Vagabondo delle stelle
Davide Sapienza

Scrittore, traduttore, giornalista (attualmente al Corriere della Sera di Bergamo) si dedica a forme di narrativa legate al viaggio e al cammino sulla Terra, anche con reportage fotografici. I Diari di Rubha Hunish, La valle di Ognidove, La strada era l'acqua, La musica della neve, Scrivere la natura e Camminando sono i segnavia di un percorso letterario dinamico, fuori dai paletti di genere. Ha lanciato i cammini NatuRe (anche di più giorni), realizza performance musicali letterarie (come nel cd La musica della neve.experience) e nel recente Jack London, sul palco con Francesco Garolfi (Il Richiamo di Zanna Bianca). Cosceneggiatore dell'acclamato Scemi di guerra (2008) di Enrico Verra, nel 2009 la TV Svizzera Italiana gli ha dedicato La sapienza di Davide. Parole in cammino. Traduttore di Jack London e altri grandi autori (Barry Lopez, E.A. Poe), ha lavorato molto sull'esplorazione polare, come Nansen e Scott).

www.davidesapienza.it

www.lavallediognidove.it

www.dirittidellanaturaitalia.it

22.01.2018

Genius Loci. Le Mura veneziane di Bergamo / La vera storia di Gottardo Archi

Questo testo è tratto dal racconto di Davide Sapienza La vera storia di Gottardo Archi, che con La sposa di Attila di Alessandro Zaccuri inaugura la collana “Genius loci” dell’editore Bolis, dedicata a storie che raccontano luoghi, opere d’arte, borghi, piazze, boschi e ponti, facendo rivivere alcuni momenti legati a luoghi particolari della storia millenaria del nostro paese.   A caratterizzare la storia delle undici tele di Gottardo Archi c’è una serie di circostanze che il narratore classifica tra quelle straordinarie e per le quali l’imponderabile si erge a giudice. È anche una storia che lega un figlio a un padre, attraverso l’appartenenza a un comune territorio, geografico, culturale e sentimentale: le umili origini; un’ereditata sensibilità artistica; la predisposizione all’...

23.01.2017

Pink Floyd / Animals 40 anni: il disagio nell'aria che tira

Trascorri il tuo tempo a pascolare innocuo Vagamente hai capito il disagio nell’aria che tira Ti consiglio di fare attenzione In giro potrebbero esserci i cani  Quando ho visitato la Giordania ho capito Che le cose non sono quello che sembrano (Pink Floyd, “Sheep”. 1977)   Il 23 gennaio 1977 i Pink Floyd licenziavano Animals, decimo album di una carriera veramente unica. Forse il mese più adatto, per un’opera musicale che apriva una stagione turbolenta, mentre l’hype del momento (il punk) avrebbe sdegnosamente considerato queste band vecchie scoregge, il nemico da sconfiggere (pensiamo che erano in giro da poco più di dieci anni...). Ricordare quell’album, spesso sottovalutato o ferocemente criticato, mi pare giusto. Animals risuona nelle epoche del verbo musicale popolare e con...

13.11.2016

La geopoetica e la soglia della luce / Il nordland

Vedo il Nordland come il collo della clessidra chiamata Norge. Questa regione di acqua e di terre alte mi ha ispirato l'idea dell’Ultratempo, visione capace di sgretolare le misurazioni umane dello scorrere e liberare le energie più grandi che ci avvolgono dallo spazio – perché l'Ultratempo, generoso, sa estrarre la sabbia per farci scrivere sul territorio con la lingua delle rocce, dei corsi d'acqua, degli alberi, degli insediamenti, delle tracce che gli altri animali lasciano per chiarire che siamo un solo popolo, sul Pianeta e che nessuno, mai, è clandestino. Attraversando quella terra ho visto la magia della luce artica attrarmi – in un fiordo? in un passo tra due vette levigate dai millenni? –  dove, precisamente, iniziava il prossimo cammino e l'ho anche scritto, per non...

