AUTORI
Mauro Zanchi
13.04.2018

Raffaello e l’alfabeto degli esseri celesti

Il San Sebastiano (1501-1502 ca.) di Raffaello, dell’Accademia Carrara di Bergamo, regge una freccia nella mano destra, simbolo del suo martirio scampato, e guarda assorto verso una vicina lontananza. Il manto rosso è bordato con caratteri di un alfabeto che non sembra appartenere alle famiglie dei linguaggi conosciuti. Nella mostra Raffaello, l’eco del mito sono presenti scritture segrete, in forma di ornamentazioni epigrafiche, anche sulle vesti delle Madonne e dei santi dipinti dai maestri guardati da Raffaello, quando era dodicenne: nella Madonna con il Bambino in trono tra i santi Giovanni evangelista e Agostino (1494) di Perugino, nella Madonna della Pace (1495 circa) di Pintoricchio.    Raffaello Sanzio, Grande Madonna Cowper (o Madonna Niccolini) 1511, dettaglio,...

16.03.2018

Bergamo, Palazzo della Ragione / Jonas Mekas: il quotidiano filmato

Nel 1962, Jonas Mekas si era ritrovato a guardare per la prima volta tutto il suo materiale girato. I filmati avevano registrato la vita quotidiana, nei momenti stessi in cui accadevano al di là della cinepresa, gli avvenimenti della città e ciò che era attorno alla sua vita familiare e pubblica, con ritratti di persone frequentate o incontrate di sfuggita: “Le immagini che pensavo non avessero collegamento, improvvisamente incominciarono a sembrare come notebook con molti parti di congiunzione. Dal momento in cui stavo studiando queste immagini, divenni curioso nei riguardi della forma del diary film e questo certamente incominciò a influenzare il mio modo di girare, il mio stile. E in un certo senso ciò mi aiutò a unire alcuni miei pensieri. Mi dissi: “Bene, molto bene, se non...

04.02.2018

Richiedenti asilo / Escape Artists. Intervista a Guy Ben-Ner

Abbiamo intervistato Guy Ben-Ner, artista israeliano nato a Ramat Gan nel 1969, in occasione della rassegna di videoarte CAMPI presso BACO_BaseArteContemporaneaOdierna di Bergamo. Gli abbiamo posto alcune domande relative al suo ultimo lavoro video, Escape Artists, girato con richiedenti asilo Sudanesi ed Eritrei presso il centro di detenzione di Holot.    Sei nato in Israele e ti sei formato in Nord America. Sei diventato padre quando eri ancora uno studente, un’esperienza che ha condizionato la tua vita e il tuo lavoro. Quali ragioni ti hanno spinto a far ritorno nel tuo Paese d’origine? È stato un ritorno definitivo o vivi ancora negli Stati Uniti?   Ho studiato arte in Israele. Ho proseguito gli studi negli Stati Uniti perché mia moglie voleva lasciare Israele, e...

06.01.2018

L’epifania nelle immagini / Re Magi: due uomini e una donna

Nell’Adorazione dei magi (1420-1422) di Lorenzo Monaco, ora conservata agli Uffizi, il re più giovane raffigurato in primo piano indossa una veste femminile, probabilmente in velluto con ricami in oro, con una cintola che ricorda la avnet, ovvero la cintura sacerdotale ebraica. La persona è imberbe, con i lineamenti marcatamente femminei. Indossa un copricapo simile a un turbante, che solitamente è solo maschile. Ma qui è avvenuta una sostituzione simbolica. In contraddizione con i racconti canonici e quelli apocrifi, Lorenzo Monaco fa riferimento a una regina che è inginocchiata al cospetto di Gesù Bambino, assieme ai re magi. È un caso raro nell’iconografia legata a questo tema. Come mai c’è una regina nella scena dell'adorazione dei magi?   Lorenzo Monaco, Adorazione...

