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Kenzo Tange

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Lo sporco, i resti, l’invisibile e il minimo / Le costellazioni del pensiero di Lucius Burckhardt

Per la collana Habitat di Quodlibet è stata recentemente pubblicata una raccolta di scritti, disegni e immagini sull’attività di Lucius Burckhardt dal titolo: Il Falso è l’Autentico – politica, paesaggio, design, architettura, pianificazione, pedagogia. Ventotto pungenti riflessioni, scritte tra il 1957 e il 1999, molte delle quali tradotte per la prima volta in italiano, restituiscono la densità del pensiero di un intellettuale unico. Gaetano Licata, nel testo di apertura della raccolta, suggerisce per Lucius Burckhardt la suggestiva definizione di Universalgelehrter (homo universalis) al pari di Plinio il Vecchio o Isaac Newton o come per il suo connazionale Conrad Gessner naturalista, teologo e bibliografo che nel 1545 scrive la “Bibliotheca Universalis”, testo all’origine del concetto di bibliografia. Lucius Burckhardt nasce in Svizzera, il 12 marzo 1925 in una delle terre-dimora delle comunità Walser, precisamente a Davos nella regione della Prettigovia nel Cantone dei Grigioni.   La sua famiglia discende dagli ambienti alto borghesi di Basilea, la stessa di Jacob Burckhardt, il più brillante storico svizzero del XIX secolo, autore nel 1860 di La civiltà del Rinascimento...

Skopje: nella Las Vegas balcanica

Sfusa e confusa, ardente e allucinante, storta e pluriforme, tranquilla e scorrevole, distesa lungo il fiume Vardar, nel cuore dei Balcani, la città di Skopje, capitale della Macedonia, emerge in un ritorno quasi nostalgico ai passati lontani (quello dei tempi di Alessandro Magno, quello della Rivoluzione durante l’Impero Ottomano, ecc.), ripristinando architetture, tempi, emozioni e spazi perduti. Il cambiamento accelerato degli spazi pubblici si urta contro la solitudine di una città, in cui i cambiamenti culturali e infrastrutturali emergono come dei pilastri nuovi di un tempo verbale antico-futuro.     I nuovi piani urbanistci del progetto c.d. Skopje 2014 vedono la rinascita del passato nella revocazione delle imagini e dei fantasmi delle identità fervide della storia nazionale e culturale macedone. Questo fenomeno è stato contrastato e discusso su vari media da intellettuali e politici, mettendo l'accento sul lato scandaloso della perturbante ricostruzione di una città come risposta alle ribaltate e rinnegate appartenenze al passato comune con i paesi vicini. Tuttavia, una metà dei nuovi edifici sono, in...

Catania / Paesi e città

Catania è una signora in nero. Il fasto barocco della città nega se stesso, perché tende all’oscurità della pietra lavica della quale è intriso. Niente a che vedere con il tufo dorato di Noto, né col fragile calcare leccese, né tanto meno con i marmi e gli ori di quello romano. Ciò accade perché il barocco catanese non è nato solo come una scelta stilistica, un adeguamento alla moda dei tempi; è stato anzitutto una necessità: bisognava ricostruire la città dopo che l’Etna, nel 1669, decise di spalancare le bocche dell’inferno. Le colate laviche raggiunsero il centro, aggredendolo in più punti. Poi, nel 1693, un terremoto diede a Catania il colpo mortale: le vestigia greco romane e l’abitato medievale vennero spazzati via come briciole di pane da un pavimento. In cambio, il vulcano donò alla città i materiali da costruzione per rimettersi in piedi. Ecco perché il barocco catanese è oscuro. Si tratta di uno stile da stress postraumatico, che incorpora le ombre e il lutto di una città intera.   La lava ha fatto un...