Il tuo due per mille a doppiozero

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Pio XII

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Un libro di David Bidussa / Pio XII e gli ebrei

A che punto è la penombra? Ovvero, ha ancora un senso interrogarsi sulla condotta di Pio XII e, più in generale, sul Vaticano negli anni dello scontro tra i «totalitarismi», quello nazifascista e quello stalinista, cercando di identificare la sua specifica condotta rispetto ad una serie di questioni dirimenti, a partire dal rapporto con il mondo ebraico, sottoposto ad una torsione stritolante, culminata nello sterminio delle comunità presenti nei paesi occupati da Hitler? Non di meno, come ci si deve adoperare, qualora si torni su un tale ordine di problemi, per evitare di ripetere il già detto, spesso all’insegna di uno stanco sensazionalismo?   «Nel 1975-1976, alla mia richiesta se esistesse una direttiva scritta della Santa Sede, i religiosi da me interrogati rispondevano con ironia di fronte ad un giovane ricercatore in cerca di documenti probanti: “la vita allora era complicata e chi avrebbe fabbricato allora una prova scritta davanti ai tedeschi?”». Così lo storico Andrea Riccardi, tra i maggiori esponenti della Comunità di Sant’Egidio, nella sua ricerca dedicata all’occupazione tedesca di Roma nel 1943-44 e al rapporto con la Santa Sede rispetto al destino della...

Il presidente apostata. L'esame di maturità

Quando mi era stata comunicata la notizia, ai primi di giugno, all’inizio avevo pensato ad uno scherzo: nominato presidente di commissione agli esami di maturità presso il liceo linguistico della scuola cattolica più prestigiosa della città. La voce cominciò presto a circolare fra i colleghi e le battute presero a fioccare. Vedrai, lo spirito santo ti farà rinsavire; secondo me non ti lasciano neppure entrare; speriamo abbiano un buon sistema antincendio, coi fulmini che ti crepiteranno fra le tempie ... eccetera. Pochi tuttavia erano a conoscenza della natura profonda del mio sconcerto. Già, non l’avevo raccontato quasi a nessuno, ma già da parecchi anni avevo formalizzato il mio distacco dalla chiesa cattolica attraverso la procedura dello sbattezzo. Ero e sono ormai da tempo un apostata riconosciuto, come alcune migliaia di nostri connazionali, e sono stato quindi scomunicato ufficiosamente – ma per iscritto – con “latae sententiae” e sigillo episcopale. Chiunque fosse interessato all’esercizio di questo elementare diritto civile, reso possibile fin dal 1999 grazie a Stefano Rodot...

Il corpo di Andreotti

Ma Andreotti ha avuto un corpo? Al di là degli occhiali, delle orecchie, della “gobba”, cosa altro ha definito per quasi settant’anni di storia repubblicana la corporeità di uno dei suoi personaggi più celebri? Se la posa, come ha scritto Roland Barthes, è l’affermazione dell’essenza di un individuo, nel caso del Divo Giulio la postura ieratica è stata per molti decenni la prova provata che non possedeva un corpo, o meglio lo nascondeva con efficacia sotto il doppiopetto ministeriale democristiano, prima, e poi gli abiti grigi del nuovo look post-degasperiano di governi più o meno balneari, e di tanti altri incarichi ricoperti da Andreotti con lo stesso passo e la stessa gestualità che avevano i papi almeno fino a Pio XII e a Paolo VI, ultimi eredi di un potere spirituale, e insieme temporale, tutto racchiuso nei riti di Santa Romana Chiesa.     Si racconta che il primo incontro tra il giovane Giulio e il maturo leader tridentino, Alcide De Gasperi, sia avvenuto nelle sale della Biblioteca Vaticana, dove l’austero capo dei popolari aveva trovato rifugio dalla persecuzione del...