02.01.2018

Spettatori nei musei / Mulas prima di Ghirri e Struth

Ugo Mulas, tra il 1959 e il 1961, rivolge la sua attenzione sull’avvento di un pubblico di massa dedito alla fruizione dell’arte negli spazi museali. D’istinto coglie i dipinti nei musei e nelle gallerie come fossero fotografie, e fotografandoli innesca un parallelismo concettuale fra i due medium. Coglie i visitatori mentre guardano le opere esposte, e intuisce una nuova variante del ritratto di gruppo: da un lato persone in carne e ossa, dall'altro ritratti pittorici e sculture.   Ugo Mulas, Russia (1960), Courtesy Galleria Lia Rumma.   Le figure dipinte e i loro spettatori vengono fissate nell’unità di un collegamento significativo e significante. Mulas dà visibilità al momento esatto in cui si esprime un modello di fruizione estetica. In Russia (1960) ritrae un...

23.10.2017

Cinquant'anni dopo / Che Guevara guarda anche da morto

Qualche tempo fa, guardando il Cristo deposto realizzato da Francesco di Giorgio nella seconda metà del Quattrocento mi è venuta in mente un’immagine drammatica di Ernesto Guevara, una fotografia in particolare, che documenta il volto con gli occhi e la bocca semiaperti, scattata poco dopo la sua morte. Pur avendo veduto numerosi Compianti e Deposizioni durante gli studi iconologici, mi sembrò curioso non aver pensato a un collegamento con altre opere d’arte o a confronti storico-artistici, ma che invece avessi pescato dalla mia memoria l’immagine del rivoluzionario argentino. Pensai che Mnemosyne a volte innesca qualche nesso che non si comprende all’istante ma più in là nel tempo. Qualche giorno dopo, tornato da Siena, cercai nella mia biblioteca un libro con le fotografie scattate da...

11.09.2017

Una matita per doppiozero / 2H

  La linea ha un valore fondamentale nella ricerca di Giovanni de Lazzari. L’artista ha finora cercato di produrre un immaginario privilegiando la matita, che meglio di altri strumenti riesce a definire le sue figure, colte con uno sguardo favolistico. La scelta formale, il medium e il contenuto sono strettamente congiunti, come nello svolgimento sonoro di un’opera musicale: “A proposito del rapporto tra forma e contenuto, mi piacerebbe raggiungere un’unità completa fra gesto e pensiero, attraverso l’esercizio quotidiano della linea”. Il segno a matita parte da un’idea o da una forte impressione derivata dalla realtà e rivive attraverso la rivelazione evocativa di un’immagine scarna ed essenziale, estensione dello sguardo dallo spazio dell’intimità.   È un viaggio...

08.07.2017

Archivi di domani / Ricorda il tuo futuro

L’esperienza ci induce a pensare che passato e futuro siano differenti e che le cause precedano gli effetti. Il passato quindi non possiamo cambiarlo e il futuro è legato allo spazio aperto delle possibilità, all’incertezza, alla sorpresa, o all’azione del destino. Il flusso della memoria universale, però, certe volte giunge a suggestionare le menti degli individui meno anestetizzati con nuovi dubbi, inedite questioni, o ulteriori intuizioni. Parafrasando un frammento del filosofo presocratico Anassimandro immaginiamo che passato e futuro si trasformino l’uno nell’altro secondo necessità “e che si rendano giustizia secondo l’ordine del tempo”.   Ma Einstein ci ha insegnato che esistono innumerevoli tempi diversi, uno per ogni punto dello spazio, che le cose evolvono in tempi locali,...

17.05.2017

Moira Ricci a Fotografia Europea / Diavolo mietitore o extraterrestre?

Tra la realtà e la fiction si insidiano immagini, storie e ricordi, che inducono interpretazioni e credenze, o sospetti e vacillamenti della credulità. Oggi si tende a pensare che il diavolo sia molto abile a usare Photoshop e postproduzione, e che agendo direttamente dentro la vita si insinui nella percezione dei mortali, così che le persone confondano spesso la finzione o l’inganno con la verità. Come dentro a un racconto borgesiano: accadono fatti, avvengono incontri, e si è talmente portati dalla narrazione seducente che alla fine non si è più sicuri di cosa sia più vero e convincente, se l’immedesimazione nel racconto o il quotidiano vissuto giorno per giorno. Il documento fotografico o video testimonia veramente un fatto accaduto? È più vera la realtà o ciò che si è immaginato come...

