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Piergiorgio Bellocchio

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Omaggio a un maestro / Gli ottant’anni di Luca Baranelli

Nel primavera del 1939, per esorcizzare l’incubo di una guerra che sentivano sempre più imminente, Piero Calamandrei e alcuni amici (Sandrino Levi, Luigi Russo, Pietro Pancrazi e altri) presero l’abitudine di fare lunghe passeggiate domenicali per la campagna toscana. Il calore della conversazione scioglieva per qualche ora l’angoscia del tempo presente. Luca Baranelli allora aveva 3 anni, viveva a Siena un’infanzia felice e Calamandrei l’avrebbe conosciuto più tardi, quando, non ancora maggiorenne, militò in Unità Popolare, una formazione di derivazione azionista che contribuì a non far passare la “legge truffa” nelle elezioni del 1953.   Il calore dell’amicizia la ritrovo, attraversando in treno la campagna toscana, quando incontro a Santa Maria Novella Francesco Ciafaloni (forse il più caro amico di Luca), Didi Magnaldi e il gruppo di torinesi che sta raggiungendo Siena per la festa a sorpresa organizzata per celebrare gli ottant’anni di Luca. Francesco, di un anno più giovane, ci diffida di organizzare qualunque festa a sorpresa per i suoi, di 80.   Stiamo arrivando a Siena da Roma, Milano, Napoli, Torino, Piacenza, Liguria, Marche, varie città della Toscana e forse...

Grande è il disordine sotto il cielo

È uscito in questi giorni presso le Edizioni dell’asino, Soli e civili di Matteo Marchesini, una serie di ritratti d’intellettuali, scrittori e poeti spesso dimenticati, ma che hanno fatto la storia della cultura italiana, da Alberto Savinio a Piergiorgio Bellocchio, da Franco Fortini a Luciano Bianciardi. Pubblichiamo di seguito la prefazione al volume di Goffredo Fofi.   Goffredo Fofi, Grazia Cherchi, Piergiorgio Bellocchio.   Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è confusa e la crisi avanza, e non riguarda soltanto l’economia; è forse, prima di tutto, una crisi di modelli, di idee, di morali. Di “cultura”, in senso antropologico e in senso cognitivo. In un paese che non ha vissuto l’esperienza della Riforma e che non ha fatto la Rivoluzione borghese, che ha alle spalle una tradizione municipale piuttosto che statale, che va dalle Alpi al mar d’Africa e che si apre verso Oriente quanto verso Occidente, ma che ha subito nel Novecento l’impatto micidiale dell’american way of life, le tradizioni sono deboli e le leggi incerte – tante e contraddittorie....