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William Buckley

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Elvio Fachinelli: il clinico che ridefinì l'osceno

Tempo fa William Buckley rimproverava Allen Ginsberg di comporre opere oscene per via del suo linguaggio; invitato a una trasmissione televisiva gestita dallo stesso Buckley, Ginsberg rispose che oscene non sono le parole, ma le morti durante l'allora guerra del Viet-Nam.   La biografia culturale di Elvio Fachinelli (1928-1989) sembra una genealogia Biblica. Il suo analista fu Cesare Musatti (1897-1989), il quale – considerato uno dei Padri della psicoanalisi italiana – si formò con Edoardo Weiss (1889-1970), il primo psicoanalista  italiano. Weiss era, a sua volta, in supervisione dallo stesso Sigmund Freud. Nonostante le sue origini nobili e ortodosse, Fachinelli fu tra gli psicoanalisti che più cambiarono la psicoterapia in Italia.   In primo luogo rifiutò l'idea di “resistenza del paziente” a favore dell'accoglienza della “persona che frequenta l'analisi”, spostando la responsabilità della terapia sull'"esperto”. Negli anni Settanta nacque e si diffuse la strana idea che se c'è fallimento nella relazione tra il professionista e il suo utente, la...

Psicoanalisi in rosso, una fiction

Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Con questi due eleganti avverbi, si apriva la fiction. Dove ci si illudeva che l’immaginario superasse la realtà, fosse più crudo, duro, straordinario. Invece il reale supera ogni tipo d’immaginazione, mortifica la speranza. Quando Allen Ginsberg fu accusato da William Buckley di avere composto opere oscene, rispose che l’oscenità non sta nella letteratura, ma nel reale: la guerra per esempio, l’abuso, la violenza maschile.     Davanti a me c’è un libro, Psicoanalisi in rosso. L’autrice, Giorgia Walsh, è uno pseudonimo. Giorgia Walsh mette in forma letteraria le testimonianze di una donna abusata da uno psicoanalista. Racconta l’abuso terapeutico in una piccola città. Nella piccola città si pratica l’omertà, per pudore, convenienza, carriera, buoni sentimenti, ipocrisia, codardia; e si pratica il pettegolezzo per vanità, sadismo, narcisismo. Per condividere i buoni sentimenti, la mentalità. Nella grande città le molestie, le malversazioni, gli abusi sono...