20.04.2017

Domani ad Astino inaugura la mostra a lui dedicata / Mario Giacomelli: verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Nel bianco del letto d’ospizio, una donna anziana dorme profondamente. Sogna, forse, con un fazzoletto sulla testa, il paradiso o la prossima vita. Le si vede un occhio solo, il naso degli ultimi respiri, e il labbro di una bocca senza più denti. Dorme tra le pieghe di un’altra dimensione. Il suo sudario è reale e metafisico al contempo. L’immagine è insieme drammatica, densa di tenerezza e magnetica: “Sai perché per me è bella? Tu vedi la vecchia, l'ospizio.   Mario Giacomelli, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1966 - 1968, courtesy archivio Mario Giacomelli, Senigallia. Ma se tu la guardi ancora meglio, non c'è più né vecchia né ospizio, è come un mare bianco, come una barca su un'onda. Ma questo è venuto dopo che ho pianto dentro di me una quantità di volte, di fronte ad...

01.04.2017

"Far molto intenso lo scuro" / Leonardo da Vinci nei film di Tarkovskij

Per Andrej Tarkovskij i ritratti realizzati da Leonardo hanno qualcosa che sta al di là del bene e del male, sono manifestazioni seducenti e diaboliche, con un’attrattiva duale, contemporaneamente incantevole e ripugnante: “[…] prendiamo il Ritratto di giovane donna con un ramo di ginepro di Leonardo, che ho impiegato nel film Lo specchio nella scena del breve incontro del padre, tornato dalla guerra, con i propri figli. Le immagini create da Leonardo colpiscono sempre per due motivi. In primo luogo, per la straordinaria capacità dell’artista di guardare gli oggetti dal di fuori, dall’esterno, mettendosi da una parte, quello sguardo al disopra del mondo che è proprio degli artisti come Bach o Tolstoj. E, in secondo luogo, per il fatto che in queste immagini viene contemporaneamente...

06.03.2017

Solitudine / Gli strani gesti negli ultimi ritratti di Malevič

Nei ritratti eseguiti negli ultimi anni della sua vita, Kazimir Malevič mette in scena un linguaggio gestuale, per trasmettere messaggi in codice al suo popolo. Riprende il repertorio dei gesti utilizzati dai pittori del XV e XVI secolo. Nel ritratto di una operaia russa del 1933, Malevič raffigura la giovane mentre compie gesti delle mani che balzano all’occhio per la loro apparente incoerenza. Sono gesti che non sembrano avere a che fare con il suo lavoro in fabbrica o essere connessi con la produzione.   Robert Fludd, Il nulla che è stato prima dell'universo in Utriusque Cosmi, 1617.   E nemmeno paiono legati a una naturale gesticolazione nel quotidiano. Lo sguardo della donna è assorto, fisso nel vuoto, è altrove. Malevič ha sottratto qualcosa dal suo quadro. E questa...

17.02.2017

Intervista a Mario Cresci / Fotografia del no

Attendo Mario Cresci in una stanza della GAMeC di Bergamo, dove sta allestendo la sua mostra antologica. Giungo nella sala espositiva più piccola e intima del museo. Qui sono collocate, agli angoli, due grandi fotografie: Campo riflesso e trasparente (1979). Al centro della sala divengo un punto d’osservazione tra due opere collegate concettualmente. Guardo la reale lunghezza di un metro da muratore che prolunga la sua misura nella superficie di uno specchio. Alle altre due pareti sono appesi ulteriori campi riflessi, scatti che documentano un lavoro site-specific fondato sui diversi spostamenti e gradi della percezione. E qui penso che Cresci, nel suo articolato percorso di ricerca, ha compiuto spostamenti continui al di là dei consueti recinti disciplinari, con una metodologia basata...

