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Mario Bellini

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TDM Triennale Design Museum / Gli oggetti che parlano

Lo si è atteso per anni, ormai non ci si sperava più. Molte volte annunciato, evocato, sognato, auspicato, finalmente Milano ha un Museo del Design. Ospitato al piano terra del Palazzo dell'Arte, progettato da Giovanni Muzio nel 1931 quale sede della Triennale, il museo occupa la splendida galleria semicircolare, illuminata da grandi finestroni collocati molto in alto, che la irradiano di una luce quasi zenitale, conferendo magia alle cose che ospita. Dopo decenni di aspettative deluse, a rendere possibile questo ‘miracolo a Milano' è stata la determinazione di Stefano Boeri, che di Triennale è il presidente, sorretta dalla volontà del Consiglio di Amministrazione dell’omonima Fondazione e da quella del comitato scientifico composto da Paola Antonelli, Mario Bellini, Andrea Branzi, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Claudio Luti, Fabio Novembre, Patricia Urquiola, con il sostegno del MiBAC.   Il Museo del Design Italiano, con la direzione artistica dell’architetto inglese Joseph Grima (dal 2011 al 2013 il più giovane direttore di Domus), in questa fase d'esordio, si intitola ‘Parte Prima’ e ospita 200 pezzi, risalenti tutti ad un periodo compreso tra il 1946...

In mostra a Milano il multiverso belliniano / Mario Bellini, o della Bellezza

In Giappone vige il divieto di proiettare l’ombra di un edificio sul terreno del vicino. Pare che il problema si possa ovviare in due modi: o acquistando dal proprietario del terreno il diritto di proiettarvi l’ombra, oppure con un colpo di genio. A raccontare di questa peculiarità giapponese è Mario Bellini (1935), mentre illustra il modellino del Tokyo Design Center, edificio da lui progettato nel 1991, esposto nella bella mostra che Milano, la sua città natale, finalmente gli dedica.   Plastici del Tokyo Design Center, 1991. Sotto: alcuni scorci del Tokyo Design Center.      La retrospettiva, intitolata Mario Bellini. Italian Beauty e curata da Deyan Sudjic, Ermanno Ranzani e Marco Sammicheli, cade a trent'anni di distanza dalla mostra che gli dedicò il MoMA di New York, incentrata sulla sua attività di designer (con 25 suoi pezzi già inclusi nella collezione permanente di quel museo). La rassegna milanese, allestita in Triennale, e visitabile fino al 19 marzo, accanto agli oggetti di design, presenta invece l’intero “multiverso belliniano”, che si compone della sua architettura – alla quale egli ha atteso a partire dal 1989 –, dei suoi interventi...

La luce di Giotto

La mostra Giotto, l’Italia, a cura di Serena Romano e Pietro Petraroia, allestita a Palazzo Reale a Milano (fino al 10 gennaio 2016), è semplicemente bellissima. Costituisce l’occasione unica per vedere assieme quattordici opere di Giotto (anche se lo stupendo Polittico di Santa Reparata, come sostenne Giovanni Previtali, andrebbe attribuito a “un parente di Giotto”). Perfetto è l’allestimento di Mario Bellini che colloca i dipinti su semplici altari di ferro ossidato scuro e li illumina, finalmente, nel modo più consono ad apprezzarne appieno i colori che si stagliano sull’oro. Le sale sono buie: solo i cinque maestosi polittici e gli altri dipinti brillano come se fossero immersi in isole di luce.  Così esposti i lavori di Giotto emozionano e quasi stordiscono e, allo stesso tempo, restituiscono un piacere raro e profondo nel vedere: il Figlio che agguanta il mento severo della Madre quasi per attirare la sua attenzione (Polittico di Santa Reparata), oppure le afferra contemporaneamente mento e indice sinistro (si sono salvate solo le piccole braccia che toccano una donna paffuta e perplessa nella Madonna con bambino di Borgo San Lorenzo), o le agguanta l’orlo del...

Expo: Ricominciamo

La lunga coda che il 25 agosto si snodava davanti a Palazzo Reale era il segno di una rentrée anticipata per molti milanesi. L'occasione era l'opening della mostra La grande madre, organizzata dalla Fondazione Trussardi a Palazzo Reale, virtuoso esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Il tema della mostra, l'archetipo della grande madre mediterranea e non solo, era così smisurato che si era sommersi dai materiali, spesso preziosi e inaspettati, ma col sospetto che il tema andava forse calibrato un po' meglio (scherzando suggerivo La grande zia). Ad ogni modo è una bella mostra ed è stata l'occasione per verificare la prevalenza degli abbronzati sui visi pallidi.   Diverso, meno da happening, il clima che si respirava nell'altra mostra che si apriva a Palazzo Reale qualche giorno più tardi, Giotto e l'Italia, dedicata al padre della pittura italiana. "Con Dante e Giotto le arti in Italia nascono adulte" era una frase che si mandava a memoria a scuola e la mostra ne dà conferma. L'allestimento di Mario Bellini offre la possibilità di vedere da vicino memorabili polittici, ma...