23.10.2016

Progetto Jazzi / Camminare è la mente

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di...

02.10.2016

Camminare / La rivoluzione in due passi

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Il concorso termina l'11 ottobre. Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle...

11.01.2016

David Robert Jones. In the centre of it all, your eyes

  Di te ricorderò il sorriso. Di te ricorderò il vento siderale. Di te ricorderò che ricorderò.             Di te, terrò a mente che è possibile fuggire in avanti e stare vicini. Portare nell'Ultratempo chi riesce a sintonizzarsi per farci capire che l'Universo è immenso, i pianeti infiniti, le stelle innumerevoli. Con te, abbiamo saputo che per essere veramente Umani, è (ovvio!), occorre essere Alieni. Alieni a tutto ciò che è dato, utilizzandolo per rimescolare le carte. Così tu ora, gran teatrante che non sei altro, ci lasci con il colpo di scena: alla scadenza dell'anno 69 – il numero del Sole! - che cosa fa? Ci regali una Stella Nera per...

15.12.2015

L'infinito è nello sguardo del lupo

Giancarlo Ferron è guardiacaccia di professione. Da quindici anni pubblica libri per Biblioteca dell'Immagine di Pordenone, alcuni dei quali oggetto di clamorosi riscontri di pubblico. È rilevante il fatto che in questi libri (penso a Ho visto piangere gli animali e La zampata dell'orso), Ferron sa esprimere la natura e la nostra appartenenza come raramente si legge, non solo in Italia. Ci siamo incrociati la prima volta all'Alpe Campogrosso e abbiamo camminato e parlato di massimi sistemi e richiami della foresta. Nel cuore d'inverno, eravamo a nostro agio. Voglio citare questo episodio perché è rarissimo sentire la forza interiore e selvatica di un uomo esprimersi con l'energia pervasiva, perentoria, mai prevaricante, di quel fascio di...

26.09.2015

Somiglio alle mie scarpe

Me ne sono accorto oggi (che giorno è? È settembre). Ho guardato le pedule morbide, ormai al (viale del) tramonto, con la loro scritta dietro il tallone, discreta e anche evocativa, perché no? Modello "renegade". Le ho guardate bene: "l'ultima volta avevamo detto che era la fine. Avevamo scelto un grande luogo selvaggio. Ricordate? Poi ce l'avete fatta, mi avete indossato anche questa volta..." Loro due mi hanno guardato così intensamente, intrise di quell'umidità assorbita nelle ore tra foreste, pinnacoli e pascoli solitari, camminando come se nuotassi nell'Oceano Tetide. È così che all'improvviso ho visto il mio volto nel loro: la stessa espressione pensosa. Assomigliavo a loro.   Anzi, io...

02.07.2015

Il bivacco, e la vocazione di perdersi

Ho calzato scarponi, indossato lo zaino, reflex a tracolla e poi via, via rapido verso quel luogo da dove amo partire per salire in Presolana. Stanno costruendo il nuovo bivacco, mi ha detto un amico. Urca. Devo andare, subito. Devo salutare quello vecchio! Già, "Il (mio) Bivacco" non è la definizione del luogo speciale che si trova in montagna, il riparo per la notte con poco o nulla da mangiare, dentro (e quel poco o nulla va lasciato stare, o sostituito con qualcos'altro di altrettanto fondamentale). "Il (mio) Bivacco" è quello a 2050 metri sotto le vette della "Montagna" (ché la Presolana per me è "La Montagna").   Bivacco, città di Clusone, ph. Davide Sapienza   (Sinossi) Il "...

