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C’era una volta il sogno di una bambina trasformata in bambola. 

Una giovane nutrice si occupava della figlia appena nata della regina. La bellissima bambina voleva stare sempre con lei, tra le sue braccia. Un giorno, però, la nutrice era tornata a prendere la piccola dopo l’allattamento e di lei aveva trovato solo una testa di bambola, tra le sue copertine, sul letto. Quando la nutrice aprì l’involto e trovò solo questa palla di plastica, stranamente non si terrorizzò: “tanto” – ribadì a se stessa – “mi ha lasciato la parte più importante: la testa!”. Cercando e rovistando nelle ampie sale della reggia, la nutrice cominciò a raccogliere le parti sparse della piccola. Mani piedi braccia avambracci pancia gambe: tutti di plastica, compreso il cuore che era appeso ad una chiave. Ma la raccolta divenne presto frenetica, perché intanto si sentiva in lontananza il pianto della bambina.

 

La testa della bambola piangeva lì dove era stata lasciata, sul letto. Allora la nutrice fece più in fretta possibile per tornare da lei, ricongiungerla ai pezzi del suo corpo e non farla soffrire mai più. Ma ecco che le parti riattaccate alla testa non stavano insieme, si staccavano l’una dall’altra, non c’era proprio niente da fare, fino a quando la nutrice chiuse gli occhi e mise insieme i pezzi della bambola a partire dal cuore e non più dalla testa. A quel punto, tutto il corpo della bambola si ricompose e tornò alla vita.

 

La regina, però, fece irruzione nella stanza e impose alla nutrice di affidare ad altri le cure della bambola. Allora la bambola staccò dal proprio cuore la chiave, che lì penzolava, e rivolta alla regina le disse: “prendi ciò che vuoi, ma lasciaci in pace”. E una volta pronunciata questa formula magica, la bambola ridiventò bambina mentre la nutrice – come risvegliata dal sonno – si ricordò di essere in realtà la figlia della regina - la principessa - e si rese conto che la bambina era sua figlia. E la novella principessa e madre ripeté: “sì, prendi ciò che vuoi, ma lasciaci in pace”. Dopo questa seconda formula, il volto della regina si trasformò e da imperioso e accigliato diventò dolcissimo e rispose così alla figlia e alla nipote: “poiché avete saputo non solo trovare la chiave ma anche donarmela, ciò che è mio sarà per sempre vostro”. E da quel momento vissero tutte e tre insieme, felici e contente.

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@ Mara Cerri