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Renato Cuocolo

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Cuocolo/Bosetti, il teatro della porta accanto

La poesia è riconoscere una voce che gli altri non sentono. Continua anche se ti fermi, ti raggiunge ovunque guardi. Roberta Bosetti, con il tono di un soffio di vento, calma e serena, ci legge in cuffia Emily Dickinson e Pistoia e il mondo sono qualcosa di magico, da cogliere nel suo movimento. La parola è tutt’uno con il segreto, che sentiamo nostro, come se anche noi l’avessimo potuto dire. Sfiliamo in processione e la città, che non ha orecchie, ci guarda e non capisce. Dei ragazzini si avvicinano, si fanno il segno della croce, ridono e scappano via. Se è religione, rito, celebra l’uomo, non Dio. Il silenzio di quel gruppo in ascolto di visioni quotidiane non è vita dopo la morte, è vita durante la vita.   La Serata Dickinson, in scia con i radio-walkshow di Carlo Infante, ha inaugurato il mese di febbraio dedicato dal Funaro alla compagnia italo-australiana Iraa Theatre di Renato Cuocolo, regista, e Roberta Bosetti, attrice. Si sono poi succeduti gli spettacoli The Secret Room, MM&M, in anteprima, in forma di studio, esito della residenza artistica nel Centro Culturale pistoiese, e un laboratorio dal...

Le stanze degli intimi supplizi

Tutti vanno e vengono, in genere. In casa, per strada. Si imbattono distratti infastiditi ciechi oppure compassionevoli invadenti moralisti nei guai degli altri, nel soffrire. In Invidiatemi come io ho invidiato voi c’è una donna ormai fatta cagna che ha perso tutto, che sviene per strada, che si confessa in chiesa: è un prima, o forse un dopo che viene fuori a poco a poco, aggalla dalle chiacchiere della gente, piano piano focalizzando sulla cognata, sul marito ebete e imbecille (interpretato dal drammaturgo e regista, Tindaro Granata); lei voleva l’amante, lei voleva farsi vedere, lei voleva tirarsi su, farsi invidiare dopo avere invidiato, e tanto tiene a quell’uomo che la compra, che gli dà in pasto la sua bambina, fa finta di non capire che l’uomo che lei vuole è un porco, un pervertito, un pedofilo che forza la sua bambina giorno dopo giorno e mese dopo mese. In un tempo in cui il teatro contemporaneo ha esaurito una stagione di effetti speciali emozionali, corporei, coreografici, audiovisivi, suggestivi, sonori, luministici, molto teatro al Festival delle Colline Torinesi diretto da Sergio Ariotti è ritornato al...

Teatro da camere

Devi fare un piccolo viaggio, per incontrare Roberta torna a casa. Andare a Vercelli, perché Roberta Bosetti, che è metà dell’IRAA Theatre con Renato Cuocolo, è stata bambina qui. Sua madre viveva sulla ferrovia. In una casa di decoro urbano post-contadino, la casa che è la casa di tutto il nostro essere piccolo-borghesi figli e nipoti di guerra, sofferenze, maestre crudeli, adulti insensibili.   Arriviamo alla spicciolata. Quando ci siamo tutti, dieci, suoniamo al campanello. Ci apre Renato, come se ci avesse invitato a cena: sopra ci aspetta Roberta. È bellissima, come sempre in tutti gli spettacoli che questa coppia geniale ha concepito nel suo esilio teatrale in Australia, Melbourne, e che ora porta qui, al Festival Delle Colline e poi e Milano (ospite di “Da vicino nessuno è normale” dal 28 giugno al 21 luglio): “Questi spettacoli sono basati sull’utilizzo della casa privata in modo tale da esporre lo spazio domestico e personale allo sguardo estraneo dello spettatore a cui è permesso accedere a quell’intimità normalmente preclusa. La casa non è una scenografia...