05.02.2017

La sacralità naturale della vita / La poetica di Brueghel nei film di Tarkovskij

Di Pieter Brueghel il Vecchio, Andrej Tarkovskij doveva avere ben presente La morte di Maria (1564 ca.), un’opera quasi monocroma. Realizzata a grisaglia su tavola, è un dipinto che parla, a bassa voce, una lingua al contempo semplice e forbita: racconta la ricchezza evocativa di una scena in un interno, con descrizioni lenticolari degli oggetti e con un verismo che precorre le novità stilistiche di Caravaggio e di Rembrandt. La mirabile tavola suggerisce l’idea che sia rappresentato un sogno di S. Giovanni. Il santo è descritto addormentato vicino al camino. La dimensione onirica della scena sacra è avvolta da un’ambientazione domestica riscaldata dal fuoco del camino. Sul letto di morte, invece, Maria emana un chiarore innaturale, mistico, nella scena notturna. Tornano alla mente scene...

01.01.2017

Humor melanconico ed enigmi / Lorenzo Lotto: ironico sguardo

Incline al tormento dei melanconici, Lotto agisce sulla forma e sui temi da esprimere avvicinandosi e prendendo le distanze continuamente dall’iconografia rinascimentale. Come se il demone della sua creatività sentisse l’urgenza di cogliere nuove soluzioni con un passo retrogrado – anche solo per differenziarsi dalle ricerche dei grandi suoi contemporanei – con continue rivisitazioni delle migliori intuizioni espresse nel Medioevo, per tentare nuovi passi in avanti. Progredire retrocedendo, dunque, per infondere alle immagini la forza di una tradizione icastica, con un approccio pervaso da una intimità pacata, che esplode a volte con lampi di visioni straordinarie, e con larghe concessioni al senso dello humor.   Lorenzo Lotto, Pala di Santo Spirito, 1521, Bergamo, Chiesa Santo...

26.10.2016

22.10.2016 - 27.11.2016, Bergamo / Specchio concavo

In ambito esoterico si tramanda che lo specchio concavo sia un mezzo per focalizzare l’attenzione sul mondo astrale e per esercitare la capacità di osservazione più sottile. Sibille, profetesse, streghe, vaticinanti e sciamani hanno utilizzato questo medium per migliorare le loro doti di chiaroveggenza. Fissavano nel cavo dello specchio attendendo immagini rivelatrici. Agivano telepaticamente, pensando per immagini. Spostavano nell’aria atomi e molecole per mezzo di illuminazioni e intuizioni. Di notte, riempivano di acqua la ciotola concava per osservare le luci e i flussi delle stelle catturate nella trasparenza del loro “de-siderare”. Alcuni scoprirono misteri della natura molto prima che la scienza giungesse alla verità delle cose. Ricercando tracce e documenti e arretrando nel tempo...

01.07.2016

Una conversazione con il regista bavarese / La visione estatica di Werner Herzog

Abbiamo incontrato Werner Herzog, che, in quarantacinque anni di attività e con una sessantina di film realizzati, ci ha regalato, anno dopo anno, innumerevoli immagini rare e preziosissime, raccolte in ogni parte del mondo. Il regista bavarese è noto per aver indagato e documentato gli aspetti insoliti della realtà, con visioni, spesso in terre estreme e di confine, tra immaginazione e stupore, con un linguaggio poetico in sospensione tra fiction e documentario. L’intervista parte dall’idea di comprendere cosa sia la visione estatica per Herzog. Abbiamo posto domande soprattutto legate a Encounters at the End of the World (Incontri alla fine del mondo), del 2007, una meditazione – ironica e al contempo costellata di immagini di straordinaria bellezza – sulla natura e sulla comunità...

