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Manifesto del Terzo Paesaggio

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Nuove scene: Kepler-452 / Un giardino dei ciliegi a Bologna

C’è stata una stagione, nell’ambiente teatrale italiano, nella quale il concetto di biodiversità era come un refrain. Grazie alle riflessioni di Gilles Clément contenute per esempio nel Manifesto del terzo paesaggio e a quelle sull’architettura e l’urbanistica del Rem Koolhaas di Junkspace, si è imposto un pensiero dell’arte che affermava la necessità di preservare spazi per la crescita di specie diverse, contro la monocultura del consumo, affermando allo stesso tempo che proprio l’arte potesse divenire il baluardo o l’avamposto di tale diversità. Un’arte che difendeva il margine e al contempo si raccontava come margine, rivendicando un’orgogliosa differenza. Una stagione fondamentale per perimetrare i nostri spazi d’azione ma che, a qualche anno di distanza, ha forse finito per fare coincidere la differenza con l’emarginazione. In tale ragionamento Bologna è un buon osservatorio, una città che ha visto nascere diversi spazi “incolti” che via via sono stati chiusi, oppure si sono trasformati in locali per concerti e spacci di birre artigianali.   Dagli anni ‘90 a oggi azione politica, sociale e artistica hanno saputo congiungersi: dal Link, centro multidisciplinare...

Gilles Clément / Mettere in mostra il giardino

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Percorrendo Jardins, la mostra al Grand Palais di Parigi (fino al 24 luglio), i visitatori s’imbattono in diverse citazioni di Gilles Clement, ingegnere...