AUTORI
Gianni Montieri
07.09.2019

Sopravvivere / Andrés Neuman, Frattura

“A terra le cose giocano a modo loro. Guadagnano una piastrella, aspettano il proprio turno, si arroccano. Le correnti generano mulinelli, disordini microscopici. Un foglietto trascina il suo origami fallito. Il gelato che si scioglie sulla panchina è stato rotondo. Un accendino dà fuoco alle polveri che passano. Accanto alle macchinette, un paio di auricolari rimpiange le proprie orecchie. È appena caduto dai pantaloni del signor Watanabe, mentre si frugava nelle tasche e si recava infastidito a comprare il biglietto. Quando il suolo smette di essere suolo, gli auricolari cominciano a serpeggiare in mezzo ai passi: un fuggifuggi in stereo. L’accendino rimbalza, invoca la propria fiamma. La pallina di gelato allarga la sua ombra. Il foglietto allenta la pressione, dispiegando un testo che...

20.07.2019

Fiction e memoir / Nona Fernández, Fuenzalida

«Una fotografia è sempre incriminante. Quello che sospettiamo viene dimostrato in modo irrefutabile se compare in una foto.» Fuenzalida (Gran Via, 2019, traduzione di C. A. Montalto) è composto da tre livelli, stratificati, mischiati, Nona Fernández gioca su tre diversi piani narrativi. Ogni piano è reale, ogni piano è inventato. Il primo strato è la storia che sta in maggior rilievo: una donna separata vive con Cosme, il suo bambino, suo marito se ne è andato quando il piccolo aveva solo un anno. La donna, la nostra narratrice, di lavoro scrive sceneggiature per telenovelas. Lei e Cosme vivono a Santiago del Cile. Una sera tra i rifiuti trova una vecchia foto, quasi cancellata dal tempo, in quel ritratto sbiadito – un uomo in kimono nero – crede di riconoscere suo padre, Fuenzalida. Di...

14.06.2019

Abbiamo imparato abbastanza? Siamo stati felici? / Cory Taylor, Morire

Questo memoir comincia così: «Un paio d’anni fa ho comprato un farmaco per l’eutanasia su un sito web cinese. L’alternativa è andare in Messico o in Perù e procurarselo da un veterinario. A quanto pare, basta dire che devi abbattere un cavallo e te ne vendono quanto ne vuoi. Puoi prenderlo lì a Lima, nella tua stanza d’albergo, e allora sarà la tua famiglia a doversela sbrigare col rimpatrio della salma, oppure puoi nasconderlo in valigia per dopo. Io non volevo assumerlo subito e non ero in grado di viaggiare fino in Sudamerica, quindi ho scelto l’opzione Cina.» Un paio d’anni prima dell’acquisto del farmaco, deve essere circa il 2013, è il periodo in cui Cory Taylor prende consapevolezza del fatto che le manca poco, non c’è speranza, il cancro la stroncherà. Ha già avuto più interventi...

27.05.2019

Viaggiare / Olga Tokarczuk, I vagabondi

«Volo da Irkutsk a Mosca. Si decolla da Irkutsk alle otto del mattino e si atterra a Mosca alla stessa ora – otto del mattino dello stesso giorno. Questo è il momento esatto in cui sorge il sole, quindi si vola per tutto il tempo all'alba. Si rimane in questo singolo istante, grande, tranquillo, espanso come la Siberia. Dovrebbe essere il momento per la confessione di un'intera vita. Il tempo scorre all'interno dell'aereo, ma non fuoriesce all'esterno.» Il viaggio è una luce sempre accesa, è un’ansia, è una ricerca, il viaggio è la solitudine estrema e il suo contraltare. Il viaggio è una persona che ne incontra un’altra, il viaggio è la storia personale che si mescola a quella degli altri. Il viaggio è un odore, una vaga speranza, è una possibilità da rinnovare ogni giorno. Il viaggio è...

07.05.2019

Conflitti / Chris Offutt, Mio padre, il pornografo

“«Scusami», disse. «Come sarebbe a dire?», risposi. «Non sapevo di averti dato un’infanzia così terribile da farti diventare uno scrittore».” Un uomo muore di cirrosi epatica, il suo nome è Andrew Jefferson Offutt, è sposato e ha quattro figli. Due maschi e due donne, tutti tornano a casa, in Kentucky, per i funerali. Il primogenito si chiama Chris ed è lo scrittore straordinario che abbiamo imparato a conoscere con Nelle terre di nessuno e Country dark, entrambi editi da minimum fax e tradotti da Roberto Serrai; ed è grazie al suo talento e alla sua determinazione che veniamo a conoscenza di una storia molto particolare, quella di un uomo chiuso, molto riservato. Andrew ha sempre parlato poco con i figli, si è barricato nello studio ricavato in casa per anni, ha amato con devozione la...

03.04.2019

Linee di destino / Jaume Cabré, Quando arriva la penombra

Lo scrittore spagnolo Eduard Márquez ha intitolato un libro Ventinove racconti in meno (libro non ancora edito in Italia), titolo significativo che allude agli scarti, ai racconti rimasti fuori dalla raccolta. Jaume Cabré lo cita in postfazione al suo splendido Quando arriva la penombra (La nuova frontiera 2019, trad. di Stefania Maria Ciminelli) spiegando le modalità con cui è arrivato a scegliere le storie raccolte nel libro. Chiama i racconti i sopravvissuti; per far funzionare il meccanismo di inclusione delle storie è necessario lasciare da parte qualcosa, ciò che ci convince meno, ciò che non ci pare suoni bene nel complesso di quel che si vuole andare a narrare. Cabré dice poi delle aggiunte e dei tagli, naturalmente, ma ciò che è più interessante è quel che scrive appena prima:...