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Luis Buñuel

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26 lettere su Manzoni, quello vero / Piero Manzoni. Monsieur Zero

Esce in questi giorni nella «Piccola biblioteca di letteratura inutile» diretta da Giovanni Nucci per le edizioni Italosvevo Monsieur Zero. 26 lettere su Manzoni, quello vero di Andrea Cortellessa: un dizionario giocoso composto da ventisei piccole monografie critiche, una per ogni lettera dell’alfabeto, che vorrebbe verificare in quale misura, ancora oggi, i paradossi dell’artista (morto a Milano il 6 febbraio 1963, prima di compiere trent’anni) mettano in crisi i nostri più inveterati presupposti su quanto, per tradizione, siamo abituati ad associare all’arte. Che è quanto dovrebbe fare, sempre, un artista degno di questo nome.   Pittore milanese, ma geniale  Skiantos, Merda d’artista   Fra i Manzoni preferisco quello vero, Piero  Baustelle, Un romantico a Milano   Essere   Alfabeto, 1958. Serigrafia su carta, 50 x 35 cm, da Piero Manzoni, Tavole di accertamento, Milano, Scheiwiller, 1962. «Non c’è nulla da dire: c’è solo da essere, c’è solo da vivere». È la frase più famosa di PM, questa con cui si conclude il suo testo dal titolo Libera dimensione pubblicato nel ’60 sul secondo numero di «Azimuth». Poco prima aveva precisato, Manzoni: «Alludere...

Dialogo tra due artisti / Dalì&Duchamp

Mercredi soir / Chère Gala, Cher Dalì / je voudrais vérifier quelques / dates dans la boîte-valise / que vous avez. / À tout hasard je/passerai à Port Lligat / vers midi demain Jeudi. / J’espère vous voire pour / une minute. / Affectueusement / Marcel Duchamp – Vergato con lettere svolazzanti, questo breve messaggio racchiude un intero universo. Poche parole esplicative e illuminanti del processo di realizzazione e di approccio alle proprie opere da parte del padre del ready-made, illustrative della quotidianità e delle personali relazioni amicali del grande scacchista. Inviato a Salvator Dalì (1904–1989) e a Gala (1894-1982; soprannome di Elena Dmitrievna D’jakonova, musa e moglie prima dello scrittore surrealista Paul Éluard e poi di Dalì), il messaggio ci informa che Marcel Duchamp (1887–1968) sta lavorando a uno dei suoi capisaldi, Boîte-en valise (Scatola in valigia). Lo sottopone alla visione del suo amico, durante i mesi di vacanza a Cadaqués. E vuole discutere con lui di alcuni dettagli. Siamo negli anni Sessanta, dunque Duchamp si sta dedicando alla seconda edizione della Boîte-en valise. La prima edizione della Boîte risale agli anni 1935-1941 e fu ideata per...

Cuore di tenebra

Mettiamo che abbiate un libro fotografico che si presenta in questo modo: in copertina un’immagine di una forma su fondo nero che potrebbe essere un fuoco d’artificio o un’esplosione nella notte, troppo filamentosa per far pensare a un’ameba e a molte altre cose in realtà, a me fa pensare anche a un occhio, a quello con lunghe ciglia di Man Ray, a quello tagliato da Buñuel nel Chien andalou con la nuvola che contemporaneamente attraversa la luna. Autore e titolo lo trovate solo sulla costa. L’autore facciamo che non lo conosciate, il titolo è It Seemed As Though the Mist Itself Had Screamed (Sembrò che la foschia stessa si fosse messa a urlare). Ha tutta l’aria di essere una citazione e infatti trovate facilmente che viene da Cuore di tenebra. Quindi non è un occhio, casomai un cuore – anche se la metafora si arricchirebbe dal mantenere tutt’e due i termini – e l’esplosione è un urlo.     Dico subito che la drammaticità della metafora conradiana è completamente opposta alla tonalità del libro che aprirete. Dentro vi troverete fotografie che sono...

La staffetta di Nanni Moretti

I. Danke per Danco   Sono le 14,15 di lunedì 13 aprile. Tra poche ore, al cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, verra presentato alla stampa l’ultimo film del regista: Mia madre. Perché, allora, scrivere queste righe prima ancora di vederlo? Il motivo è semplice: ritengo importante segnalare adesso, alla vigilia della nuova pellicola, ciò che per me costituisce un piccolo, significativo evento. Proprio ieri sera, alle 22 30, sono difatti andato al Nuovo Sacher per vedere N-capace, opera prima di Eleonora Danco, prodotta dalla Bibi Film di Angelo Barbagallo in collaborazione con Rai Cinema e insignita della menzione speciale giuria al recente Torino Film Festival. Ebbene, Moretti ha talmente apprezzato la pellicola (visibile in contemporanea anche alla Cineteca di Bologna e presso il gruppo Anteo di Milano), che ha deciso di programmarla per ben due volte al giorno, da giovedì 19 aprile fino a oggi stesso, con ultima visione alle ore 16,30. Dunque, se ho pensato di parlare di N-capace appena poche ore prima del film che il regista romano proietterà nella medesima sala, è perché questa curiosa contiguità spazio-temporale mi sembra rappresenti il segno più evidente di quanto...