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Hilary Clinton

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Erdogan, Putin, Orban, Trump / La solitudine democratica

“Immanenza” è una parola bellissima che riempie i polmoni del filosofo di aria pura. È pronunciata spesso oggi, soprattutto dai filosofi italiani, che vi scorgono la specificità di una tradizione che dall'umanesimo fiorentino arriva fino a noi. Ma come tutte le parole essa deve passare il vaglio dell'esame pragmatico. Il significato di una idea è dato infatti dai suoi effetti sensibili, da ciò che essa concretamente “fa”. L'azione possibile è l'orizzonte di comprensione di un concetto. Che cosa significa allora veramente immanenza, qual è il suo contenuto pragmatico? La domanda concerne immediatamente il piano etico-politico, al quale la tradizione filosofica italiana è stata sempre sensibile. Da Machiavelli a Bruno, da Gentile a Gramsci fino all'odierna italian theory, che molto parla di immanenza, il grande pensiero filosofico italiano è stato sempre un pensiero della prassi; quindi, è non solo legittima ma inevitabile la domanda che chiede quali siano gli effetti politici di una filosofia che sospendendo ogni trascendenza fa dell'esperienza un assoluto. Non è una domanda astratta. Non si chiede di elaborare una nuova teoria politica generale. Ciò che si chiede è come si “...

La rivolta dei coatti / Il mondo di chi ammira Trump

Si dice: in Donald Trump, sia come personalità che come posizioni politiche, non c’è nulla di nuovo rispetto ai suoi omologhi europei – Nigel Farage, Marine Le Pen, Salvini e Grillo, Afd in Germania, Geert Wilders nei Paesi Bassi, ecc. Non a caso molti ne fanno un emulo di Silvio Berlusconi, segno che l’Italia politicamente fa scuola. In effetti Trump, come gli omologhi di cui sopra, sta dando un contributo americano a rompere un blocco storico, il quale ha retto sin da quando c’è il suffragio universale: il blocco conservatore.  Un blocco non immediatamente comprensibile. È difficile capire che cosa accomuni la povera pensionata devota alla sua chiesetta da una parte e “il lupo di Wall Street” alla Scorsese dall’altra, il ricco puttaniere corrotto da una parte e l’eminenza ecclesiastica dall’altra, da noi il disoccupato del Sud da una parte e l’imprenditore milionario del Nord dall’altra, ecc. ecc. Che cosa li accomuna per votare lo stesso partito di destra? Qualche studioso ha provato a dare una risposta, ma non la valuteremo qui. Comunque questo blocco esiste. Da decenni si ripete che una democrazia matura, sana, presentabile, si basa sull’alternanza: per certi anni...