16.05.2015

Camminando. Ci siamo persi, ci siamo ritrovati

22 aprile 2014. Portree e Storr. Dall’alba allo zenit.   Walking, is made of dawn. L’avvicinamento a Erisco ruota intorno alla grande montagna che domina il Trotternish Ridge. Sarebbe delittuoso trascurare il laboratorio Storr, il Grande in lingua vichinga. Segni di cultura Norse ovunque parlano nel vento, in questa distesa nordorientale sull’Isola del Cielo. È il forte ricordo di dodici anni fa che risveglia in me la domanda – perché tralasciai lo Storr e il Quiraing? I resti di un’era glaciale sono nella flora; i resti di quel popolo sono nei paesaggi, custodi di una storia ancora fitta di misteri. Nonostante le differenze di latitudine, si respira Norvegia, si respira Islanda. Qui siamo in Caledonia.   Se hai viaggiato in questi...

20.01.2012

L’acqua, pura e semplice

La via è in una zona molto bella nel centro di Milano. Tornare in città ogni tanto mi piace molto. Novembre, aria pungente e anche sporca, il solito cretino con una macchinona che parcheggia alla cieca, ma Milano è anche questa. Per la prima volta nella mia vita vado a Milano per incontrare un uomo di medicina. È un agopuntore affermato, si chiama Paolo Consigli e ha scritto un ottimo libro, Agopuntura, per la Fabbri. Sottotitolo: “la più antica medicina ufficiale”. Questo non lo sapevo. No, non che l’agopuntura è la medicina più antica e ufficiale. Ma che un agopuntore avrebbe potuto scrivere un libro straordinario come L’acqua pura e semplice (Tecniche Nuove Ed, 2005) dopo anni di studi e ricerche. Anche qui il...

04.11.2011

Whiteout

Anticipiamo un brano dal nuovo libro di Davide Sapienza, La musica della neve, per le edizioni Ediciclo. Un viaggio dalle Alpi all’Artico con la neve come protagonista. Sulle tracce di Jack London, Fridtjof Nansen (di cui ha curato, La spedizione della Fram e Nel Cuore della Groenlandia) e Knud Rasmussen, Davide Sapienza non meno esperto viaggiatore, racconta con il silenzio della neve il tempo dell’uomo; nella natura più estrema sempre alla ricerca di uno spazio vitale per il corpo come per l’anima. Io amo le mappe: con loro trascorro molto tempo a immaginare e ovviamente la tecnologia satellitare sembrerebbe toglierci il gusto della sorpresa. Ma non credete a questo assunto. Anche la prospettiva di una mappa può essere ingannevole, quando siamo nel...

11.08.2011

Recensione / Il grande viaggio in slitta

Nei prossimi anni la storia dell’esplorazione artica diventerà un argomento importante, alla luce del ruolo centrale che l’Artico sta assumendo nell’immaginario e anche per i mass media. Personaggi di grande levatura come il norvegese Fridtjof Nansen, il danese di origine Inuit groenlandese Knud Rasmussen, saranno due dei nomi di riferimento per comprendere il cammino dell’uomo in rapporto a un mondo incantato che è al centro degli interessi economici odierni delle grandi potenze. Il grande viaggio in slitta di Knud Rasmussen è quindi un libro importante, pagine dove l’autore narra l’incredibile Quinta Spedizione Thule, che dal 1921 al 1924 lo condusse a esplorare e incontrare le popolazioni artiche dalla Groenlandia all...

02.06.2011

Songavazzo / Paesi e città

Da dove vogliamo cominciare? Facciamo così: da quel giorno di primavera del 1991 in cui presi la decisione di venire a vivere a Songavazzo (abitanti attuali 698), uno dei sette comuni alle Falde della Presolana, la Regina delle Orobie (Prealpi di Lombardia, per capirci). La frase fatidica uscì dalla mia bocca alla vigilia del mio primo viaggio in USA dove feci anche la mia prima reading pubblica, all’Earth Day di Albany, stato di New York. A pensarci ora, ehi, andai all’Ovest e come rientrai in Italia, andai al Nord. Va bene, non esageriamo: dopotutto venivo da Monza, e sebbene il mio sangue parli siciliano lì ero nato e lì ero cresciuto, cercando in ogni modo di andarmene. Un grande balzo in avanti. Avevo ventisette anni e da grande volevo fare...