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Sylvie e Bruno

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Firenze, 3/9 gennaio / Le amiche geniali

lunedì Guardo le prossime date che abbiamo in calendario: OZ, gennaio-febbraio, alcune matinée coi bambini. Riusciremo a farle? Amica, 8 marzo e poi, di nuovo, a metà mese. Quindi le recite di Sylvie e Bruno. A marzo, dicono, sarà tutto più tranquillo, avremo ormai scavallato il picco. Chissà. Penso che l’Amica si è fermata già al primo lockdown. Dopo due anni, ora, ricomincia a viaggiare: Milano, al Carcano, poi Bologna, all’Arena del Sole.  C’è qualcosa di violento e contro natura nella separazione così lunga da un corpo amato. La vedo proprio così: replicare uno spettacolo è tornare, con trepidazione, all’incontro col corpo di un amante, un luogo conosciuto e al contempo sconosciuto. Ho nostalgia della parte conosciuta, ma ancor più di quella sconosciuta.   martedì Sul tavolo, accanto a me, c’è la mia copia dell’Amica geniale di Elena Ferrante. Ormai è tutta piena di segni, di orecchie, gonfia di letture e immagini. All’inizio, invece, l’immagine era una sola. Si formava con insistenza ai margini delle parole, delle pagine. La ricacciavo, ma lei tornava indietro. Era l’immagine di Fiorenza. Vedevo solo lei e poi vedevo anche me stessa, ma in realtà non sopportavo di...

Artificerie Almagià, 16/20 dicembre / Credi alle fate?

giovedì   Sono passati sei mesi dall’ultima recita di Sylvie e Bruno. Domani sera torniamo in scena a Ravenna, per quattro giorni. Quando riprendi uno spettacolo, al principio ti sembra di non saperne più nulla: non ricordi i gesti, le traiettorie, non sai come prendere le luci. Poi succede qualcosa di strano. Sulla scena ti accorgi che il tuo corpo ne sa molto più di te, c’è una specie di memoria fantasma che ti guida. Mentre Luigi ci indica i punti da segnare con piccole croci fotoluminose sul pavimento bianco, mi torna in mente una scena bellissima del romanzo di Lewis Carroll da cui abbiamo tratto lo spettacolo. C’è Arthur, innamorato di Muriel. E c’è Muriel, innamorata di Arthur. I loro corpi, però, non sanno trovare la strada dell’incontro. Sono in riva al mare, il cielo è coperto da un ammasso di nuvole. Sylvie e Bruno, piccole fate invisibili, guidano delicatamente i piedi e le mani dei due amanti. Sylvie afferra il bastone da passeggio di Arthur e lo sospinge verso un gruppo di fiori bianchi, sulla battigia, là dove passeggia Muriel, tanto che Arthur, che non sapeva bene come comportarsi, crede che quella sia la sua volontà. «L’uomo era totalmente inconsapevole che...