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Margaret Atwood

(8 risultati)

Diario americano / Destinazione Gilead

Ci siamo. Lo sguardo gelido della giudice Amy Coney Barrett ci ha appena mostrato dove siamo diretti. Non è un bel posto, non per le donne, ma non si prevedono stazioni intermedie. Tutt’al più si salta in corsa e si sgattaiola in Canada, fra le braccia di Margaret Atwood. Lei lo sapeva che finiva così. Avevamo catalogato la sua repubblica di Gilead alla voce distopia invece è la meta. L’America promette di diventare un immenso Racconto dell’ancella, una teocrazia retta da signore come Amy – iper conservatrice, cattolica praticante, moglie devota e madre di sette figli. È un cerchio che si chiude. Abbiamo inaugurato la settimana con le audizioni della giudice nominata da Trump al posto di Ruth Bader Ginsburg per spostare la Corte suprema verso una schiacciante maggioranza conservatrice e l’abbiamo conclusa con lo slancio della Women’s march che ha lanciato un accorato appello al voto in difesa dei diritti delle donne e di Lgbtq. Nello spazio di pochi giorni – mentre le file ai seggi del voto anticipato si facevano chilometriche - due Americhe si sono specchiate l’una nell’altra, solo per ritrovarsi più lontane di prima.     Se suona familiare è perché era già successo....

Il dilagare della cancel culture / Basta. Ti cancello

È censura. No, attivismo. Uccide lo scambio di idee. Non c’è mai stata tanta libertà. È ricatto. È responsabilità. Il bello della cancel culture, la figlia più rissosa dei social media, quella di cui più si discute, è che inchiodarla a un’etichetta è impossibile – contiene tutto e il suo contrario. Invece di domandarsi cos’è vale allora la pena guardarla in azione. Perché la sola certezza è che in quest’estate americana sta scardinando il discorso pubblico.  Mentre le manifestazioni per la giustizia sociale infiammano il paese e le statue razziste sono fatte a pezzi, sulle piattaforme social finisce infatti nel mirino chiunque – individuo, azienda, istituzione – si macchi di discriminazione, pregiudizio, odio. Per i colpevoli o presunti tali la pena è la messa al bando, la cancellazione. E dal virtuale al reale il passo è breve.  Per ogni reputazione che va in briciole su Twitter, ci sono una carriera, un lavoro o un business che minacciano di andare in fumo. Le opinioni si pagano e spesso a caro prezzo. È la regola della cancel culture e il suo snodo più problematico.    L’atto di “togliere supporto a figure pubbliche in risposta a loro comportamenti...

Dalla finestra / Sciarpe, foulard e carta igienica

6 aprile – La settimana comincia con il dibattito sulle mascherine. Il governatore della Lombardia emette un'ordinanza per cui vi è obbligo di mascherina per chiunque esca di casa. Ma le mascherine sono introvabili. Il Fontana dice che vanno bene anche sciarpe e foulard o, letteralmente, “qualsiasi cosa”. Non vi è alcuna “evidenza” scientifica che sciarpe e foulard siano protettivi di un bel niente ma l'impressione è che siamo a un livello tale – di disperazione e di non sapere – che va bene tutto. Infatti la gente accetta senza un grido, esce con la faccia coperta come in una forma di superstizione. Non serve? Nel dubbio proviamo anche questa, sembrano dire. All'improvviso non importa più cosa dicono gli esperti dell'Oms o dell'Iss: se Fontana domani dicesse che dobbiamo uscire tutti con le pinne, usciremmo tutti con le pinne.  Galleggiamo talmente tutti nella follia e nell'onirismo che fossi in lui lo farei, lo ordinerei. “Per vedere l'effetto che fa”, fino a dove può spingersi. Andando a fare la spesa incontro un signore con una striscia di carta igienica con due buchi ai lati per le orecchie, orecchie che tengono su questi tre o quattro strappi di carta manco...

La scrittura, atto di speranza / Margaret Atwood, I testamenti

Il romanzo più celebre di Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, pubblicato nell’85, finiva con la protagonista, Difred, prelevata da un furgone nero, al cui interno c’erano degli uomini; il custode con cui Difred aveva una relazione, Nick, le sussurrava di non temere e di seguirli. Il finale, tuttavia, rimaneva volutamente ambiguo; non sappiamo e non sapremo mai se ciò che aspettava Difred fosse la salvezza o una condanna a morte. Ho provato in questi giorni a immaginare l’effetto che può aver fatto il racconto distopico dell’85 ai lettori del tempo. Era prima della caduta del muro, prima di Trump, prima dell’offensiva mondiale delle destre; diventò presto un classico, anche se non frequentatissimo. Nel ‘98, quando me lo regalarono, era fuori commercio; ha riacquistato una nuova vita paradossalmente grazie a Trump e soprattutto alla brillante serie televisiva che ha consegnato al nostro immaginario la rappresentazione definitiva delle Ancelle prigioniere di un sistema che, in una società di donne sterili, le ha destinate alla procreazione di figli che non cresceranno mai.   Trentacinque anni dopo, Atwood ha pubblicato quello che è stato certamente il libro più atteso...

