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Riccardo De Bonis

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Dati, modelli e un nuovo paradigma culturale / Chi ha paura dei data scientist? Numeri e pandemia

Dopo un’inattesa love story (o una, ancor più inaspettata, trust story) tra Paese e istituzioni, durata appena il tempo d’una prima ondata, il prevedibile “ritorno” autunnale del coronavirus ha resuscitato i profondi dubbi dell’opinione pubblica italiana sulla capacità delle proprie istituzioni e classi dirigenti di gestire situazioni di crisi che richiedono soluzioni sistemiche. Tanto ammirevole è stata la gestione dell’emergenza in primavera – non era semplice, primi in Europa, decidere in favore di soluzioni tanto radicali e potenzialmente impopolari – quanto chiari sono adesso i limiti del governo nel pensare soluzioni che vadano oltre l’orizzonte temporale immediato. La natura dell’epidemia è infatti tale che tentare di limitare, oltre che la catastrofe sanitaria, quella economica, richiede la capacità di pensare a lungo termine e in potenza: per previsioni e per ipotesi.    Sono due, infatti, le caratteristiche fondamentali di questa (e non solo questa) pandemia.  La prima è la condizione di costante e radicale incertezza in cui il virus ci pone, dovuta alla complessità delle dinamiche di diffusione e alle scarse conoscenze finora accumulate. Quando e come un...

Uno strumento per pensare / Moneta. Dai buoi di Omero ai bitcoin

Ci voleva un libro così, perché le baggianate che si dicono sulla moneta sono talmente tante (e grosse) che rischiano veramente di farci andare a sbattere contro un muro. Tutti noi abbiamo sentito, magari più volte, almeno uno di questi slogan: torniamo all’oro, aboliamo le banche centrali, moneta del popolo, sovranismo monetario, dittatura dei banchieri. Forse ne ho dimenticato qualcuno.   Il libro che ci invita a ragionare su questi temi partendo da basi solide, e che vado a commentare, si intitola Moneta. Dai buoi di Omero ai Bitcoin. È edito dal Mulino ed è stato scritto da Riccardo De Bonis e Maria Iride Vangelisti. Questi due di moneta se ne intendono. Lavorano entrambi alla banca centrale, che poi sarebbe la Banca d’Italia, quella che stampa le banconote. Ah! Orrore! Sento le grida. Ma come, un libro scritto dai colpevoli, dai ladri della moneta popolare! Certo, certissimo, un libro sulla moneta scritto da chi ci lavora. Come dire: un libro sul morbillo scritto da medici, o un libro sugli ascensori scritto da ingegneri. Che sacrilegio!    Il primo strumento che gli autori ci mettono in mano, strumento che permette al lettore di impostare un ragionamento in...