raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

Tom Stoppard

(2 risultati)

The End of the Tour

In Italia non è ancora arrivato, e per il momento non è ancora prevista una sua uscita. Qualche settimana fa la Festa del cinema di Roma l’ha presentato in anteprima europea, e in quell’occasione abbiamo avuto modo di vedere The End of the Tour, il film dedicato all’incontro e alle conversazioni fra David Foster Wallace e David Lipsky e ispirato al libro del 2010 Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta (in originale, Although of Course You End Up Becoming Yourself: A Road Trip With David Foster Wallace), che lo stesso Lipsky ha tratto da un’intervista registrata per la rivista «Rolling Stone» nel 1996 e poi mai pubblicata.   A dispetto della produzione indie che non si discosta troppo dalla medietà stilistica del genere; al di là dell’operazione virata a una nostalgia e una malinconia figlie non tanto della vera personalità di David Foster Wallace, quanto, a posteriori, del suo tragico destino, The End of the Tour è un film sull’anima travagliata e divisa di due scrittori americani, o forse in generale di ogni scrittore e artista; un film sulla guerra sempre persa,...

Microstorie shakespeariane

Tutti conosciamo Amleto, Giulio Cesare, Romeo e il monologo della rosa, la follia di Riccardo III e quella di Re Lear. Ma chi si è accorto della balia di Giulietta, di Polonio, delle fatine che popolano il mondo incantato di Sogno di una notte di mezza estate? O di cosa ne pensavano personaggi non poi tanto secondari, ma non certo protagonisti, come il Fool di Lear, Banquo, Mercuzio o Calibano?   Queste sono storie minori, tagliate, a volte di servizio; ma non per questo meno importanti, senza dover per forza scomodare quel mugnaio Menocchio che ha portato l'italiana microstoria di Ginzburg e Levi alla ribalta del dibattito internazionale. C'ha pensato Tim Crouch, autore-attore di punta della scena britannica contemporanea, a dare voce a chi, nell'opera shakespeariana, non ce l'ha avuta: nella pentalogia – forse destinata a crescere – I, Shakespeare, dove quell'I, “io”, del titolo, davanti al nome del personaggio, suona infatti quasi come una rivendicazione, per un minore o comprimario che per la prima volta nella storia sale sul palco a dire la sua, una propria versione dei fatti. È un taglio stimolante rispetto...