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Rudolf Arnheim

(5 risultati)

Radiogenie / Quando la radio faceva scuola

In mezzo alle tante emergenze suscitate dal Coronavirus la chiusura delle scuole è arrivata abbastanza all’improvviso e si prospetta molto lunga. Allora come mandare avanti le lezioni alle elementari, alle medie, alle superiori, all’Università senza la compresenza in classe di docenti e studenti? Quali tecnologie e piattaforme utilizzare? Non è la prima volta che in Italia, nell’epoca della riproducibilità tecnica, le lezioni vengono sospese così a lungo e su tutto il territorio nazionale, per causa di forza maggiore. C’è almeno un precedente, seppur di natura assai diversa, e anche in quel caso ci si interrogò sui possibili rimedi.   Nell’inverno del 1942-43, in conseguenza delle difficoltà della guerra, furono chiuse le scuole. Il ministro Bottai, sotto il cui controllo era rientrata qualsiasi attività radiofonica in ambito educativo, predispose un esperimento di «radioscuola»: al posto delle lezioni in classe, programmi radiofonici da ascoltare in casa (naturalmente solo per chi disponeva di una radio o per chi riusciva a organizzarsi con altre famiglie). Immaginate una barca senza remi. Sarà sbattuta di qua e di là dalle onde o dal vento. L’insegnante potrà costruire la...

Giuseppe Di Napoli / Leonardo. Lo sguardo infinito

Leonardo. Lo sguardo infinito è il titolo dell’ultimo saggio di Giuseppe Di Napoli (Einaudi, Torino 2019). Nel corso della presentazione del libro alla galleria Milano, qualcuno porta l’attenzione sul segno d’interpunzione che nell’indice del libro separa “Leonardo” da “Lo sguardo infinito” e sul punto conclusivo che, di conseguenza, ci si aspetterebbe.      “Perché hai tolto il punto?” viene chiesto all’autore del saggio, insinuando che il vero soggetto del libro non sia Leonardo ma lo sguardo, appunto infinito, oggetto di altrettante infinite discussioni, avute in precedenza con Di Napoli, il geniale Narciso Silvestrini e altri amici: un gruppo di artisti, letterati, docenti e intellettuali che si riunivano in simposi improvvisati presso le bettole più sgangherate della Brianza e di Milano.  Di Napoli sorride cogliendo ciò che la domanda sottende in termini non solo di contenuti ma anche di rapporti e amicizia, che rifluiscono nel lavoro intellettuale e lo alimentano.   Il punto geometrico, spiega Di Napoli, è un’astrazione così come lo è la linea. Non percepiamo linee nere che circondano gli oggetti ma solo discontinuità tra superfici diversamente...

Prendere le misure e calcolare i rapporti / La nuova didattica: muoversi verso un'idea

A0, A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7, A8, A9, A10. Sono i formati dei fogli sui quali scriviamo e disegniamo. Tagliando a metà un formato nel senso della larghezza si ottiene quello successivo, in modo tale che il rapporto tra il lato maggiore e il lato minore del primo sia uguale al rapporto tra lato maggiore e il lato minore del secondo. In termini matematici, se consideriamo “a” il lato maggiore e “b” quello minore,  si ottiene la proporzione: a:b = b:a/2. La gabbia o griglia compositiva usata per impaginare gli elementi grafici e/o testuali su un foglio da disegno come su una pagina tipografica discende da questa proporzione, che si può tradire ma non ignorare.   Tra il 29 novembre 2012 e il 13 gennaio 2013 fu allestita a Milano (Palazzo Reale) la mostra Giulio Einaudi. L’arte di pubblicare dedicata alla collana I Coralli. La mostra si focalizzava sul legame tra Giulio Einaudi e le arti visive. Tra i materiali esposti si potevano ammirare i nove Coralli della Serie Bianca progettati dall’artista Giulio Paolini e stampati tra il 1976 e il 1978. I volumi non erano rifilati e perciò il lettore doveva tagliare le pagine con un tagliacarte ottenendo un contrasto tra il ruvido-...

Una storia del rumore

"Ovunque siamo, quello che ascoltiamo è soprattutto rumore. Quando lo ignoriamo, ci disturba. Quando ci mettiamo ad ascoltarlo, ci affascina". (John Cage, 1937)   Primi di marzo. Marrakech. Sto entrando per la prima volta in una delle piazze più grandi del mondo, Jamaa el Fna. Arrivandoci da uno degli stretti vicoli della Medina, affollati dal rumore di motorini e radioline dei negozi, vengo improvvisamente invaso da un paesaggio sonoro inedito e abbacinante, composto di zoccoli di cavalli, flauti di addomesticatori di serpenti, canti di narratori locali, urla, muezzin, venditori. Ancora oggi, a distanza di settimane, è il suono di quella piazza quello che mi rimane più in testa. Così come di Istanbul ricordo subito i canti che si innalzavano assieme dalle tante moschee della città.   Tutti noi, se ci pensate bene, conserviamo un ricordo sonoro dei luoghi in cui siamo stati o in cui siamo cresciuti, quello che il teorico dei media Rudolf Arnheim chiamava l' “immagine acustica” di un luogo e che il musicologo canadese Raymond Murray Schafer chiama il “paesaggio sonoro”.   Siamo...

Londra: La radio sullo schermo

Sono dentro la nuova Broadcasting House della BBC, in Portland Place, Londra. Sto entrando negli studi della radio. Per quelli come me è come essere dentro una cattedrale gotica del Trecento a dodici navate. Al posto degli affreschi, le foto dei padri fondatori del servizio di broadcasting più famoso del mondo. Al posto dell'altare, i mixer digitali. Al posto del leggio, il primo microfono dal quale tutto ha avuto inizio.     Sono qui insieme ad altri studiosi e producer di radio di tutta Europa, riuniti per un convegno nel college londinese della Sunderland University, uno di quei college che le università britanniche aprono a Londra per attirare i figli dell'upper class globale che hanno solo bisogno di una scusa per trasferirsi a vivere qui per un paio d'anni. Il giorno prima è venuto in visita il direttore di BBC One (la stazione pop creata nel 1967 per contrastare la rivoluzione delle radio pirata e dei dj), Ben Cooper, un uomo atletico tra i quaranta e i cinquanta, con la faccia da marine americano.   Ben Cooper   Il direttore (che qui si chiama controller) esordisce così: “Da piccolo...