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Michel Onfray

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Saggezza / Ancora sulla filosofia come Prozac

Alcuni anni fa ebbe un certo successo un libro di pratica filosofica, Platone è meglio del Prozac, di Lou Marinoff. L'idea era che la saggezza degli antichi filosofi può aiutare nella soluzione dei problemi della vita moderna: una bella terapia a base di Platone, e via. Ci riprova Michel Onfray, questa volta, con il suo Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano (Ponte alle Grazie 2019, traduzione di Michele Zaffarano di Sagesse. Savoir vivre au pied d'un volcan, Paris, Flammarion, 2019).    Un cinico dichiarato   Gli anni '80 e '90 del Novecento furono un momento di rilancio del cinismo, antico e moderno. Esso servì per lanciare nel panorama scientifico e nella sua eco mediatica due filosofi, che da allora non ne sono più usciti: uno è Peter Sloterdijk, con la sua Critica della ragion cinica, 2 voll. usciti in Germania nel 1983 e tradotti in Italia nel 1992, lo stesso anno in cui usciva la traduzione italiana del libro del secondo, Michel Onfray, Cinismo. Principi per un'etica ludica (mentre l'originale era del 1990 e si intitolava Cynismes. Portrait d'un philosophe en chien). Autori entrambi molto prolifici (in senso cartaceo), a loro volta cinici e provocatori...

Silenzio, di John Cage / L’orecchio dissoluto

Dietro Silenzio di John Cage, di cui Il Saggiatore ha da poco pubblicato una nuova edizione (traduzione di Giancarlo Carlotti, una prefazione inedita in italiano di Kyle Gann, 318 pagine, € 42,00) non c’è, stando all’autore, una volontà di stupire, ma una pulsione poetica. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1961, quando Cage aveva quarantanove anni e una fama circoscritta alla cerchia dell’avanguardia colta d’America. Raccoglie una serie di articoli, di conferenze e di saggi scritti da Cage sull’arco di un quarto di secolo, 1937-1961. In un recente articolo apparso sul New Yorker a firma Burkhard Bilger (Extreme Range – The vocal experiments of Roomful of Teeth), Brad Wells, fondatore e direttore dell’ensemble vocale Roomful of Teeth, citando il compositore olandese Louis Andriessen, sottolinea come il grande progetto della musica del Ventesimo Secolo sia consistito nel liberare gli strumenti dai suoni che erano loro prescritti. John Cage fu, di quel progetto di liberazione, uno dei più convinti sostenitori. Non solo si preoccupò di liberare gli strumenti dai suoni ch’erano loro prescritti (si pensi soltanto al pianoforte preparato di cui fu, se non proprio l’inventore...

Post-anarchismo

Che tempi sono questi? Sono i tempi delle proteste in Turchia, in Bulgaria e in Brasile, i tempi di Anonymous, del movimento No Tav e dalle lotte in difesa dei beni comuni. Forse gli anarchici non sono più meno dell'uno per cento, come cantava Léo Ferré, ma certamente coloro che si interrogano criticamente sui presupposti teorici e sui fondamenti delle pratiche anarchiche non sono molto numerosi. Stranamente, verrebbe da dire, perché questa modalità di mettersi in discussione fu inaugurata da un gigante dell'anarchismo classico, Errico Malatesta (e da Camillo Berneri subito dopo) che già nel 1920, sulle pagine di Umanità Nova scriveva «L'anarchia non si fa per forza: volerlo, sarebbe la più balorda delle contraddizioni». E un paio di anni dopo «L'anarchia è l'ideale che potrebbe anche non realizzarsi mai, come non si raggiunge mai la linea dell'orizzonte […], l'anarchismo è metodo di vita e di lotta e deve essere, dagli anarchici, praticato oggi e sempre, nei limiti delle possibilità variabili secondo i tempi e le circostanze». C'è da...

Filosofia e cucina

I filosofi in cucina di Michel Onfray (Ponte Alle Grazie, 2011) appartiene a quel filone letterario dove il cibo sembra ormai essere diventato “ingrediente indispensabile”.   In questi anni, nella saggistica come nella narrativa, il cibo e l’alimentazione sono stati presenti come semplice pretesto, corollario per un auspicabile aumento di interesse, ma anche come tema principale e quasi in tutte le forme possibili. Una tendenza e una “moda” di cui le società ricche sono testimonianza, a ulteriore dimostrazione di come la nostra sia una società del cibo pensato almeno quanto (in eccesso) del cibo consumato.   Il libro di Onfray tuttavia si colloca su di un piano diverso perché va diritto al legame tra cibo e pensiero, tra cibo e conoscenza, in una delle espressioni più feconde della nostra civiltà, vale a dire quella filosofica. Il sottotitolo – Critica della ragione dietetica – appare peraltro più indicativo a far comprendere gli aspetti filosofici legati alla scelta del cibo che quelli appunto dietetici.   Se per definizione dell’autore il libro è anche...