10.06.2016

La fotografia come domanda / Luigi Ghirri: chiedi alla nebbia

A Milano, attorno al 1991, Luigi Ghirri confida a Mario Cresci che, dopo aver esplorato per tanti anni il paesaggio e le cose dell’esistenza con innumerevoli scatti, sta pensando ad altro, e in quel momento non gli resta che fotografare la sola nebbia della sua terra, come segno estremo di cancellazione del mondo, per dirigersi verso l'imponderabile o l’ignoto. Roncocesi, una delle ultime fotografie, scattata nel gennaio del 1992, coglie la luce che avvampa come un cielo di bruma, facendosi orizzonte tra due campi separati da una roggia. L’acqua nel fossatello pare latte di brina, specchio del biancore nebbioso. Lo stato di sospensione, sia della luce sia della bruma, viene colto in una visione estatica, così come avrebbe potuto viverla un mistico medievale. In questa immagine il...

11.05.2016

Arte cinese a Berna selezionata da Ai Weiwei / Il telefono senza fili

Chinese Whispers è l’espressione utilizzata nella lingua inglese per indicare il “telefono senza fili”, ovvero il gioco che consiste nel sussurrare un messaggio all’orecchio di una persona, per poi scoprire alla fine della catena se lo stesso messaggio sia giunto integro o corrotto. La trasmissione delle parole che passa attraverso il malinteso e la deformazione costituisce la base concettuale su cui è stata costruita la mostra in corso (dal 19 febbraio al 19 giugno 2016) al Kunstmuseum e al Centro Paul Klee di Berna, costituita da 150 opere selezionate da Ai Weiwei, provenienti dalla collezione di Uli Sigg.   Una comunicazione a catena, orale e visiva, testimonia le condizioni culturali del passato prossimo cinese, la presa di potere del modello turbo-capitalista, e il lento...

21.01.2016

Intervista ad Anselm Kiefer. Le torri e la qabbalah

Dopo aver visto le sue torri nell’Hangar Bicocca, ho fatto un viaggio a ritroso nella sua opera. Poi ho sentito il bisogno di leggere il testo che l’ha suggestionata, il Sefer hekhalot appunto, per capire un po’ meglio cosa volesse significare con tutti i suoi lavori sui sette palazzi celesti. Leggendo il testo, ho percepito una forte ambiguità di fondo nel racconto. Non si capisce se il viaggio del protagonista sia un viaggio ascendente o discendente. Il mistico deve superare delle prove terribili prima di giungere al cospetto del Trono mistico. Nelle sue opere del passato, dove ha lavorato sul tema dei Palazzi celesti, questi hekhalot sono rappresentati via via come gabbie volanti con palle di piombo all’interno, come luoghi fotografati in bianco e nero,...

07.01.2016

Hypothesis

Hypothesis di Philippe Parreno (Orano, Algeria, 1964) non è una tradizionale mostra antologica, ma un’esperienza dove ogni cosa è sia causa sia conseguenza di qualcos’altro. Invita a entrare in una partitura plurisensoriale, in una dimensione percettiva di notevole portata, per mettere in atto un’estensione dei limiti fisici, per uno spostamento temporale, tra luci, ombre, suoni e immagini in movimento. Il titolo intende segnalare che è più vicina all’ipotesi di un lavoro aperto, a un’esperienza mutevole e fluida, all’interno di uno spazio in cui si alternano eventi diversi. È un esperimento memoriale, anche, fondato su innumerevoli possibilità di creare connessioni: “Se è vero, come afferma Tino...

15.05.2015

Takis «aratore di campi magnetici»

Tra gennaio e luglio 2015, nell’anno del novantesimo genetliaco di Panayotis Vassilakis, detto Takis, il Palais de Tokyo (Parigi) e la Menil Collection di Houston dedicano due retrospettive all’artista greco. Negli anni Cinquanta, Takis (nato ad Atene nel 1925) intuisce che l’invisibile può diventare materialmente sia una situazione nello spazio sia un soggetto che costituisce il centro emozionale dell’opera, oltre ciò che è solamente simbolizzato dalle forme di una scultura. Affascinato dalla “magia scientifica” e dai radar, tra il 1958 e il 1959, immagina opere scultoree capaci di rispondere a segnali invisibili, resi attraverso forze cinetiche. Cerca di captare le forze ultrasottili della natura e veicolare i campi...