Fashion is the medium
Vito De Biasi

Vito De Biasi è fashion editor di un noto webmagazine femminile. Scrive, online e offline, di moda, arte contemporanea, cinema, letteratura, televisione, fotografia.

27.10.2014

Rebels. Arte e AIDS nella New York degli anni '80

Nella mostra Disobedient Objects, al Victoria & Albert Museum di Londra fino al 1 febbraio 2015, accanto ai manufatti di ieri e di oggi usati nei movimenti di protesta globali compare un cartello: “Molti di questi oggetti verranno restituiti ai loro proprietari una volta conclusa la mostra, perché sono stati creati e utilizzati per lotte ancora in corso”. Il tempio dell'arte e del design ha preso in prestito dalle strade manifesti, bandiere, maschere antigas, cartelli e gadget, in un'esibizione temporanea che non ha come scopo la conservazione e la musealizzazione del presente, ma la sua presentazione in un contesto curatoriale, che legge la storia dei movimenti attraverso i suoi oggetti, il suo design sociale.   Group Material, AIDS Timeline,...

11.09.2014

Jonathan Glazer. Under the skin

“Mi trovi carina?”, chiede retoricamente Scarlett Johansson ai ragazzi che carica sul suo furgoncino, per le strade fredde e umide della Scozia. Una domanda inutile, un artificio seduttivo ingenuo che rivela la facilità con cui riesce ad attirare gli uomini e a portarli con sé, grazie alle sue sembianze. Il corpo di questa ragazza senza nome, interpretata dalla diva americana, è infatti la maschera assunta da una creatura misteriosa che si rivelerà, sotto la pelle, soltanto alla fine. Il regista Jonathan Glazer procede per continue ellissi e reticenze, mostrandoci soltanto la misteriosa apparizione di questo corpo in un ambiente bianco e senza dimensioni, dove per la prima volta si veste da donna, per poi affrontare le strade di Glasgow e dintorni,...

30.07.2014

Come la questione gay sta cambiando il mondo

“In questo quartiere si è sempre ben accolti, a patto di consumare. In altri posti in Messico i gay non sono rispettati come dovrebbero”: è con questa frase, contenuta nei primi capitoli di Global Gay, che si potrebbe idealmente riassumere l'indagine sociologica di Frédéric Martel. Pubblicato da Feltrinelli (traduzione di Giorgia Fracca) e da poco in libreria, Global Gay (con sottotitolo originale Come la questione gay sta cambiando il mondo) è un viaggio di cinque anni in 45 paesi, una ricerca sul campo con incontri e interviste ai protagonisti della vita gay nel mondo, un tentativo di restituire il quadro di una situazione variegata e complessa, che tenta di trasformare in storytelling le informazioni spesso sintetizzate in infografiche...

22.04.2014

Normcore, il nuovo abito del potere

In un articolo di qualche mese fa del New York Magazine, la giornalista Fiona Duncan ha contribuito alla diffusione di un nuovo termine nel discorso sulle tendenze contemporanee, all'incrocio tra moda e comportamenti: normcore. La fusione di normal e hardcore, una sorta di convinta adesione alla banalità del vestire, è stata introdotta da una società di ricerca americana, K-Hole, per dar conto di una tendenza sempre più diffusa tra gli americani cool, ovvero i giovani di estrazione urbano-creativa: quella di vestirsi nella maniera più piatta possibile, “come un turista”, scrive Duncan.   L'abbigliamento al quale viene adesso attribuita l'etichetta di normcore è ben lontano dalle tendenze contemporanee del mix'n...

07.04.2014

Jalil Lespert. Yves Saint Laurent

“Era il tempo dell'audacia e dell'insolenza, era il tempo della nostra giovinezza. I Beatles venivano da Liverpool, Nureyev da Mosca, Godard dalla Svizzera e tu da Orano”: la voce che racconta è quella di Pierre Bergé, compagno di Yves Saint Laurent per cinquant'anni, autore delle Lettere a Yves scritte dopo la morte del couturier, nel 2008. L'epistolario postumo, edito da Archinto nel 2012, è il punto di partenza del film di Jalil Lespert, Yves Saint Laurent, approvato da Bergé stesso, che per la ricostruzione di un'epoca e una carriera ha messo a disposizione l'intero archivio. Il film racconta vent'anni di Yves (Pierre Niney, magro, timido, con gli occhiali, in perfetta somiglianza con lo stilista), dall'esordio...

12.03.2014

Spike Jonze. Lei

Se fossimo ancora in tempo di cinema mitopoietico, Lei – Her di Spike Jonze potrebbe essere il nostro Casablanca, o Via col vento: una storia d'amore assoluta, talmente paradigmatica da comprendere tutti gli elementi del tempo che viviamo. Allora era il rapporto tra uomo e donna, mediato o ostacolato dalla Storia, oggi è il rapporto tra un uomo e un software, un'autentica storia d'amore fatta di gioie e dolori, mediati dalla tecnologia.   Lui, Theodore (Joaquin Phoenix), è una variante bizzarra di quei lavoratori prodotti dalla società dell'informazione fondata sulla tecnologia e sulle retoriche della creatività: detta lettere private a un computer che le trascrive secondo diverse calligrafie per conto dei clienti della sua...

06.12.2013

Soderbergh. Dietro i candelabri

Nel 1977, in piena epoca disco music, il giovane Scott Thurson diventa l'amante e assistente di Liberace, pianista e showman, noto anche per i suoi costumi di scena vistosi e sfavillanti. Liberace, solo il cognome, per fare di sé un'antonomasia, era talmente popolare da essere citato in due canzoni molto famose, My baby just cares for me, che ne evocava il sorriso, e Mr. Sandman, dove le Chordettes cinguettavano: “Mr. Sandman, bring us a dream/Give him a pair of eyes with a come-hither gleam/Give him a lonely heart like Pagliacci/And lots of wavy hair like Liberace”. Il virtuoso del pianoforte era ben impresso nell'immaginario collettivo americano come oggetto del desiderio femminile, sufficientemente innocuo da piacere a tutti, e da diventare anche una...