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Matt Damon

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Sopravvissuto

Il buco nel ventre è sempre quello. Solo che stavolta, 36 anni dopo, venti, forse anche di più film dopo, con in mezzo una carriera intera e mille strade intraprese, abbandonate e poi riprese ancora, dal ventre che in Alien partoriva un mostro non esce più nulla di estraneo, ma, anzi, ciò che esce, sangue, acqua e aria, aiuta a tenere in vita nell’atmosfera irrespirabile di Marte. 36 anni dopo, con in mezzo pure un altro film di fantascienza, Prometheus, che della saga di Alien dovrebbe essere una spiegazione originaria, nel cinema di Ridley Scott un buco nella pancia si chiude e si cura. O meglio, si pinza, perché su Marte non ci si può permettere tutto ciò che serve, ma ci si deve in qualche modo arrangiare. Se si vuole sopravvivere, bisogna trovare un modo. E se si crede di essere soli, in realtà non lo si è, perché dentro di sé in realtà non lo si è mai, soli, ma a tenere compagnia ci sono le cose studiate, apprese, sperimentate, provate, applicate nel corso di una vita intera.     In Inside Out l’accumulo è di ricordi e di emozioni; in Sopravvissuto...

Soderbergh. Dietro i candelabri

Nel 1977, in piena epoca disco music, il giovane Scott Thurson diventa l'amante e assistente di Liberace, pianista e showman, noto anche per i suoi costumi di scena vistosi e sfavillanti. Liberace, solo il cognome, per fare di sé un'antonomasia, era talmente popolare da essere citato in due canzoni molto famose, My baby just cares for me, che ne evocava il sorriso, e Mr. Sandman, dove le Chordettes cinguettavano: “Mr. Sandman, bring us a dream/Give him a pair of eyes with a come-hither gleam/Give him a lonely heart like Pagliacci/And lots of wavy hair like Liberace”. Il virtuoso del pianoforte era ben impresso nell'immaginario collettivo americano come oggetto del desiderio femminile, sufficientemente innocuo da piacere a tutti, e da diventare anche una star televisiva.   A dargli corpo e voce nel film di Steven Soderbergh è Michael Douglas, e l'aderenza tra il corpo dell'attore appena guarito da un cancro alla gola e quello dello showman non più giovane, terrorizzato dalla vecchiaia e dalla morte, dà ancora una volta la prova del metodo mimetico di Hollywood come legge della recitazione.  ...

Berlinale

Si è da poco concluso il festival del cinema di Berlino, tra le critiche che la vedono come una manifestazione troppo poco commerciale (eppure è il festival cinematografico con la più alta partecipazione di pubblico al mondo) e alcuni dei premi assegnati a piccoli grandi film. Ecco cosa ha visto una nostra collaboratrice, tra i film della competizione ufficiale.     W imie… di Malgoska Szumowska   Il concorso della Berlinale è stato aperto da un film polacco che riconferma la tendenza del festival ad aprirsi al cinema dell’est europeo. Escluse alcune vedute della campagna estiva, tanto assolata e affollata di campi di grano da far impallidire la produzione nostrana post Io non ho paura, il lavoro della Szumowska lascia parecchio perplessi. Un prete cattolico molto energico viene trasferito in una piccola parrocchia di provincia che è anche sede di un riformatorio per giovani problematici. L’estate è calda e, si sa, scalda anche gli animi più pacati. I ragazzi giocano a pallone ma sono irrequieti. Irrequietissimi, perché omosessuali! La morale del film si dispiega tra il...

#140cine: da venerdì 8 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 8 giugno (e anche un po’ prima) in sala: 7 Days in Havana di Laurent Cantet, Benicio Del Toro, Julio Medem, Josh Hutcherson, Daniel Brühl, Emir Kusturica, Ana de Armas, Elia Suleiman (7 Days in Havana, Francia, Spagna 2012) #140cine 7 giorni, 7 (a volte ottimi, a volte medi) registi, 7 (non sempre ottimi) corti. Idea vecchia, città stupenda. La mia vita è un zoo di Cameron Crowe (We Bought a Zoo, Usa 2011) #140cine Ci prova da tempo, Cameron Crowe, ad aggiornare il vecchio mélo. Non che gli riesca, però ci mette l'impegno. W.E. - Edward e Wallis di Madonna (id., Gb 2011) #140cine Mancava in effetti una storia di principi e principesse all’universo queer di Madonna: fatta anche questa. Project X - Una festa che spacca di Nima Nourizadeh (Project X, Usa 2012) #140cine Dopo le due notti da leoni, ecco quella da coglioni totali: e naturalmente in patria si fa gara a imitare. In...

#140cine: da venerdì 1 giugno al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 1 giugno (e anche un po’ prima) in sala: La guerra è dichiarata di Valérie Donzelli (La guerre est déclarée, Francia 2011) #140cine Lei, lui, il figlio. La malattia. Una storia vera e senza pudore. Cinema eccessivo, puro, straordinario. Margaret di Kenneth Lonergan (id., Usa 2011) #140cine Lisa è giovane, inquieta e ha visto una cosa terribile. Ma il film non è un horror. È l’urlo di un mondo ferito. Attack the Block - Invasione aliena di Joe Cornish ( Attack the Block, Gb 2011) #140cine E se i Goonies tornassero e sfidassero alieni fosforescenti nella periferia graffitara di Londra? Una chicca. In sala dal 30 maggio Il Mundial dimenticato di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni (Italia-Argentina 2011) #140cine Soriano, il mondiale in Patagonia, i mapuche. Ora tutto questo è un doc. E merita di essere visto. Love & Secrets di Andrew Jarecki (All...