Heartbeat bills / Aborto. Sulla pelle delle donne

La marcia dei pro-life verso la Corte suprema è ormai entrata nel vivo. Stato dopo stato –– mentre scrivo siamo a nove – negli Stati Uniti il diritto all'aborto si restringe fino a sfiorare il bando. Se si considera che in America una donna su tre abortirà prima di compiere 45 anni, l'impatto delle nuove regole si mostra per quel che è – un tentativo devastante di riprendere controllo del corpo delle donne e fermare il corso della Storia.  L'anno cruciale di questa riscossa è il 2019. Negli ultimi mesi Georgia, Kentucky, Missouri, Mississipi, Ohio e Louisiana hanno approvato le cosiddette heartbeat bills che proibiscono l'aborto dopo sei-otto settimane, quando i medici iniziano a individuare il battito fetale. Un periodo che, sostengono i pro-choice, equivale a un divieto perché in questa fase molte donne non sanno ancora di essere incinta. L'Alabama ha vietato di interrompere la gravidanza anche in caso di incesto o stupro, a meno che la salute della madre non sia gravemente a rischio. Utah e Arkansas hanno limitato la procedura alla metà del secondo trimestre. E la lista minaccia di allungarsi perché altri stati sono al lavoro. Le nuove leggi, dicono gli esperti, hanno...

Ecologia e fantascienza / Jeff Vandermeer e la misteriosa creatura di Borne

1. La fantascienza e l’ecologia sono sempre andate d’accordo. La prima si è ispirata alla seconda per immaginare scenari utopici o distopici incentrati sul rapporto tra gli uomini e il loro ambiente. Del resto, come già spiegava Lewis Mumford (nella classica Storia dell’utopia, 1922: l’edizione italiana più recente, da cui citerò un brano, è uscita per Feltrinelli nel 2017), all’origine del pensiero e della letteratura utopica c’è sempre la tensione tra un territorio reale e un territorio ideale: come dice il nome, l’utopia è prima di tutto un concetto spaziale, che si trasferisce nel ‘disegno’ di un ambiente tale da consentire, con le sue caratteristiche naturali, lo sviluppo di un sistema politico e sociale. Per Fourier, ad esempio, lo spazio dell’utopia avrebbe avuto bisogno di un territorio adattabile a funzioni diverse: «Un terreno piatto come Anversa, Lipsia o Orléans sarebbe assolutamente inadatto […] a causa delle uniformità di paesaggio. Sarebbe perciò necessario scegliere una regione variata come i dintorni di Losanna o una amena vallata provvista di un corso d’acqua e di boschi, come la valle di Bruxelles o di Halle» (Storia dell’utopia, cit., p. 86).   ...

Dal romanzo alla serie TV / The Handmaid’s Tale: Non consentire che i bastardi ti annientino

Siamo nella parte finale del ventiduesimo libro dell’Odissea: dopo aver fatto strage dei Proci che in sua assenza avevano occupato la Reggia, Ulisse manda il figlio Telemaco a svegliare l’anziana Euriclea, la sorvegliante delle ancelle. Giunta nella sala, allo spettacolo della carneficina la vecchia vorrebbe gridare di gioia, ma il suo padrone le intima il silenzio, e, mentre Penelope dorme ancora, le ordina di far venire le ancelle infedeli: coloro che si son «macchiate di colpa» invece di rimanere «intatte» – dodici su cinquanta, secondo quanto dichiara Euriclea. Prima di farle morire, Ulisse ordina che le donne trascinino nell’atrio tutti i cadaveri, e lavino la sala dove si è consumato il massacro. Anche gli altri traditori di corte saranno sottoposti a sevizie terribili, eppure la punizione delle ancelle si distingue per un sovrappiù di crudeltà simbolica, grazie alla doppia aggiunta di una drammatizzazione rituale dell’espiazione e di una esibizione spettacolare dei loro corpi giustiziati. Prima di essere uccise, infatti, saranno costrette a pulire la sala; dopodiché, su iniziativa di Telemaco, non verranno semplicemente trafitte dalla spada, come inizialmente aveva chiesto...

Per una nuova età del puritanesimo / Gli Stati Uniti, Trump e l'aborto

Dal 20 gennaio 2017, Donald Trump è a capo della presidenza degli Stati Uniti, the Commander-in-Chief, guida di uno dei Paesi più influenti del globo. Per ironia della sorte, colui che (per il momento) viene riconosciuto come il Presidente destinato a godere del minor consenso popolare degli ultimi decenni, questo stesso uomo sembra parimenti destinato a essere l’unico leader politico che porterà effettivamente a compimento gli obiettivi e le proposte promesse ai propri elettori durante la campagna elettorale. Trascorsi pochi giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca, il presidente Trump, fieramente seduto alla scrivania della Camera Ovale, ha firmato il primo decreto contro le politiche sull’aborto, un ordine esecutivo che costringe gli Stati Uniti a una drammatica restaurazione delle cose ante 2009, ovvero a prima che Barack Obama cancellasse tutte le norme che impedivano alle Organizzazioni Non Governative (ONG) internazionali di ricevere fondi qualora favorevoli alle pratiche abortive. Donald Trump non ha esitato a manifestare la propria posizione contraria (anzi, come affermano i suoi portavoce facendo ricorso a una retorica stantia e anacronistica, quella del presidente...