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Joseph Roth

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Emergenza e sicurezza / Besprizornye: una storia antica per i tempi d’oggi

Ci sono due modi di leggere la storia dei besprizornye, ricostruita da Luciano Mecacci con un’acribia da cui filtra una genuina (com)passione. La prima, ovviamente, è di tipo storico. Si tratta di recuperare la memoria di milioni di esseri umani dimenticati, tanto per cominciare. Il significato di besprizornye è, letteralmente, “senza controllo”, ma anche “senza tutela”. Fu la condizione di una massa enorme di bambini e ragazzi russi di entrambi i sessi che si trovarono coinvolti prima nella Grande Guerra, poi nella Rivoluzione e quindi nella guerra civile. Un problema sociale (e un dramma umano) che ha le sue radici prima del 1917 ma che diventa evidente e catastrofico nei primi due decenni dell’Unione Sovietica. Violenza, fame, carestie e un certo atteggiamento culturale fatalista tipico dei russi produsse orde di orfani abbandonati e randagi. “Orfani”, però, è un termine impreciso. Spesso erano gli stessi genitori a spingere i figli alla ventura, di fronte all’impossibilità di mantenerli.   Bambini di sette, otto anni erano ritenuti abbastanza grandi da potersela cavare da soli e lasciati per strada, messi su treni con destinazione ignota, o consegnati a orfanatrofi da cui...

Una mostra alla Fondazione Mondadori / Luciano Foà e la nascita dell’Adelphi

Primavera del 1961. Alla Libreria Einaudi a Milano Luciano Foà incontra lo scrittore Giovanni Arpino. Parlano del più e del meno. Foà è ritornato a Milano dopo dieci anni trascorsi a Torino come segretario generale della casa editrice Einaudi. Allo scrittore Foà confessa che non è solo a causa della recente malattia della moglie che è tornato nella propria città, ma anche perché pensa di fondare una propria casa editrice. Ci pensa da molto tempo, almeno vent’anni. Foà ha sempre lavorato nell’editoria, prima con il padre, fondatore nel 1898 dell’Agenzia Letteraria Italiana (ALI), poi, tra il 1941 e il 1943, per Adriano Olivetti con la funzione di segretario delle Nuove Edizioni Ivrea, la casa editrice che l’industriale piemontese, lungimirante utopista, pensa di varare all’indomani della caduta del fascismo per rifondare la cultura italiana dopo i lunghi anni dell’autarchia culturale. Ma nel 1943, insieme al padre, Luciano si è rifugiato in Svizzera. Con la fine della guerra, Olivetti fonda le Edizioni di Comunità seguendo un progetto molto più limitato di quello approntato in origine. Luciano Foà ritorna all’ALI, che alla fine degli anni Quaranta stringe un sodalizio privilegiato...