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Tesi di filosofia della storia

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Il passato fa male? / C’è una volta

Una sera, camminando con la mia compagna per le strade di Porta ticinese a Milano, mi è capitato d’imbattermi in una battuta che capeggiava sulla lavagnetta di un’osteria: “l’unico passato che non fa male è quello di veldule”. Confesso che ho “liso” di gusto. Eppure non penso affatto che il passato faccia male, credo piuttosto che sia una grande risorsa se adeguatamente analizzata. Su cosa poggia, dunque, la convinzione che il passato faccia male? Nietzsche, in Così parlò Zarathustra, la riconduce al senso d’impotenza che si prova di fronte a ciò che, essendosi compiuto, ci consegna a uno stato di rassegnata impotenza, come di fronte a quei treni di cui si dice che passino una sola volta nella vita:  «Impotente contro ciò che è già fatto, la volontà sa male assistere allo spettacolo del passato. La volontà non riesce a volere a ritroso; non poter infrangere il tempo e la voracità del tempo – questa è per la volontà la sua mestizia più solitaria. (…)  Che il tempo non possa camminare a ritroso, questo è il suo rovello; “ciò che fu” – così si chiama il macigno che la volontà non può smuovere. (…) Così la volontà anziché liberare, infligge sofferenza: e oggetto della sua...

Museo Archeologico di Napoli / Amori Divini

Qui a Napoli la giornata è afosa. La notte precedente ha piovuto poco, il che ha contribuito a innalzare il livello di umidità. Per rinfrescarsi, un custode del Museo Archeologico ha trasportato su un balcone, oltre il delimitatore di percorso, una sedia sulla quale si è seduto comodamente. Per non annoiarsi, visto che è tutto solo, naviga in rete con un dispositivo mobile. Non c’è problema, nelle sale a lui affidate in custodia ci sono solo cocci che non si è mai saputo bene come ricomporre. L’infranto non si può ricomporre, sosteneva Walter Benjamin nelle sue Tesi di filosofia della storia. Lo sapeva anche Ovidio che i cocci li ha ricomposti per gioco a modo suo. “A dire di forme alterate in forme di corpi mai visti / mi sento sedotto; dèi, ah, date respiro all'impresa avviata”. Dal 10 luglio al 15 settembre 2017 Vittorio Sermonti legge le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone (Ad Alta Voce, RAI, Radio3, da lunedì a venerdì, ore 17).    La lettura ad alta voce aggiunge al testo poetico un tono ironico mettendo in risalto l’inverosimiglianza delle leggende narrate. Perso il suo valore sociale e religioso, il mito è ridotto a un prodotto della finzione poetica che Ovidio...

Carteggi dal naufragio / Hannah Arendt e Walter Benjamin, vita precaria

La pubblicazione postuma di carteggi privati può facilmente incorrere in una deriva scandalistica oggi particolarmente diffusa, per la quale parrebbe essere legittimo frugare negli angoli bui di un’esistenza, rendendo pubblico ciò che appartiene all’intimità di un autore scomparso. Tuttavia, il quadro complessivo che si ricava dalla ricostruzione biografico-teorica presentata nel volume Hannah Arendt, Walter Benjamin. L’angelo della storia (Giuntina, 2017) e curata da Detlev Schöttker e Erdmut Wizisla esula da questo genere di preoccupazioni.   Si tratta, invece, di una composita raccolta di scritti – un’introduzione dei curatori, il saggio di Hannah Arendt su Walter Benjamin, le Tesi di filosofia della storia, lettere e documenti – che traccia una linea di continuità tra il pensiero di Benjamin e le vicende storiche e politiche che hanno segnato tragicamente la sua vita. Tutta l’opera filologica dei curatori è animata dalla necessità di mettere a nudo quella connessione delle piccole cose, che Benjamin stesso ha sempre ricercato nel corso della sua elaborazione teorica. Le connessioni costruiscono una trama di involuzioni ed evoluzioni, che si disvela nel tortuoso...

Immagini di pensiero / Walter Benjamin. Storia

Al pensiero non appartiene solo il movimento delle idee ma anche il loro arresto. Quando il pensiero si arresta di colpo in una costellazione carica di tensioni, le impartisce un urto per cui esso si cristallizza in una monade. Il materialista storico affronta un oggetto storico unicamente e solo dove esso gli si presenta come monade. In questa struttura egli riconosce il segno di un arresto messianico dell’accadere o, detto altrimenti, di una chance rivoluzionaria nella lotta per il passato oppresso. (‘Tesi di filosofia della storia’, tesi Nr.17 in W. Benjamin, Angelus Novus, Einaudi, Torino 1962, pp. 81-82.)   La filosofia della storia benjaminiana realizza una singolare cooperazione tra materialismo e teologia nella lotta rivoluzionaria per una conoscenza autentica e redenta del passato, non innocua per il presente né asservita alla narrazione delle classi dominanti. Il terreno su cui si esplica la compenetrazione tra istanze materialistiche e forza messianica è la critica dello storicismo e del suo modo di intendere il tempo. Solo il messianismo infatti permetterà allo storico materialista di redimere la sopraffazione derivante dalla concezione del tempo come continuum di...