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Vittorio Foa

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Patto tra generazioni / Che memoria nell'era della post-memoria?

C’è una pietra scolpita nella casa che fu di Nuto Revelli, ora diventata Fondazione: a lungo è stata seminascosta sul ciglio in legno del divano a fiori del luminoso soggiorno. Riporta i versi che Primo Levi vi aveva scolpito, dedicandola agli amici Mario Rigoni Stern e a Nuto stesso, a suggello della comune drammatica esperienza negli anni del fascismo:                                                     A Mario e a Nuto   Ho due fratelli con molta vita alle spalle / nati all’ombra delle montagne. / Hanno imparato l’indignazione / nella neve di un Paese lontano, / e hanno scritto libri non inutili. / Come me hanno tollerato la vista / di Medusa, che non li ha impietriti. / Non si sono lasciati impietrire / dalla lenta nevicata dei giorni.   Quelle parole, scolpite non casualmente nella pietra, alludono con forza a un patto di memoria tra chi non ha dimenticato, essendo sopravvissuto allo sguardo pietrificante di Medusa ad Auschwitz come nella maledetta campagna di Russia. Non era scontato, infatti, il contraccolpo...

Addio Luca Ronconi, maestro di utopia

Se ne è andato poco prima di compiere ottantadue anni Luca Ronconi, il maggiore regista italiano. I suoi ultimi spettacoli parlavano anche di morte. Di quella morte che probabilmente sentiva, con il suo stato di salute malfermo, con le numerose dialisi settimanali, le ore intere immobile, lui che era in ebollizione continua, forse a guardare i fantasmi della sua mente, quelli che poi avrebbero popolato il palcoscenico. Morti sospese, come in Celestina, che inizia sul cadavere di Melibea, e poi diventa uno sprofondamento ctonio, tra porte che aprono in sottomondi pullulanti di sesso e intrighi, cornici di porte che conducono al vuoto, prima di tornare, alla fine, di nuovo al corpo senza vita della giovane protagonista. Ma soprattutto in Panico di Spregelburd e in Lehman Trilogy di Stefano Massini, in scena al Piccolo Teatro di Milano fino al 14 maggio, suo ultimo lascito, il mondo dei vivi, grazie alla scena di altre porte, diverse, più eteree e minimaliste, sempre disegnate da Marco Rossi, si popolava di ritorni di personaggi trapassati, che non volevano lasciare la vita, i parenti, i discendenti nel caso della saga della trilogia Lehman che vedeva anche un funambolo...

Centocinquanta anni di scuola e laicità. Conversazione con Cesare Pianciola.

  “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. […] Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. [...] Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli...