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Jean Michel Basquiat

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Lettera dalla Val Seriana / I nuovi focolai

Adesso che la paura del contagio ha ripreso a circolare un po’ in tutte le regioni, ci chiediamo qua in Valle Seriana a cosa e a quanti possa servire l’esperienza della tragedia vissuta in primavera. Cosa abbiamo capito da tutti gli errori commessi, cosa possiamo e dobbiamo pretendere si faccia perché in futuro non ci tocchi assistere ancora a un simile disastro? A orientare la bussola nella giusta direzione può servire la lettura di Il focolaio – Da Bergamo al contagio nazionale di Francesca Nava, collaboratrice di The Post Internazionale e autrice in passato di inchieste importanti per RAI 3, La7, Sky TG24. Si tratta di un lavoro importante, uscito a settembre per Laterza, di cui non sai cosa apprezzare di più, se il rigore giornalistico o la generosità della cittadina bergamasca che chiama a raccolta le conoscenze di una vita e dà voce ai tormenti di famiglie e individui travolti dalla pandemia e dall’incompetenza di chi avrebbe dovuto almeno limitarne le conseguenze. Nava riconosce il contributo di quanti in quei mesi hanno cominciato a fare le domande giuste, in particolare di Gessica Costanzo, direttrice della testata online Valseriana News, che ha aiutato molti di noi...

Donald Trump, Andy Warhol / Un biondo alla Factory

New York anni ottanta. Tante le immagini che vengono in mente. Per limitarci alla scena musicale rock, il music club CBGB nell’East Village sfornava talenti quali Ramones, Talking Heads, Blondie, Patti Smith. Nel 1981 si formano due band che stravolgono la storia del rock quali i Sonic Youth e i Beastie Boys; nello stesso anno viene lanciata l’emittente MTV e si tiene il processo per la morte di John Lennon. Tuttavia gli anni ottanta sono anche quelli del boom di Wall Street, che vedono proliferare allo stesso tempo yuppie rampanti – come quel Patrick Bateman, protagonista di American Psycho di Bret Easton Ellis – e una massa grigia di disoccupati e senzatetto. Il 1981 è inoltre l’anno in cui esce il film Fuga da New York di John Carpenter e in cui Reagan diventa il 40esimo presidente degli Stati Uniti.   Warhol, Trump Tower.    Nel 1981 Andy Warhol incontra Jean-Michel Basquiat. Un incontro decisivo per la carriera del giovane artista ma anche per la reputazione di Warhol, criticato da diverse parti per essere ormai un “business artist”. La Factory del resto, che chiuderà i battenti nel 1984, non era più frequentata da Nico e i Velvet Underground, e quella scarica...

22 Febbraio 1987 - 22 February 2017 / Andy Warhol dappertutto

Andy Warhol sempre più interroga il presente, a cui ha lanciato segnali visionari, annunci di eventi destinati spesso ad avverarsi molti anni dopo la sua morte, avvenuta il 22 febbraio 1987. A trent'anni dalla sua scomparsa, non si contano ormai, in tutto il mondo le mostre, le monografie, le rivelazioni sull’artista che nel secondo Novecento è riuscito, meglio di chiunque altro, a entrare rapidamente nel Canone, riuscendo anche a sedurre il pubblico popolare, a farsi odiare dai benpensanti per il radicalismo del suo agire, eppure infine a farsi accettare con il suo mondo mai visto prima. Da poco è in libreria il gran volume Factory Andy Warhol, color d’argento, come la Factory tutta coperta di carta stagnola dalla dedizione certosina di Billy Name, per alcuni periodi servente, maggiordomo, tuttofare dello spazio e del suo proprietario, la prima edizione italiana delle foto di Stephen Shore (testi di Lynne Tillmann, Milano, Phaidon Press, 2016).   Il libro è la celebrazione di un apprendistato tumultuoso, quello per cui l’autore abbandonò il proprio itinerario scolastico per “fare il liceo e l’università” a fianco dell’artista, in due intensissimi anni, dal 1965, frequentando...

Writing e Street Art a Bologna

“L’attuale arte d’avanguardia, più che sotterranea, è arte di frontiera; sia perché sorge, letteralmente, lungo le zone situate ai margini geografici di Manhattan, sia perché, anche metaforicamente, si pone entro uno spazio intermedio tra cultura e natura, massa ed élite, bianco e nero (alludo al colore della pelle), aggressività e ironia, immondizie e raffinatezze squisite. Questi artisti sono simultaneamente ‘penne nere e visi pallidi’, e sono i nuovi kids di New York”.   Con queste parole nel 1984 Francesca Alinovi era riuscita a sintetizzare la potenza e il valore del Writing, disciplina che in America, allora, annoverava tra i suoi “kids” personalità come Keith Haring, Jean Michel Basquiat o Kenny Scharf. La giovane critica portò alla GAM di Bologna una mostra che segnò l’apertura a questa cultura underground d’oltreoceano. Oggi, Fabiola Naldi e Claudio Musso hanno deciso, insieme con il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna, di ripartire da quell’esposizione come nuovo punto di partenza, come collegamento.   Nasce cos...

Look

Il look è l’immagine che il corpo rivestito assume per effetto di un’operazione di bricolage tra segni di moda. Il look non si limita però a fotografare il risultato di un processo significativo e creativo, ma rimanda al processo stesso, focalizzandone un aspetto essenziale: la dinamica dello sguardo, del guardare e dell’essere guardati, alla base di qualsiasi costruzione sociale del sé. Illustrare la funzione e il significato del look nel contesto degli anni ottanta significa provare a tracciare una mappa di pratiche culturali ed estetiche ambivalenti o profondamente diverse tra di loro. Ciò a dispetto del fatto che gli anni ottanta sono siano stati archiviati come un’epoca di cattive abitudini relative all’essere e all’apparire, riassumibili tout court nelle spalle iperboliche, non importa se squadrate o arrotondate, se di Armani o di Montana, quale tratto dominante di una silhouette da consegnare alla storia del costume. Proprio questa silhouette, fondata sull’eccesso e sull’enfasi sproporzionata di una parte del corpo, non è mai più tornata di moda, se non in forma di timidi...

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