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Urania

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Guida galattica per gli autostoppisti / A spasso per la galassia con Douglas Adams

Chi non vorrebbe andare a spasso per l’universo in autostop? Saltare a scrocco da un pianeta all’altro della galassia; sentire qualcuno che non racconta la solita solfa; innamorarsi di qualche creatura strana e poco pericolosa, diversamente da qui; visitare il “Museo dell’Immaginario demenziale di Maximegalon” (al solo pensiero vado in brodo di giuggiole); nuotare in mari di altri colori sotto cieli con altre stelle, da cui andarsene prima che diventino anche loro consuetudine? In attesa che qualche astronave transiti di qui e ci dia un passaggio, possiamo sempre farci le ossa e imparare alcune nozioni indispensabili leggendo la trilogia in cinque volumi di Douglas Adams (1952-2001), Guida galattica per gli autostoppisti.     La serie, che è poi diventata anche radiofonica, televisiva, film e videogioco, ripete il titolo del primo volume, uscito nel 1979 e subito diventato oggetto di un culto che non mostra sintomi di cedimento, tanto che ad esso sono dedicati siti, club e tutti i parafernalia che attorno agli oggetti di culto proliferano, incluso l’equivalente del joyciano Bloomsday, il “Towel Day” che si celebra ogni 25 maggio, a cui si può partecipare indossando per...

Cyberspazio / William Gibson. Sulla Trilogia dello Sprawl

A metà degli anni ottanta la fantascienza ha subito uno scossone che le ha cambiato radicalmente i connotati, molto più di quanto non avesse fatto il primo vero movimento di rinnovamento, la cosiddetta new wave, che era stato iniziato negli anni ’60 da alcuni autori inglesi (M. Moorcock, J. Merril, J.G. Ballard, T. Dish, a cui vanno aggiunti americani come, tra gli altri, H. Ellison e S. Delany, di cui Urania, nella collana Millemondi, n. 79, ha appena ripubblicato due romanzi della sua geniale produzione giovanile Einstein perduto e Nova) che avevano cercato di azzerare le distanze dalla letteratura mainstream a livello tematico e soprattutto stilistico, ispirandosi alle grandi opere del modernismo. A provocarlo sono stati i libri di alcuni autori quasi tutti nati a cavallo degli anni ‘40-‘50, poi riuniti sotto l’etichetta di Cyberpunk, che comprendeva soprattutto William Gibson e Bruce Sterling, che ne fu anche il principale teorico ancora oggi sulla breccia, e pochi altri, tra i quali Pat Cadigan, Rudy Rucker, Michael Swanwick, Greg Bear… I romanzi che più hanno segnato questa stagione sono stati quelli di Gibson, soprattutto Neuromante, del 1984, vero e proprio incunabolo del...