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Michel Gallimard

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Il platano dei poeti

Era il 4 gennaio 1960: Albert Camus si schiantava contro un platano a bordo della Facel Vega guidata dal suo editore, Michel Gallimard. Il rettilineo, nei pressi di Villebin, invitava la sportiva coupé di lusso (ce la immaginiamo rossa) a lanciarsi in velocità verso Parigi. Certo, il malcapitato platano non poteva togliersi di mezzo, ma mi è sempre spiaciuto associarlo alla morte di Camus.     In Francia, le carreggiate fiancheggiate da platani maestosi sono tuttora frequenti e percorrere, con andatura da crociera, lunghi tratti scortati da queste sentinelle in tuta mimetica procura un senso, non dirò di sicurezza – ché suonerebbe provocatorio – ma certo di conforto.   In Italia è raro trovare grandi platani che distendano le ampie braccia alla campagna – li hanno usati per impiantiti e logge – ma sono frequenti nelle alberature cittadine, benché annualmente mortificati da costrittive potature. Insopportabile poi il costume di potare a candelabro alberi così naturalmente, potentemente protesi verso l’alto. Lasciati crescere in libertà, meglio se isolati e con lo...

L’ultimo viaggio di Albert Camus

“Il Mediterraneo ha la propria tragicità solare che non è quella delle nebbie. Certe sere, sul mare, ai piedi delle montagne, cade la notte sulla curva perfetta d’una piccola baia e allora sale dalle acque silenziose un angosciante senso di pienezza. In questi luoghi si può capire come i Greci abbiano parlato della disperazione solo attraverso la bellezza e quanto essa ha di opprimente. In questa infelicità dorata la tragedia giunge al sommo”. (da Albert Camus, L’esilio di Elena)   Il doppio filo che lega parola e paesaggio, nei grandi poeti, è difficilmente districabile. La scrittura rispecchia i luoghi sia descrivendoli che, in un senso più profondo, riflettendoli in una forma, assorbendoli nel proprio respiro. In questo senso, è il paesaggio stesso a dettare la parola, a tradursi in ritmo, pensiero, a divenire un criterio di stile.     Sarebbe difficile pensare al canto della Terra Desolata eliotiana senza lo sfondo complesso e stratificato delle irreali metropoli dell’occidente. Lontano dalle fascinazioni dell’invisibile, dalle torbide alchimie di Praga, senza dubbio...