Categorie

Elenco articoli con tag:

Valeria Golino

(4 risultati)

So a cosa pensi / Céline Sciamma, Ritratto della giovane in fiamme

Mani al lavoro: mani di donna che disegnano e rumore del carboncino sulla tela. Sono le prime cose che ci fa vedere e udire l’inizio di Ritratto della giovane in fiamme, di Céline Sciamma. Poi arriva, fuoricampo, una voce, anch’essa femminile, che dà indicazioni su come definire il contorno e la silhouette, e a quel punto ecco un primo piano: sugli occhi di una, due, tre, quattro giovani che guardano e ritraggono. La loro attenzione progressivamente si sposta sulla maestra/modella di disegno (Noémie Merlant), e poi, dietro di loro, sul ritratto di una giovane donna in riva al mare, raffigurata di spalle, con un abito in fiamme. Lo sguardo di quelle giovani fanciulle in fiore – stavolta non ammirate e sognate, ma messe, loro, in una posizione di osservatrici – precisamente quello sguardo, funziona sia da varco visuale e narrativo sia da cifra espressiva del film che abbiamo cominciato a vedere. Percezione e memoria hanno avviato l’opera, come strumenti di un concerto. Da quel momento parte, in flashback, e per l’intera durata del film, fino alla soglia finale, il racconto della storia dietro a quel misterioso ritratto, che funziona dunque tanto da soggetto quanto da inquadratura....

Maselli alla Milanesiana / Citto, ma come hai fatto?

Con quell’eleganza della quale solo la gentilezza è custode, Citto Maselli ringrazia chiunque incroci il suo percorso. Con due occhi attenti che sembrano stare perennemente dietro all’amata cinepresa, intenti a fendere il mondo, cercando di trovarne una chiave di lettura. Sulla soglia degli 89 anni, nei giorni scorsi il regista romano è stato ospite del festival La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi; un’occasione per tornare ad attraversare il suo cinema attraverso pellicole come Gli sbandati (1955), Gli indifferenti (1964), Il sospetto (1975) e l’ultimo lavoro Le ombre rosse (2009), intrise di impegno e ideologia, di desiderio e rivoluzione, con una coerenza che oggi lo rende uno dei grandi maestri della tradizione cinematografica italiana.    Milano l’ha omaggiata con un meritato premio alla carriera. Come si sente quando la chiamano Maestro? È una parola che mi fa sempre un po’ ridere, mi lascia attonito. Recentemente Valeria Golino ha dichiarato che ogni volta che ha un dubbio dietro alla macchina da presa si chiede “Citto come l’avrebbe fatta?”. Mi ha colpito perché era la domanda che mi facevo pensando a Visconti, quando avevo dubbi sulla scena mi...

Come il vento

È  una similitudine il titolo del nuovo film di Marco Simon Puccioni, nelle sale dal 28 Novembre: Come il vento, il film sulla vita di Armida Miserere, tra le prime donne italiane a essere direttrice di carcere. Diversi, per la verità: Milano-Opera, Parma, Pianosa, Palermo e infine Sulmona, dove muore suicida nel 2003. È una storia struggente e forte, interpretata da una Valeria Golino che, dopo aver vestito i panni di una detenuta in semilibertà in Giulia non esce la sera, ora si trova a rivestire un ruolo opposto.     Sono anni “caldi” per la giustizia italiana quelli in cui trova ambientazione il film: si tratta del periodo compreso tra la fine degli anni '80 e l’affacciarsi del nuovo millennio. Anni consacrati alle indagini sull’antimafia, fuori e dentro le carceri stesse. Proprio in queste maglie aggrovigliate si nascondono infatti i colpevoli dell’omicidio di Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera e compagno della Miserere.     Dopo questa morte, la vita della donna si trasforma in una rincorsa sfiancante verso la giustizia. La ricerca dei responsabili diviene...

In Treatment in Italy

Arrivano ed entrano, si siedono sul divano di fronte al terapeuta mentre i cellulari suonano ancora, anche se il bicchiere d’acqua, già pronto sul tavolo, indica che è possibile prendere fiato. Ma è faticoso cambiare ritmo, rallentare, entrare in contatto con quel tempo altro che la stanza d’analisi è pronta ad accogliere. In Treatment in versione italiana si annuncia con la stessa colonna sonora e con lo stesso titolo della serie televisiva statunitense della Hbo, prodotta da Rodrigo Garcia nel 2008. Il contenitore è quello, il suo contenuto, nonostante la sceneggiatura riprenda fin troppo l’originale, non può non cambiare. Perché se soggetto dell’analisi è l’umano, dunque l’universale, la realtà psichica è però un dato storico e culturale. E In Treatment in Italy appare più convincente proprio quando la situazione analitica riesce a rappresentare esperienze e storie di vita tipiche del caso italiano.     Lunedì arriva Sara (Kasia Smutniak), un medico in confusione sentimentale, martedì Dario (Guido Caprino), un maresciallo dei...