Grillo. Ordalia a 5 stelle

Grillo e Casaleggio non approvano la proposta dei senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. «Non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno», scrivono i due su beppegrillo.it.

 

Ma quale sarebbe stata la procedura da seguire? Nella stessa giornata è arrivato il post dal titolo Qualche precisazione sul metodo. Al punto 2 si precisa che le nuove proposte di legge
«devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all'approvazione del M5S attraverso il blog». Ma come sono fatte di solito le consultazioni di beppegrillo.it? In che modo viene definita la cosiddetta Volontà-della-Rete? A occhio in base a un modello che ha circa milleduecento anni.

 

Prendiamo le vicissitudini dei dissidenti. La loro sorte è stata sempre decisa «attraverso il blog» con veri e propri processi online. La struttura di queste consultazioni fa pensare al sistema che dal nono al tredicesimo secolo ha deciso le dispute su casi giuridici complessi: l’ordalia.

 

Le cose andavano più o meno così: l'accusato doveva immergere il braccio in un calderone d'acqua bollente per estrarne un anello dal fondo. Arto indenne? Innocente. Ustionato? Colpevole. Analoghe prove prevedevano l'uso di ferri roventi o acqua ghiacciata. Il Dizionario storico Treccani dà questa definizione: «un modo di soluzione delle dispute il cui esito si concepiva come diretta manifestazione della volontà divina». Erano Iudicium dei. Laddove l'uomo non era in grado di decidere, si affidava al giudizio divino.

 

Ora facciamo un semplice esercizio. Se nella formula Iudicium dei sostituiamo a Dio “la Rete”, che cosa otteniamo? Un modo di risolvere le dispute il cui esito è diretta manifestazione della volontà della Rete. Unica entità in grado di decidere in maniera definitiva che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. È quello che accade nei cosiddetti processi ai cittadini dissidenti su beppegrillo.it?

 

Gambaro, Mastrangeli, Favia, Salsi. Sono stati giudicati così? Fino a ottocento anni fa il presunto colpevole doveva immergere un arto nell'acqua bollente. Oggi il traditore dei principi a 5 stelle invece viene immerso nel blog furente. Dio (la Rete) sa se egli è colpevole o no. Se è innocente sarà la volontà divina (della Rete) a far sì che l'acqua non bruci la mano, a far sì che il presunto dissidente non sia espulso.

 

L'economista Peter T. Leeson ha dedicato alle ordalie uno studio dettagliato (Ordeals pubblicato nel 2012 dal Journal of Law and Economics). Dalla sua analisi possiamo ricavare alcune osservazioni utili.

 

«Per essere efficaci le ordalie non dovevano condannare tutti. Un certo numero di accusati andavano risparmiati», scrive Leeson. Altrimenti la comunità non le avrebbe ritenute attendibili. Andava raggiunto un equilibrio. Come? Era possibile che l'acqua bollente non provocasse ustioni all'accusato? Il sistema funzionava perché lo Iudicium dei in realtà era uno Iudicim cleri.

 

Le prove da superare erano costruite in modo da permettere la manipolazione da parte dei membri del clero che le avrebbero celebrate. Il sacerdote poteva decidere chi condannare e chi no. La formula ufficiale prevedeva che nessuno entrasse in chiesa al momento dell'accensione del fuoco tranne il prete e l'accusato; nel corso del rito gli spettatori erano tenuti a debita distanza dall’officiante.

 

La procedura dietro le ordalie su beppegrillo.it sembra altrettanto opaca. Solo i gestori del blog conoscono i particolari delle votazioni che decidono la sorte dei candidati all’espulsione. Tutti i non appartenenti al clero grillino sono tenuti all’oscuro dei dati del giudizio online. Le procedure non sono né pubbliche né trasparenti. Non esiste nessuna certificazione indipendente. Immaginiamo che i dettagli siano noti solo a Casaleggio e associati. Di volta in volta sarebbero loro a decidere chi punire e chi no. Come i clerici medievali. Altro punto in comune: «Il destino degli accusati non è privato, ha valore esemplare», ricorda Leeson.

 

Perché scegliere questo metodo? C'è soprattutto una ragione economica, spiega Leeson: una società laica deve dedicare molte più risorse per punire un crimine rispetto a una comunità che crede in un essere invisibile, onnipotente e onnisciente che interferisce con gli affari umani per assicurare giustizia cosmica. Dal punto di vista economico, la società che si affida a Dio (o alla Rete divinizzata) è più efficiente. Impiega meno risorse per fare giustizia rispetto a una società che si preoccupi di stabilire colpevolezza o innocenza di un imputato attraverso prove, testimonianze e giudici imparziali. Non ci sono sprechi, fa tutto la Rete. (Le ultima ordalie vennero celebrate attorno al Duecento. Smisero di funzionare quando venne tolto al clero il potere di celebrare i riti. Più avanti si adottò un altro sistema ritenuto a lungo efficace, seppure un po’ più dispendioso: l’Inquisizione).

 

Se ci fosse stata una consultazione sull’immigrazione che forma avrebbe avuto? Iudicium dei o Iudicium cleri? A quale distanza i sacerdoti avrebbero tenuto i fedeli?

 

Una prima versione di questo articolo è uscita su IL de Il Sole 24 Ore

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO

14 Ottobre 2013