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Jonathan Demme

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La vita all’aperto come negli anni ’90

In questi giorni è uscito Waking on a Pretty Daze, il quinto album di Kurt Vile, un tipo buffo con il look lo-fi del Beck looser e le movenze di una liceale al centro commerciale di sabato pomeriggio (vedere per credere). Con un titolo così, che mette in scena lo stupore confuso del risveglio del mattino, quest’album potrebbe essere la colonna sonora perfetta dell’inizio di qualcosa di nuovo. Quella sensazione che si prova di fronte all’orizzonte, a una casa da riempire o nel momento in cui il tuo aereo sta atterrando nel posto che erano anni che volevi andarci. Insomma davanti a spazi ampi come queste canzoni, fatte di lunghi e ariosi minuti in cui Kurt suona la chitarra come se fossimo tutti sul pulmino delle vacanze, rilassati e un filo emozionati. C’è tutto il tempo di perdersi in queste canzoni, senza andare troppo a fondo delle questioni, restando sospesi su pensieri tiepidi. E il basso profilo del loro stile rende tutto più familiare.   Le melodie leggere di Vile potrebbero far pensare che il ragazzo sia cresciuto alla luce della West Coast ma ingannano, perché viene da Philadelphia, esattamente...

Venezia 68. Visita guidata al cantiere Lido.

In questa seconda puntata del reportage dal festival di Venezia ci dedichiamo a Orizzonti e a qualche irrinunciabile titolo presentato fuori concorso.   ORIZZONTI   Da qualche anno a questa parte, la sezione di avanscoperta Orizzonti si è aperta sempre più a nuovi territori, sfondando i confini istituzionali col mondo dell’arte contemporanea, dove il cinema di ricerca trova linfa e soprattutto una disponibilità creativa e finanziaria che anche la produzione cinematografica più illuminata raramente può garantire. A questa ibrida sezione, quest’anno era degnamente accompagnata dalla retrospettiva Orizzonti 1960-1978, uno scavo che ha portato in superficie alcune gemme dell’underground italiano, come a mostrare le radici che innervano lo sguardo contemporaneo. L’intento è nobilissimo, il risultato un po’ rapsodico, visto che si sono privilegiati capitoli minori e primi abbozzi (alcuni preziosi, come l’esordio del grande marginale Nico D’Alessandria o il più noto Hermitage di Carmelo Bene, in cui c’è già tutto il suo furioso progetto di rinchiudersi nel...