sui quali erano cuciti baveri, lembi di tasche e bottoni nel futile tentativo di suggerire l'idea di vestiti convenzionali». Era come se l'enorme ventre di Welles avesse finito per “digerire” tutto il resto (il regista cinematografico e teatrale, il divo radiofonico, il corsivista politico, lo sperimentatore mediale) lasciando soltanto l'ipernutrito paria di Hollywood, personaggio folkloristico della fauna locale, oggetto di derisione più che di ammirazione.     Orson Welles con Henry Jaglom, 1985   Non sorprende apprendere da Henry Jaglom che il peso fosse uno dei rari tabù quando si parlava con...